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Cronologia del sionismo PDF Stampa E-mail
Scritto da ITALIANO   
lunedì 31 dicembre 2007

In un regime liberticida,dove sono lecite e non penalmente perseguibili solo le opinioni coincidenti con quelle dei politici al potere, presentare una cronologia del sionismo può apparire una sfida rischiosa.
Dopo la santificazione che del sionismo ha fatto l’ex comunista Giorgio Napolitano,ora presidente della Repubblica, narrare la nascita e lo sviluppo del movimento che ha riportato gli ebrei in Palestina ed imposto la nascita dello stato di Israele dopo duemila anni, ha il significato della critica o, peggio, della condanna.
In realtà,una cronologia storica ,rigorosamente documentata ,è un contributo offerto ai lettori perché possano comprendere quello che accade oggi nel mondo, ripercorrendo fin dal loro inizio le tappe di una tragedia che tutti ci coinvolge.

La storia del movimento sionista è emblematica di quanto la forza del denaro e delle armi possa fare in un mondo in cui, non la ragione e la giustizia guidano le azioni degli uomini e dei governi, ma solo quelle della forza e della convenienza.
Il sogno del ritorno alla “terra promessa” rimane,per decenni,l’utopia di pochi intellettuali ebrei,fino al momento in cui le grandi famiglie ,detentrici del denaro e della forza ,non inizieranno a guardare con interesse sempre crescente alla possibilità di creare in Palestina un “focolare ebraico”.
L’oro versato dai magnati ebrei,ben determinati però a restare nei loro dorati palazzi europei, consente ai movimenti ebraici di acquistare terreni in numero sempre maggiore in Palestina e di farvi confluire un numero sempre crescente di ebrei.
Il problema del movimento sionista è, difatti, quello di ripopolare di ebrei la Palestina, abbandonata duemila anni prima e dimenticata da tutti.

L’idealismo di pochi intellettuali e i tanti soldi dei finanzieri ebrei fanno lentamente riemergere nelle coscienze degli israeliti più diseredati e emarginati, in particolare in quelli dell’Europa dell’Est il desiderio di ritornare nella terra dei padri.
Certo,chi ha abbandonato la Palestina duemila anni prima senza più farvi ritorno,ora la rivuole con consapevolezza di dover cacciare gli arabi che in Palestina ci sono sempre stati insieme agli ebrei senza mai fuggirne.
Sradicare un popolo dalla propria terra,non è un problema se all’oro si aggiunge la forza delle armi. Ed è questa la storia del sionismo:un intreccio di denaro,diplomazia, politica, sangue che ha un solo obiettivo:sradicare un popolo dalla propria terra e sostituirlo con un altro.

Quando non si ha ancora un esercito per procedere alla conquista di un territorio,si possono utilizzare le armi del terrore:le bombe nei mercati,nelle strade,nelle piazze ,in mezzo alla gente comune,donne, bambini, vecchi, uomini massacrati perché gli altri capiscano che se ne devono andare.
Ed è il terrore l’arma vincente dei dirigenti sionisti,arabo è il sangue degli sconfitti. Il denaro compra tutto,terre e coscienze; il sostegno delle potenze europee e degli Stati Uniti spazza via ogni ostacolo, il terrore fa il resto.
I “terroristi” di ieri saranno i “condottieri” di domani, i premi nobel per la pace

Ma questa è storia di oggi.

La cronologia che pubblichiamo giunge fino al 1942, proseguire in quella della storia d’Italia dal 24 luglio 1943 ad oggi.
Serve per dare continuità e ,soprattutto, per raccontare lo sviluppo del sionismo fin dal suo sorgere Una storia sconosciuta ai più,che qui presentiamo in maniera oggettiva,affidandoci alla forza dei fatti e dei documenti tratti da pubblicazioni di storici israeliani.

Ognuno ne tragga le sue conclusioni.


Cronologia storica del Sionismo

1836

In una lettera indirizzata ad un componente del­la famiglia Rothschild a Berlino, il rabbino po­lacco Zvi Hirsch Kalischer scrive: "L'inizio della redenzione giungerà attraverso cause naturali grazie agli sforzi umani e alla volontà dei governi di riunire i dispersi di Israele nella Terra Santa".

1862 A Posen, il rabbino Zvi Hirsch. Kalischer pubblica il libro intitolato "Drishat Sion" ("Cercando Sion"), a cura della Società per le colonizzazio¬ne della Palestina, fondata da Chaim Lorje.Nel libro, che esce a Francoforte sul Meno, il rabbino afferma che è giùnto il momento per gli ebrei di fare ritorno in Palestina, iniziando a crearvi delle colonie agricole.
1862 Il giornalista Moses Hess, ebreo tedesco, scrive il libro "Roma e Gerusalemme", nel quale afferma la necessità per gli ebrei di ritornare nella "Terra promessa" per rifondarvi uno Stato ebraico.E' considerato il testo base del sionismo.
1870 Su invito del rabbino Zvi Hirsch Kalischer, l'Alliance israélite universelle fonda una colonia -scuola agricola a Giaffa (Palestina), chia¬mata Mikvé Israele ("Speranza d'Israele")
1881 In Palestina, è presente una popolazione di 457 mila persone: 400 mila arabi mussulmani, 13-20 mila ebrei, 42 mila cristiani, in gran parte greco-ortodossi
30 Giugno 1882 A Karkov (Russia), 14 membri del Bet Ya'akov ve-Nelkah (Bilu, "Casa di Giacobbe, vieni camminiamo") partono in direzione della Palestina.
