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Breve storia dell'aborto nel mondo PDF Stampa E-mail
Scritto da ITALIANO   
martedì 01 maggio 2007
Indice articolo
Breve storia dell'aborto nel mondo
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Il dibattito sulla fecondazione artificiale

Un'altra piccola, parziale vittoria, dopo quasi trent'anni di sconfitte, per il fronte a difesa della vita, è stata la legge sulla fecondazione artificiale del dicembre 2003. In tale data infatti, secondo la relazione del forzista Tredese, è stata riconosciuta per legge la dignità e la tutela del concepito; di conseguenza è stata vietata la sperimentazione o intervento di clonazione sull'embrione umano, ivi inclusa la selezione eugenetica di stampo nazista (non per nulla vietata anche in Germania, dove il ricordo delle atrocità naziste è ancora vivo); è stato vietata la fecondazione ai singles, agli omosessuali, alle mamme-nonne e la fecondazione post mortem; è stata vietata la fecondazione eterologa e quella di un gamete umano con un gamete di specie diversa, onde evitare la creazione di ibridi e chimere; è stata limitata la possibilità della crioconservazione, vietata la possibilità di disfarsi di centinaia di embrioni bruciandoli con l'alcool, come è già successo…(L'Unità 12/12/2003). Si è cercato di impedire quello che avviene in altri paesi, dove, come racconta il leghista Alessandro Cè, vecchio relatore alla Camera e strenuo difensore della vita, vi sono casi estremi in cui la fecondazione artificiale senza regole porta alla presenza contemporanea di due padri, quello genetico e quello affettivo, e di tre madri, madre genetica, madre affettiva e madre gestazionale. Non ci deve allora stupire il fatto che una legge improntata ad un certo rispetto per la vita nascente sia caratterizzata da una serie di divieti.

Nella foto esperimenti su un bambino vivo nato da un aborto legale

Prima della legge, infatti, in assenza di qualsiasi legge, tutto era permesso: gli studi medici che si occupavano di fecondazione artificiale, in particolare quelli privati, erano delle specie di laboratori di Frankenstein dove ogni sperimentazione sull'embrione era lecita e possibile, e dove ogni medico si improvvisava stregone. Avveniva esattamente quanto sostenuto e condiviso dall'europarlamentare DS Gianni Vattimo: "...c'è il rischio che degli embrioni si faccia commercio, che si operino manipolazioni illimitate, tali, si sottintende, da creare mostri, individui adibiti a deposito di organi per trapianti, schiavi. Potrà apparire scandaloso, ma non lo è poi tanto: dell'embrione come tale non ci importa nulla" (la Stampa, 6/2/'99). Oppure c'erano gli esperimenti del dottor Antinori, ginecologo romano che porta al punto giusto gli spermatozoi immaturi nei testicoli dei topi (come saranno, tra vent'anni le già 4 creature nate in tal modo?); o proposte (solo proposte?) come quella di inseminare artificialmente una scimmia con seme umano, al fine di produrre ibridi, esseri subumani da destinare a mansioni di lavoro ripetitive o sgradevoli, o come serbatoi di organi da trapianto…In Cina e in America tali proposte sono state realizzate con la creazione di un uomo-coniglio e di un embrione-mucca, inserendo DNA umano in ovuli di mucca (Sì alla vita, ottobre 2003).