Luglio 1882 A Gerusalemme, Ben-Yehuda, che vi si era insediato nel mese di settembre del 1881, scrive a Perez Smolenskin, a Vienna:
"Quel che dobbiamo fare ora è rafforzarci il più possibile, conquistare il paese di nascosto, a poco a poco...Possiamo riuscirci solo di soppiatto senza rumore...Non creeremo comitati, perché gli arabi capirebbero subito le nostre intenzioni, ma silenziosi come spie, compreremo, compreremo, compreremo".
Settembre 1882 A Berlino, Leo Pinsker, ebreo di Odessa, pubblica in forma anonima un pamphlet dal titolo "Autoemancipazione: un avvertimento al suo popolo da un ebreo russo".Nel testo,chiede per gli ebrei una patria da costruire in un"territorio qualunque", non necessariamente la Palestina.
Ottobre 1882 Een-Yehuda e Yehiel Michal Pines, dalla Palestina, scrivono a Rashi Pin, a Vilnius: "Lo scopo è risuscitare la nostra nazione nella sua terra.. se solo riuscissimo ad accrescere il nostro numero, se solo riusciremo qui fino ad essere ad accrescere il noia maggioranza...
Ora come ora, ci sono solo circa cinquecento (mila) arabi, non particolarmente temibili e ai quali sottraremo facilmente il controllo del paese giocando d'astuzia (e) senza attirarci la loro ostilità prima di esser diventati i più forti e i più numerosi
".
31 Dicembre 1882 In Palestina, sono presenti 24 mila ebrei su una popolazione di circa 600 mila abitanti, dei quali 70 mila arabi cristiani.
1884 A Kattowitz, nell'Alta Slesia, si svolge una conferenza di Chabatt Zion ("Amore per Sion"), alla quale prendono parte 36 delegati, che eleggono presidente Leo Pinsker.
29 Marzo 1886 In Palestina, dopo che gli ebrei residenti nell'insediamento di Petech Tiqvah avevano sequestrato 9 muli, appartenenti a cittadini arabi, sorpresi a brucare nei loro campi, 50-60 arabi attaccano l'insediamento danneggiando i campi, le abitazioni e ferendo 4 ebrei, portandosi inoltre appresso tutto il bestiame. E' il primo scontro di rilievo.
1890 A Mosca, il governo concede a "Chabatt Zion" il riconoscimento giuridico.
24 Giugno 1891 A Gerusalemme, un gruppo di esponenti arabi invia al Gran Visir, a Costantinopoli, un telegramma per chiedere di bloccare l’immigrazione degli ebrei in Palestina, e di vietare ad essi l’acquisto di terreni:
“Gli ebrei -scrivono- stanno sottraendo ai mussulmani la terra coltivabile, si stanno impadronendo del commercio e introducono armi nel paese”.
1892 Viene coniato il termine “sionismo” per indicare il processo politico mediante il quale riportare gli ebrei in Palestina.
1893 A Costantinopoli, il governo turco proibisce l’immigrazione di ebrei russi in Palestina, e l’acquisto di terre da parte degli ebrei.
Giugno 1895 Theodor Herzl scrive ad Albert Rothschild, a Vienna, per richiedere il suo sostegno a favore del sionismo.
Febbraio 1896 A Vienna, è pubblicato il libro di Theodar Herzl “Der Judenstaat”, con una tiratura di 3 mila copie.
3 Gennaio 1897 Theodor Herzl comunica a de Hass, a Londra, che intende indire “un’assemblea generale dei sionisti in Svizzera, quest’estate”.
29 Agosto 1897 A Basilea, si svolge il primo congresso sionista al quale prendono parte 250 delegati provenienti da 24 paesi. Al termine dei lavori, il congresso, sotto la presidenza di Theodor Herzl, approva un documento nel quale si afferma:
“Il sionismo ha come scopo la creazione in Palestina di una patria per il popolo ebraico garantita dal diritto pubblico”.
3 Settembre 1897 Theodor Herzl annota nel suo diario:
“Se dovessi riassumere in una frase il Congresso di Basilea... direi: a Basilea ho fondato lo Stato ebraico... Forse entro cinque anni, senza dubbio entro cinquanta, questo fatto sarà evidente a chiunque”.
Settembre 1897 A Vilnius, è fondata l’Allgemeiner jiddischer arbeter Bund (Associazione generale dei Lavoratori ebrei).
28-31 Agosto 1898 A Basilea, si svolge il secondo congresso sionista, con la partecipazione dei 360 delegati e quasi 500 osservatori.
1 Marzo 1899 L’esponente mussulmano Jusuf Diya al-Khalidi scrive al rabbino capo di Parigi, Zadok Khan, che la Palestina potrebbe essere consegnata agli ebrei solo al prezzo di un conflitto. E chiede che “il movimento sionista... si fermi. Buon Dio, il mondo è grande abbastanza, ci sono regioni disabitate in cui sistemare milioni di poveri ebrei che 1ì forse potranno trovarsi bene e un giorno costituire una nazione... Nel nome di Dio, lasciamo in pace la Palestina”.
1901 Viene costituito il Fondo nazionale ebraico (Keren Kaymat Le-Israel), destinato ad acquistare e valorizzare i terreni in Palestina.
Settembre 1902 A Minsk, nel corso di una conferenza organizzata dai sionisti, Asher Ginsberg, più noto come Achad ha-am, propugna la costituzione in Palestina di un centro di irradiazione culturale ebraico.
20 Maggio 1903 A Londra, il ministro delle Colonie, Joseph Chamberlain, offre a Theodor Herzl la possibilità di creare uno Stato ebraico in Africa. Herzl accetta. L’idea di stabilire in Uganda gli ebrei era stata, inizialmente, di lord Rothschild, che l’aveva presentata al governo britannico.
1903 In Palestina, i sionisti possiedono ormai 35 mila ettari di terra, regolarmente acquistati, sui quali lavorano circa 10 mila ebrei.
1904 Con i fondi raccolti per un ammontare di un milione di dollari circa dagli ebrei, viene costituita la Compagnia anglo-palestinese. Dopo la fondazione dello Stato di Israele, si trasformerà nella Banca Leumi Le-Israel.
Aprile 1905 Israel Zangwill afferma:
“Dobbiamo essere pronti a cacciare con la spada le tribù in possesso (del territorio) come fecero i nostri progenitori, o ad affrontare il problema di un’ingente popolazione straniera”.
Luglio 1905 Il settimo congresso sionista respinge definitivamente la proposta di trasferire gli ebrei in Uganda. Da questo momento, tutti gli sforzi saranno con centrati sulla Palestina.
1905 Nel suo libro, “Le reveil de la nation arabe”, Najib Azouri scrive:
“Due importanti fenomeni, della stessa natura ma opposti, stanno attualmente delineandosi nella Turchia asiatica: il risveglio della nazione araba, e il latente tentativo degli ebrei di ricostituire su scala molto più ampia l’antico regno di Israele. Questi movimenti sono destinati a combattersi fino alla vittoria di uno dei due”.
Ottobre 1906 A Ramle, svolge la sua prima conferenza il Poalei Zion di cui fa parte David Ben Gurion, che si propone di creare uno Stato ebraico in Palestina per promuovere la causa del socialismo.
Marzo 1907 Sulla rivista “Ha-Shiloach”, Yitzhak Epstein scrive:
“Tra i gravi problemi sollevati dall’idea della rinascita del nostro popolo nella sua terra ce n’è uno che ha più peso di tutti gli altri messi insieme. Si tratta delle nostre relazioni con gli arabi. Questo problema, dalla cui soluzione dipendono le nostre aspirazioni nazionali, non è stato dimenticato dai sionisti, ma piuttosto da essi completamente nascosto, e non ha trovato quasi menzione nella sua vera forma nella letteratura del nostro movimento”.
Dicembre 1907 L’organizzazione sionista crea a Giaffa l’ufficio palestinese, con il compito di acquistare terreni e costruire insediamenti, per rendere più forte la presenza ebraica in Palestina.
1908 A Londra, Winston Churchill, primo Lord dell’Ammiragliato, dichiara:
“L’insediarsi di un forte, libero Stato ebraico in corrispondenza del ponte tra Europa e Africa, e a fianco delle vie di terra per l’oriente, non sarebbe solo un immenso vantaggio per l’impero britannico, ma un passo significativo verso una più armoniosa distribuzione del mondo tra i popoli che lo abitano”.
1909 In Palestina, nelle vicinanze del lago Tiberiade viene fondata la prima comune agricola (kibbutz) chiamata Deganis (Fiordaliso). Poco più a nord del porto di Giaffa, inizia la costruzione di un quartiere ebraico denominato Te1 Aviv (collina della Primavera).
Marzo 1911 Centocinquanta esponenti palestinesi inviano al Parlamento turco un telegramma nel quale protestano per la vendita di terreni agli ebrei. I1 governatore turco di Gerusalemme, Azmi Bey, afferma in risposta:
“Non siamo xenofobi; da noi gli stranieri sono i benvenuti. Non siamo antisemiti, e apprezziamo la abilità economica degli ebrei. Ma nessuna nazione, nessun governo potrebbe aprire le braccia a gruppi... intenzionati ad impadronirsi della Palestina che ci appartiene”.
Maggio 1911 Arthur Ruppin propone all’Esecutivo sionista un trasferimento “limitato” di arabi dalla Palestina alla Siria.
A Giaffa, sul giornale “Filastin”, fondato da due fratelli greco-ortodossi, Isa Da’ud al Isa e Yusuf al Isa, si indica il sionismo come “un presagio di futuro esilio dalla terra natia e perdita delle nostre case e proprietà”.
Luglio 1912 Leon Motzkin, uno dei fondatori dell’Organizzazione sionista, nel corso di un discorso afferma:
“Il fatto è che intorno alla Palestina ci sono ampie zone. Non dovrebbe esser difficile per gli arabi andarvi a vivere, con l’aiuto economico che gli ebrei possono dar loro”.
Febbraio 1913 A Giaffa, l’Ufficio palestinese segnala:
“Se la consapevolezza nazionale araba si rafforza, incontreremo una resistenza che forse non potrà essere neutralizzata solo col denaro. Se gli arabi giungeranno al punto di considerare un tradimento e una sciagura nazionale la vendita di terre agli ebrei, la nostra situazione diventerà molto difficile”.
Giugno 1914 In Palestina, viene diffuso un appello intitolato “Chiamata generale ai palestinesi”, che incita alla ribellione contro il sionismo e chiede:
“Volete… essere schiavi dei sionisti, venuti a espellerci dal nostro paese, sostenendo che appartiene a loro?”.
Novembre 1914 A Londra, Erberth Samuel, ministro delle Poste, ebreo, inizia a fare pressioni sui suoi colleghi di governo per convincerli a considerare la nascita di uno Stato ebraico in Palestina come obiettivo strategico.