Gli esempi di questa cultura prometeica, portata avanti anche da scientisti italiani come la Rita Levi Montalcini, Renato Dulbecco, Umberto Veronesi, Antinori e Flamigni, per cui l'uomo ritiene di essere onnipotente e di poter addirittura, non solo uccidere con l'aborto, ma anche manipolare la vita a suo piacimento, oltre a quelli citati, erano molti altri: "Transessuale adotta un bambino"; "Errore in provetta, nasce ermafrodito"; "Primo bebè figlio di due madri" (Il Giornale 31/1/'98; 16/1/'98; 15/6/98); "Adozioni ai gay: è possibile" (Alto Adige, 4/3/99). Riguardo a quest'ultimo problema si assisteva ad avvenimenti di questo tipo: "Anche in Italia figli dal Kit Inseminazione. Lo chiamano il kit "fai da te". Ma non è un gioco. Poiché grazie a un siringone sterile e alla provetta per conservare sperma prodotto in casa, in Italia sono già nati dei veri bambini: Titti De Simone, presidente Arcilesbica (e parlamentare comunista ndr.) lo annuncia con orgoglio e un pizzico di sfida. Il kit dell'autoinseminazione artificiale l'hanno inventato loro, le associazioni delle lesbiche…Spiega serafica: "Alle coppie lesbiche o alle donne single non è possibile accedere alle banche del seme per ora. Noi allora proponiamo una soluzione alternativa. Di trovarsi da sole dei donatori e da sole in casa praticare l'autoinseminazione artificiale". Sembra un film. Ci hanno già fatto sopra dei film. Ma sino ad oggi di bambini veri non se ne era mai parlato. Non in Italia perlomeno. In Inghilterra il dibattito si è aperto poco più di due anni fa. Aveva 23 anni la donna che viveva da sola e che da sola decise di inseminarsi in casa con una siringa. La sua bimba venne al mondo nel dicembre 1995 grazie allo sperma di un amico, gratuito. Cinque sterline è stata la modica cifra pagata da una coppia di lesbiche sempre in Inghilterra nel 1997. Loro il donatore se lo trovarono con un annuncio sul giornale. Identico il sistema di inseminazione. Una siringa, una provetta e un paio di guanti. Dei nostri bimbi nati senza padri o con due madri con il kit casalingo non si sa invece nulla o quasi. Eppure esistono anche in Italia" (Corriere della Sera).

La legge del dicembre 2003, che pone fine al cosiddetto Far West della genetica, è passata grazie al voto della maggioranza di centrodestra (FI, Lega, UDC e AN), compatta ad eccezione di pochi nomi (Mussolini, Del Pennino, Santanchè, Contestabile, Prestigiacomo e Boldi), con la opposizione durissima di radicali, Di Pietro, e del centrosinistra (DS, RC, SDI, Comunisti Italiani, Verdi), ad eccezione di una manciata di esponenti della Margherita (al Senato 17 sì su 36 senatori). La spaccatura nella Margherita è stata determinata dalla ferrea opposizione a qualsiasi forma di collaborazione alla legge da parte della corrente di Prodi, sedicente cattolica, guidata da Arturo Parisi, Giulio Santagata e Marina Magistrelli, e da altri esponenti di spicco come il vice presidente dei enatori Natale D'Amico ed Enzo Bianco. Il centrosinistra ha criticato la legge, minacciando il ricorso al referendum abrogativo, e affermando che "siamo tornati in un'epoca buia di veti e imposizioni, medievale" (l'Unità, organo dei DS, 13/12/2003); definendola "bestiario in 18 articoli" (Manifesto), segno di "oscurantismo" (Repubblica); "una pagina nera per la democrazia in Italia" (Liberazione, organo di Rifondazione comunista). Sostanzialmente critico anche il giornale del grande capitale italiano, il Corriere della Sera, che abbiamo già visto schierarsi, a suo tempo, a favore dell'aborto. Nell'editoriale di Piero Ostellino, uno dei tanti intellettuali da strapazzo che infestano l'Italia, intitolato Gli Inutili steccati, evitato ad arte qualsiasi ragionamento concreto, si afferma : "Personalmente non ritengo che fra i compiti dello Stato ci debba essere quello di preservare il concetto di Natura". Il che equivale a dire che ogni arbitrio umano è lecito, evidentemente, in ogni campo, e che lo Stato non deve tutelare nulla di ciò che è naturale, dalla vita degli embrioni a quella -perché no?-, degli adulti. Lo stesso ragionamento allora dovrebbe essere usato per contrastare le leggi dello Stato che tutelano la natura e la salute umana dai campi magnetici delle radio e delle antenne, dall' inquinamento dell'aria e delle acque, dalla manipolazione eccessiva degli organismi geneticamente modificati ecc. ecc. Criticissimo, velenoso e falso, come spessissimo accade, L'Espresso dell'8 gennaio 2004. In una lunga intervista, Umberto Galimberti rivendica la giustezza dell'aborto, dicendo, sostanzialmente, che i cattolici dovrebbero fare lo stesso, perché, secondo San Tommaso, "l'anima è immessa nel corpo del nascituro solo alcuni mesi dopo che la donna è stata fecondata". Il Galimberti, usando un linguaggio volutamente ambiguo ("alcuni mesi": quanti?), finge di non sapere che San Tommaso non è mai stato considerato dalla Chiesa una autorità in campo biologico, essendo un teologo, ed essendo vissuto ben otto secoli fa. Con enorme alterigia ed intolleranza prosegue dicendo che "i cattolici hanno una concezione della vita improntata, vorrei dire, a un bieco materialismo…stanno paralizzando sia il governo sia l'opposizione…c'è affinità culturale tra Chiesa e destra fascista".