9 Maggio 1915 Negli Stati Uniti, nel corso della riunione dell’Executive committee dell’American Jerwish Committee, Julian M.Mack illustra le ragioni che ispirano lui ed altri esponenti di primo piano dell’organizzazione ebraica ad aderire al sionismo, fino a quel momento duramente avversato.
Marzo 1916 A Londra, il sostituto ministro degli Esteri, Lord Robert Crewe, invia un messaggio agli ambasciatori britannici a Mosca e a Parigi:
“E’ evidente che l’idea sionista possiede implicazioni politiche di vasta portata… Possiamo sperare di usarla per attirare dalla nostra parte gruppi di pressione ebraica in America, nel Levante e altrove che attualmente ci sono ostili in misura significativa, se non determinante”.
4 Giugno 1917 A Parigi, al sionista russo Nahum Sokolov, giunto nella capitale francese per perorare la causa della nascita dello Stato di Israele in Palestina, garantendo in cambio dell’appoggio del governo francese il prosieguo dell’impegno russo nella guerra contro gli Imperi centrali, il direttore generale del ministero degli Esteri, Jules Cambon, rilascia una dichiarazione:
“Voi… ritenete che, circostanze permettendo e fatta salva l’indipendenza dei Luoghi Santi… sarebbe opera di giustizia e riparazione assistere, con la protezione delle Potenze Alleate, alla rinascita della nazione ebraica nella terra da cui il Popolo d’Israele fu esiliato molti secoli fa. Il Governo francese, entrato in questa guerra per difendere un popolo (il belga - ndr) ingiustamente aggredito e tuttora impegnato a far prevalere il diritto sulla forza, non può non provare simpatia per la vostra causa il cui trionfo è legato a quello degli Alleati”.
31 Ottobre 1917 A Londra, nella riunione del Consiglio dei ministri Arthur James Balfour, ministro degli Esteri, interviene a favore della causa sionista:
“La grande maggioranza degli ebrei in Russia e in America -sostiene-, come nel mondo in generale, sembra al momento a favore del sionismo. Se potessimo emettere un comunicato di appoggio a quell’ideale, avremmo l’occasione di organizzare sia in Russia sia in America una campagna propagandistica di estrema utilità”.
Il Consiglio dei ministri conviene sull’opportunità di emettere un comunicato pubblico nel quale il governo britannico esprime il suo sostegno alla causa del sionismo.
2 Novembre 1917 A Londra, lord Arthur James Balfour trasmette a lord Lionel Walther Rothschild il testo del comunicato di sostegno alla causa sionista approvato dal governo britannico:
“Sono molto lieto di trasmetterle, a nome del Governo di Sua Maestà, la seguente dichiarazione di simpatia verso le aspirazioni ebraiche sioniste, che è stata sottoposta al Governo e da esso approvata:
“Il Governo di Sua Maestà guarda con favore l’istituzione in Palestina di un focolare nazionale del popolo ebraico e farà del suo meglio per facilitare il raggiungimento di quest’obiettivo, fermo restando che non sarà compiuto alcun passo in grado di nuocere ai diritti civili e religiosi delle esistenti comunità non ebree in Palestina, o ai diritti e allo status politico goduti dagli ebrei in qualunque altro paese”.
Dicembre 1917 In Palestina, vivono 56 mila ebrei, l’8 per cento della popolazione residente araba.
2 Febbraio 1918 Negli Stati Uniti, l’Executive committee dell’American Jerwish Committee approva un documento nel quale definisce la questione della Palestina come “una grande questione ebraica”, sulla quale l’organizzazione deve pronunciarsi.
7 Febbraio 1918 A Londra, lord Arthur James Balfour, nel corso di un banchetto con esponenti della comunità ebraica, afferma:
“Il mio auspicio personale è che gli ebrei abbiano successo in Palestina e alla fine possano fondare uno Stato ebraico. Ora, tutto dipende da loro gli abbiano dato la grande opportunità”.
28 Aprile 1918 Negli Stati uniti, il General Committee dell’American Jerwish Committee rende pubblico un documento nel quale, dopo aver premesso che gli ebrei americani riconoscono gli Stati uniti come la loro patria, esprime il suo apprezzamento per la “dichiarazione Balfour”, e continua:
“Questo Comitato, comunque, non è insensibile al fatto che vi sono ebrei in ogni parte del mondo che, mossi dal sentimento della tradizione, desiderano una patria nella Terra Santa per i1 popolo ebraico. Questa speranza, coltivata per secoli, ha la nostra accorata simpatia”.
30 Settembre 1918 A Londra, viene concluso con la Francia un accordo sul Medio Oriente che stabilisce che Libano e Siria occidentale passino sotto il controllo francese; la Siria orientale e la Transgiordania vengono affidate all’emiro Feisal; l’Iraq e la Palestina rimangono affidate ai britannici.
30 Ottobre 1918 A Mudros (Lemnos), la Turchia firma l’armistizio con il quale rinuncia al possesso di Siria, Libano, Palestina e Iraq.
3 Novembre 1918 A Gerusalemme, dopo aver assistito ai festeggiamenti della popolazione ebraica per il primo anniversario della dichiarazione Balfour, cento esponenti della comunità mussulmana e cristiana della città, capeggiati dal sindaco Musa Qasim al-Busayni, indirizzano una petizione alle autorità britanniche nella quale scrivono:
“Abbiamo visto ieri una gran folla di ebrei riempire le strade e sventolare bandiere, urlando parole che urtano i sentimenti e feriscono l’anima.
Essi dichiarano apertamente che la Palestina, la Terrasanta dei nostri padri e il luogo di sepoltura dei nostri antenati, da molto tempo abitata dagli arabi che l’hanno amata e sono morti per difenderla, è adesso un focolare nazionale a essi destinato”.
12 Dicembre 1918 A Londra, sul quotidiano “Times” appare una dichiarazione di Feisal, figlio di Husein d’Arabia, nella quale si esprime comprensione per gli ideali del sionismo. Feisal sottolinea che “gli arabi non sono gelosi degli ebrei sionisti e hanno intenzione di comportarsi lealmente nei loro confronti, mentre i sionisti dal canto loro -conclude-, hanno assicurato ai nazionalisti arabi la loro intenzione di non intromettersi nei rispettivi territori”.
31 Dicembre 1918 In Palestina, vivono 700 mila arabi (618 mila mussulmani, 70 mila cristiani, 7 mila drusi) e 59 mila ebrei.
Dicembre 1918 Negli Stati Uniti, viene approvato dall’assemblea dell’American Jerwish Congress un documento che chiede la fondazione di uno Stato ebraico in Palestina.
3 gennaio 1919 Re Feisal d’Arabia e l’esponente sionista Chaim Weizman firmano, in vista della costituzione di uno Stato arabo, una comune dichiarazione d’intenti nella quale affermano:
“Nella fondazione della Costituzione e dell’Amministrazione di Palestina si adotteranno tutte le misure capaci di dare le migliori garanzie di applicazione della dichiarazione del Governo britannico del 2 novembre 1917. Saranno prese inoltre tutte le misure atte a incoraggiare e stimolare l’immigrazione su larga scala degli ebrei in Palestina e far si che gli immigrati ebrei possano insediarsi nel paese il più presto possibile… Nel prendere tali misure, i contadini e i fittaioli arabi saranno protetti nei loro diritti e assistiti nello sviluppo economico”.
27 Febbraio 1919 A Parigi, intervenendo alla Conferenza di pace, Nahum Sokolov esorta i convenuti a riconoscere “il titolo storico del popolo ebraico alla Palestina e il diritto degli ebrei di ricostituire in Palestina il loro focolare nazionale”.
1 Marzo 1919 A Parigi, sul quotidiano “Le Matin”, appare un’intervista a re Fesail, il quale afferma che gli ebrei sono ben voluti in Palestina come rifugiati, ma se vorrebbero reclamare “diritti di sovranità sul paese, prevedo e temo pericoli di conflitto molto seri tra loro e le altre razze”.
6 Giugno 1919 A Damasco, convocato da re Feisal, si svolge il congresso arabo-siriano che chiede la “piena e completa indipendenza politica della Grande Siria, e respinge “la richiesta sionista di dar vita a un’entità statale ebraica… in Palestina”.
Giugno 1919 David Ben Gurion dichiara ai componenti del Va’ad Zmani (i1 Comitato temporaneo):
“Tutti sono d’accordo sul fatto che i rapporti tra arabi ed ebrei sono un problema, ma non tutti capiscono che è un problema senza soluzione. Senza soluzione! C’è un braccio di mare, e nessun ponte è in grado di superarlo... Non conosco nessun arabo pronto a confermare che la Palestina appartiene agli ebrei... Noi, in quanto nazione, vogliamo che questo paese sia nostro; gli arabi, in quanto nazione, vogliono che sia loro”.
17 Novembre 1919 A Londra, lord Arthur James Balfour dichiara:
“Il sionismo, giusto o sbagliato, buono o cattivo, affonda le radici in tradizioni millenarie, in necessità attuali e in future speranze la cui importanza è ben più profonda dei desideri e dei pregiudizi dei settecentomila arabi che ora vivono in quell’antico paese”.
20 Febbraio 1920 Il generale Louis Bols dichiara al quotidiano arabo “Marat al-Sharq”, che il governo britannico intende applicare la “dichiarazione Balfour”.
4-7 Aprile 1920 A Gerusalemme, esplode la protesta araba contro la presenza sionista, con disordini e scontri fra le due comunità che provocano diversi morti e centinaia di feriti.
26 Aprile 1920 La conferenza di San Remo approva la “dichiarazione Balfour” del 2 novembre 1917, e riconosce il mandato britannico sulla Palestina.
Maggio 1920 Il generale di brigata Wyndham Deeds, ebreo sionista, scrive a Chaim Weizmann:
“D’ora in poi tutte le forze e capacità ch’è piaciuto a Dio di donarmi saranno dedicate senza riserve alla realizzazione del vostro ideale”.
Giugno 1920 In Palestina gli ebrei creano la loro organizzazione militare, 1’Haganah.
1 Luglio 1920 In Palestina, assume ufficialmente possesso della sua carica L’Alto Commissario civile, l’ebreo Herbert Samuel. Suo vice, è nominato il generale Wyndham Deeds.
10 Agosto 1920 A Sevres (Parigi), viene firmato il trattato che riconosce l’indipendenza dei possedimenti di re Husein che vengono, però, sottoposti al “protettorato” britannico e francese. Il trattato delega, inoltre, la Gran Bretagna ad aiutare gli ebrei a costituire un “focolare nazionale” in Palestina, senza però “recar pregiudizio ai diritti civili o religiosi delle comunità non israelitiche in Palestina”.
1920 Aaron David Gordon scrive:
“Ciò che cerchiano di stabilire in Palestina è un popolo ebreo nuovo e rigenerato, non una mera colonia degli ebrei della diaspora… E’ nostro scopo rendere la Palestina ebraica la madre patria degli ebrei del mondo, con comunità ebraiche della diaspora come sue colonie, e non il contrario”.