Il "pericolo" più grave, urlato dalle colonne di tutti i giornali dalle forze abortiste, ma, purtroppo, assolutamente assente, come ha dichiarato l'ex democristiano Follini (fedele alla linea pilatesca dei vertici della vecchia DC, Moro in primis, che lo ha sempre contraddistinto), è che questa legge, riconoscendo dignità e tutela all'embrione, possa mettere in discussione anche quella sull'aborto. La lamentazione, tanto infondata quanto volutamente allarmistica, lanciato da l'Unità, è emblematica: " a meno che anche la legge sull'aborto venga prima o poi rivisitata. Come d'altro canto dichiarato senza giri di parole da monsignor Tonini e da Maurizio Ronconi dell'Udc" (l'Unità, 12/12/2003).



Chiarissimo anche il manifesto del Collettivo femminista Mafalda, inviato via internet a italy.Indymedia.org mentre la legge era in discussione (31 ottobre 2003), intitolato Antiabortisti tremate le streghe son tornate. Vi si legge tra l'altro che le streghe "erano le donne che praticavano gli aborti, contrapponendosi alla clandestinità e alla macelleria di quanti lucravano sulla salute delle donne (forse non erano clandestine anche loro? Erano forse pagate e riconosciute dallo Stato? Ndr.). Le streghe sono state bruciate. Sono diventate il capro espiatorio di una società ignorante ed oscurantista…Oggi, 31 Ottobre del 2003 , noi giovani donne del collettivo femminista Mafalda facciamo nostra l'eredità delle streghe medievali, ci rivendichiamo nuove streghe di fronte ai pesanti e continui attacchi di questo governo fascista e oscurantista (solita solfa, ndr.) che con la nuova proposta di legge sulla procreazione medicalmente assistita torna a mettere in discussione il diritto all'aborto…La nuova proposta di legge del governo Berlusconi, definendo l'embrione come soggetto giuridico, consente l'istituzione della figura del curatore dell'embrione, che in nome del diritto a nascere, può impugnare la decisione di una donna ad abortire (falsità assoluta, ndr), entrando in palese conflitto con la 194… Oggi, come nel medioevo, le streghe sono tra noi!".
Tanto può infastidire il riconoscimento di diritti all'embrione!



I movimenti per la vita (pro life)

"Ingannano il mio popolo dicendo: c'è la pace, e la pace non c'è" (Ezech. 13, 10)