22 Febbraio 1922 La Gran Bretagna riconosce l’indipendenza dell’Egitto, ma si riserva di intervenire per difendere il paese “da qualsiasi aggressione o ingerenza diretta o indiretta”, nonché a tutelare gli stranieri e le minoranze cristiana ed ebraica.
Ottobre 1922 La Gran Bretagna riconosce l’indipendenza dell’Egitto, ma si riserva di intervenire per difendere il paese “da qualsiasi aggressione o ingerenza diretta o indiretta”, nonché a tutelare gli stranieri e le minoranze cristiana ed ebraica.
Aprile 1925 A Parigi, si svolge la prima conferenza di Zohar, partito assertore di un ritorno al sionismo originario, il programma è cosi riassunto:
“Lo scopo del sionismo è uno stato ebraico. Il metodo: la colonizzazione di massa. La soluzione del problema finanziario: un prestito nazionale. Questi quattro principi non possono essere realizzati senza l’approvazione internazionale. Pertanto, l’ordine del giorno consiste in una nuova campagna politica e nella militarizzazione della gioventù ebraica in Eretz Israel e nella diaspora”.
14 Agosto 1929 A Gerusalemme, si svolge una manifestazione alla quale prendono parte circa 6 mila ebrei, al grido de “Il Muro è nostro”. La reazione araba si concretizzerà, nei giorni seguenti, con contro-manifestazioni che si estenderanno in tutto il territorio palestinese innescando scontri fra le due comunità che provocheranno, fino al 29 agosto, 133 morti e 339 feriti fra gli ebrei, e 116 morti e 232 feriti fra gli arabi.
1929 A Mosca, il governo sovietico invita gli ebrei a concentrarsi a Birobidjan, in Siberia.
28 Aprile 1930 Il presidente del Fondo nazionale ebraico Monache Ussishkin dichiara ai giornalisti:
“... (Altri) abitanti devono essere trasferiti. La regione deve diventare nostra. La nostra meta è più grande e nobile del semplice rispetto dei diritti di qualche centinaio di migliaia di fellahin arabi”.
17 Giugno 1930 A Gerusalemme, vengono eseguite le condanne a morte di 3 attivisti arabi, ritenuti colpevoli di omicidio per gli scontri avvenuti fra il 14 ed il 29 agosto 1929. A due attivisti ebrei, invece, la condanna a morte viene commutata in pena detentiva.
21 Ottobre 1930 A Londra, il governo britannico pubblica il libro bianco Passfield, che riduce gli impegni assunti con la dichiarazione del 2 novembre 1917, e segna l’inizio di una politica più equilibrata nei confronti delle comunità ebraica ed araba.
14 Febbraio 1931 A Londra, il primo ministro Ramsay MacDonald scrive a Chaim Weizmann riconfermando l’impegno britannico a favore del sionismo, e sconfessando implicitamente il libro bianco Passfield.
18 Febbraio 1931 L’Esecutivo arabo palestinese (Eap) rilascia una “Dichiarazione alla nobile nazione araba”, nella quale afferma:
“Dobbiamo rinunciare a delegare al governo britannico la tutela della nostra esistenza nazionale ed economica, perché quel governo è debole di fronte alle forze dell’ebraismo mondiale… Cerchiamo aiuto in noi stessi e nel mondo islamico ... Il nuovo documento MacDonald ha distrutto il residuo rispetto che un arabo poteva provare per il Governo della Gran Bretagna”.
1931 E’ costituito, da un gruppo di ufficiali dell’Haganah, l’Irgun Bet, organizzazione con compiti offensivi e di rappresaglia.
31 Dicembre 1931 Un censimento britannico accerta che in Palestina vivono 880 mila arabi (775 mila mussulmani e 93 mila cristiani) e 175 mila ebrei.
1934 A Mosca, il governo sovietico proclama la “Regione autonoma ebraica” in Siberia, a Birobidjan, dove sono confluiti, dal 1929, 41 mila ebrei.
21 Novembre 1935 A Ya’bad, truppe britanniche circondano il villaggio e uccidono lo sceicco Izz al-Din al-Qassam, insieme a tre dei suoi uomini. Era stato il fondatore qualche anno prima, della “Mano nera”, organizzazione militante clandestina araba.
25 Novembre 1935 In Palestina, i rappresentanti di cinque partiti politici arabi inviano una nota all’Alto commissariato britannico chiedendo il blocco dell’immigrazione sionista delle vendita di terreni agli ebrei e l’insediamento di un governo democraticamente eletto, espressione della maggioranza della popolazione Non avranno risposta.
1935 David Ben Gurion è eletto presidente dell’Agenzia ebraica.
Marzo 1936 Mosheh Bellinson propone di consultare il governo britannico sui “massicci aiuti legati a un grande progetto di sviluppo, che permetterebbe l’evacuazione di un’ampia porzione di territorio in vista della colonizzazione da parte nostra, tramite un accordo con i fellahin”.
15 Aprile 1936 A Tulkarm, ad un pasto di blocco organizzato da un gruppo di arabi armati, viene ucciso un ebreo e ferito gravemente un secondo. I funerali del caduto, a Te1 Aviv, saranno il pretesto per violenze anti-arabe da parte degli ebrei che daranno il via a quella che sarà definita la “Grande ribellione araba”.
25 Aprile 1936 A Gerusalemme, i vari gruppi arabi formano l’Alto Comando arabo (Arab Higher Committee), destinato a coordinare la reazione contro la politica britannica e sionista, presieduto dal Mufti di Gerusalemme, Hajj Amini al-Husseini.
10 Ottobre 1936 A Gerusalemme, l’Alto Comitato proclama la fine della ribellione araba che, in un semestre, ha provocato la morte di circa 200 arabi, 80 ebrei e 28 britannici.
11 Novembre 1936 In Palestina giunge la commissione guidata da William Robert Peel, chiamata ad esaminare la situazione e ad emettere un giudizio che consenta di trovare la soluzione al conflitto arabo-sionista.
1936 In un articolo, intitolato “Il nostro bilancio con gli inglesi”, David Ben Gurion scrive:
“L’Inghilterra ha ammesso 350.000 ebrei nel paese. Ha costruito un porto ad Haifa, e Haifa è diventata città a maggioranza ebraica. Ha costruito strade che connettono gli insediamenti ebraici, e ha sostenuto, anche se non a sufficienza, l’industria britannica. Gli inglesi... hanno riconosciuto -e sono stati i primi a farlo- il nostro diritto storico su questa terra, hanno proclamato ufficiale la nostra lingua, permesso l’immigrazione su larga scala...”.
Aprile 1937 Il gruppo Irgun Bet assume la denominazione di Irgun Zvai Le’umi (Organizzazione nazionale militare, Izl).
7 Luglio 1937 La Commissione presieduta da William Robert Peel pubblica il rapporto sulla Palestina. Afferma, in via preliminare, che il conflitto fra arabi ed ebrei è ormai “insopprimibile” ed il mandato britannico non più applicabile. Propone, pertanto, la suddivisione della Palestina in due territori con uno scambio di popolazioni che dovrebbe vedere il cambio di residenza di 1.250 ebrei, da un lato, e di 225.000 arabi, dall’altro, da attuare mediante indennizzi finanziari e, “come estrema misura” con la forza.
12 Luglio 1937 David Ben Gurion annota nel suo diario:
“Il trasferimento obbligatorio degli arabi dalle valli del futuro Stato ebraico ci darebbe qualcosa che non abbiamo mai avuto, neppure quando stavamo per conto nostro all’epoca del Primo e Secondo Tempio... Ci è stata un’occasione che non avremmo mai immaginato, nemmeno nei sogni più arditi. Qualcosa che è più di uno Stato, di un governo, di una sovranità: il sorgere di una nazione in una patria libera”.
7 Agosto 1937 A Zurigo, nel corso del 20° congresso sionista, David Ben Gurian afferma:
“Non vogliamo espropriare nessuno, ma trasferimenti di popolazioni sono già stati effettuati, nella valle (di Yezreel), nel Sharon e in altri luoghi. Siete senza dubbio al corrente delle attività del Fondo nazionale ebraico in questo campo. Ora si dovrà effettuare un trasferimento di ben altra portata. In altre parti del paese la creazione di nuovi insediamenti non sarà possibile senza spostare i fellahin arabi... è importante che questo piano venga dalla Commissione, e non da noi…”. La proposta avanza dalla Commissione presieduta da William Robert Peel, viene quindi approvata con 299 voti a favore e 160 contrari.
26 Settembre 1937 A Nazareth, militanti arabi uccidono il commissario distrettuale della Galilea Lewis Andrews.
1 Ottobre 1937 Le autorità britanniche dichiarano illegale l’Alto Comitato e i Comitati nazionali e regionali.
14 Ottobre 1937 Inizia la seconda rivolta araba.
11 Novembre 1937 A Gerusalemme, l’Irgun compie il primo attentato di tipo terroristico piazzando un ordigno, in via Giaffa, nelle vicinanze di un’autostazione. La deflagrazione provoca la morte di 2 civili arabi e il ferimento di altri 5.
Marzo 1938 David Ben Gurion dichiara:
“Lo Stato ebraico discuterà con gli Stati arabi confinanti la questione del trasferimento volontari di fittaioli, braccianti e fellahin arabi, dallo Stato ebraico agli Stati confinanti”.
27 Aprile 1938 In Palestina, giunge la commissione presieduta da John Woodhead, incaricata dal governo britannico di “accertare i fatti ed… esaminare in dettaglio le possibilità pratiche di uno schema di divisione del paese”.La Commissione riparte il 3 agosto, dopo aver ascoltato britannici ed ebrei, ma non gli arabi che si sono rifiutati di incontrarla.
Giugno 1938 In Galilea, iniziano ad operare le Special Nights Squads (Sns) composte da britannici ed ebrei al comando del capitano Charles Orde Wingate, ufficiale dell’intelligente britannico.
6 Luglio 1938 Ad Haifa, due contenitori per il latte riempiti con tritolo e granate a frammentazione vengono fatti esplodere dagli uomini dell’Irgun, all’interno del mercato arabo provocando la morte di 21 persone e il ferimento di altre 52.
15 Luglio 1938 A Gerusalemme, in via Davide, l’esplosione di una bomba piazzata dai militanti dell’Irgun uccide 10 civili arabi e ne ferisce 30.
25 Luglio 1938 Ad Haifa, con un ordigno occultato in un cesto di cocomeri, l’Irgun uccide 39 arabi e ne ferisce 70.
26 Agosto 1938 A Giaffa, all’interno del mercato, l’Irgun fa brillare un ordigno che provoca la morte di 24 arabi ed il ferimento di altri 39.
9 Novembre 1938 Viene pubblicato il rapporto della Commissione presieduta da John Woodhead, che conclude esprimendo un parere sfavorevole alla divisione della Palestina e al trasferimento spontaneo o forzato degli arabi per fare posto agli ebrei. Il rapporto non avrà seguito.
1938 In Palestina, risiedono 412.500 ebrei.
7 Febbraio 1939 A Londra, inizia la conferenza di St. James fra le delegazioni britannica, ebrea ed araba, che, dopo una serie di incontri bilaterali per il rifiuto arabo di parlare con i sionisti, conclude i suoi lavori il 7 marzo 1939. Gli inglesi si impegnano a consentire l’accesso in Palestina a soli 75 mila ebrei nei cinque anni successivi, e a creare uno Stato palestinese. Gli arabi respingono la proposta.
3 Settembre 1939 L’Agenzia ebraica, in occasione della Dichiarazione di guerra fatta da Francia e Gran Bretagna alla Germania, annuncia:
“In questo momento fatale, la comunità ebraica ha una sola preoccupazione: la difesa della patria ebraica, il benessere del popolo ebreo, la vittoria dell’impero britannico... La guerra in cui la Gran Bretagna è stata trascinata dalla Germania nazista è anche la nostra guerra, e tutta l’assistenza che ci sarà chiesta e potremo dare alle forze armate e al popolo della Gran Bretagna lo daremo con tutto il cuore”.
8 Settembre 1939 David Ben Gurion dichiara ai comandanti dell’Haganah:
“La Prima guerra mondiale ci ha dato la Dichiarazione Balfour. Questa volta, la nostra meta dev’essere la nascita dello Stato ebraico”.
Settembre 1939 Si spegne la rivolta araba iniziata il 14 ottobre 1937. Saranno almeno 6 mila i caduti arabi ed altri 4.500 quelli incarcerati.
Ottobre 1939 A Londra, Winston Churchill propone di reclutare, agli ordini dell’esercito britannico, un migliaio di ebrei residenti in Palestina per mantenere l’ordine nella regione e trasferire, in questo modo, buona parte della guarnigione britannica in Europa.
Novembre 1940 Ad Haifa, l’Haganah, nel tentativo di scoraggiare la politica britannica di bloccare l’immigrazione illegale degli ebrei in Palestina, permessa ora solo a 15 mila ebrei all’anno, fa esplodere la nave “Patria” ancorata nel porto con a bordo 1.700 immigrati illegali che attendono di essere trasferiti nelle isole Mauritius. Lo scopo di danneggiare la nave e obbligare le autorità britanniche a concedere il permesso di sbarco agli immigrati fallisce, però tragicamente. Per un calcolo errato nella quantità di esplosivo impiegato, difatti, muoiono 254 ebrei.
1940 Il ministro delle Colonie, George Lloyd, afferma:
“La trasformazione della Palestina in uno Stato ebraico come ricompensa per l’assistenza militare ebraica è l’obiettivo di fondo”.
30 Gennaio 1941 A Londra, nel corso di un incontro con l’ambasciatore sovietico Ivan Maiskij, Chaim Weizmann dichiara che se si “potesse trasferire mezzo milione di arabi, due milioni di ebrei potrebbero prenderne il posto. Naturalmente, questo era solo il primo passo cosa potrebbe accadere in seguito, l’avrebbe detto la storia… gli arabi sarebbero trasferiti solo in Iraq e Transgiordania... Le condizioni in Transgiordania non sono molto diverse da quelle della zona collinosa della Palestina”.
Ottobre 1941 A Londra, il primo ministro britannico Winston Churchill, in un memorandum segreto, scrive:
“Posso subito dire che se la Gran Bretagna e gli Stati Uniti usciranno vincitori dalla guerra, la creazione di un grande Stato ebraico in Palestina, abitato da milioni di ebrei, sarà uno dei punti principali da discutere alla Conferenza di pace”.
Ottobre 1941 David Ben Gurion, in un memorandum intitolato “Compendio di politica sionista”, scrive che “un trasferimento massiccio in assenza di pressioni -e piuttosto energiche- è difficile da immaginare”.
12 Febbraio 1942 In Palestina, la polizia britannica uccide Abraham Stern.
25 Febbraio 1942 Nel Mar Nero, un sottomarino sovietico silura il piroscafo “Struma”, partito da Costanza (Romania) con a bordo 769 ebrei diretti in Palestina. Ci sarà un solo superstite, ma la tragedia verrà coperta dal silenzio.
11 Maggio 1942 A New York, presso l’Hotel Biltimore, si svolge una riunione dell’Organizzazione sionistica americana che adotta il programma presentato da David Ben Gurion, presidente dell’Agenzia ebraica. Il programma prevede la costituzione di uno Stato ebraico comprendente tutta la Palestina, la formazione di un esercito ebraico, 1a sconfessione del “libro bianco” del 1939 e la possibilità di un’immigrazione illimitata sotto l’esclusivo controllo dell’Agenzia ebraica.
10 Novembre 1942 A Gerusalemme, il “programma del Biltimore” viene adottato dal Consiglio generale dell’Organizzazione sionistica mondiale divenendo il suo programma ufficiale.
Aprile 1943 A Londra, Winston Churchill sconfessa la politica dal suo predecessore, Chamberlain, in Palestina, tesa a frenare l’immigrazione degli ebrei, affermando:
“Non condivido che la tesi che il libro bianco rappresenti la ‘consolidata linea politica’ dell’attuale amministrazione. Al contrario, mi è sembrato fin dall’inizio che con esso il governo Chamberlain si sia rimangiato gli impegni che erano stati assunti con la mia stessa partecipazione”.
 

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