In tutto il mondo, contemporaneamente alla legalizzazione dell'aborto, nascono gruppi e movimenti di persone che cercano in qualche modo, con pochi mezzi, di opporsi alla cultura di morte. Sono per lo più creati da laici di provenienza cattolica, o protestante, con un appoggio, più o meno, della Chiesa.
In America si distingue il gruppo denominato Operation Rescue (Operazione salvezza) il cui motto è "Proud to be pro life""orgogliosi di essere per la vita"). Questo gruppo è stato più volte accusato di usare metodi violenti: i suoi attivisti non disdegnano infatti di praticare il sabotaggio degli ospedali in cui viene praticato l'aborto, devastando gli strumenti di morte. Contro di loro, con molta più durezza di quella che viene usata con i no-global, oggi new-global, sono state applicate pene severissime: è lecito discutere le ingiustizie del mondo moderno, ma solo quando gli obiettivi sono imprecisi, i risultati, sostanzialmente, nulli, e nulla viene chiesto alle coscienze personali. Non è invece permesso svegliare, nei singoli, una fiammella di pietà e responsabilità, per impedire l'egoismo e il cinismo di una civiltà atea e materialista, che per non essere più cristiana ha cessato di essere umana. Per questo coraggio parecchi attivisti sono stati ospiti delle patrie galere. Vi sono poi altri movimenti, come il Roman Forum, fondato nel 1968 da Dietrich von Hildebrand, un cattolico tedesco, amico di Edith Stein, fuggito dalla Germania ai tempi del nazismo. Oggi il fondatore è morto, ma la moglie viene ancora d'estate, talvolta, sul nostro lago di Garda, perchè ama l'Italia, la nostra lingua e i nostri paesaggi. Nella libera America, dove tutto è lecito, vescovi (più coraggiosi dei nostri) come mons Vaughan, ausiliario di New York, e Mons. Lynch, di Richmond, in Virginia, sono finiti in carcere, per essersi incatenati davanti alle cliniche abortiste e per aver diffuso materiale antiabortista.
(

In Irlanda esiste la Youth Defence, già citata. In Francia vi sono, tra le altre, la Ligue pour la Vie e l'associazione SOS Tout-Petit, guidata dal dottor Xavier Dor e da Philippe du Chalard. Ho avuto l'onore di conoscere entrambi, a Parigi. Il dott. Dor è un mite settantenne con un bel curriculum come medico e professore universitario. Camminavamo insieme ad altre persone, nella campagna. Io fiancheggiavo, senza poter intervenire nel discorso, per il semplice fatto che capisco il francese, ma non lo parlo. La cosa che si nota è che fra le mani gli compare spesso la corona del Rosario. Con altre persone ha occupato pacificamente un centro di aborti a Boulderenne: si limitava a dare, alle madri che entravano per abortire, delle piccolissime calzette, fatte su misura per i piedini dei neonati. Queste calzette hanno una forza evocatrice spaventosa. Dor è stato processato, multato, scarsamente difeso dallo stesso clero francese. Racconta: "manifestiamo pubblicamente la nostra opinione pregando vicino alle cliniche". In queste manifestazioni "subiamo aggressioni continue, ci mollano addosso i cani…poi terminata l'aggressione interviene la polizia per portarci in galera… al crimine politico, l'aborto, risponde la carità politica…Poco prima di Pasqua la liturgia ci richiama questa espressione di S.Agostino: Felix culpa. Felice la colpa che ci ha valso un tale Redentore".
In Germania troviamo Ja fuer Leben (Sì alla vita), Humanes Leben International (HLI)…
Per quanto riguarda l'Italia, essendo il nostro paese, è necessario fermarsi un po' di più. Subito dopo la legge sull'aborto si segnalano il CRIV (nato tra Merano, Trento e Verona), il primo movimento popolare a chiedere l'abrogazione della 194, depositando la richiesta di referendum parzialmente abrogativo il 10 marzo 1979: ne fanno parte l'avvocato Dante Spiazzi, Carlo Alberto Agnoli, l'ingegner Alberto Ravelli, Luciana Bianchini, Mario Rigo, Emil Stocker, Franz Adler e molti altri fiancheggiatori, come il dottor Algranati, l'odierno consigliere regionale del Veneto Mario Rossi, Francesco Mario Agnoli, poi presidente del MpV di Ravenna…(Avvenire, 1/7/'80). Il CRIV gode della benevolenza del Patriarca di Venezia, Albino Luciani, il futuro papa, mentre i suoi rapporti sono assai tormentati con altri cardinali ed ecclesiastici, assai timorosi e, nei fatti, recalcitranti, o, come mi disse uno di loro, impenetrabili come "giocatori di poker" di fronte alle domande di aiuto e collaborazione. Pressochè nullo il dialogo con la DC, che per bocca dell'on. Mazzola ha già escluso, nel 1976, l'ipotesi del ricorso ad un referendum abrogativo nel caso l'aborto divenisse legge dello Stato (Il Popolo 13/1/'76). Senza mezzi, né quattrini, né significativi appoggi, con qualche rudimentale volantino, talora battuto a macchina, il Criv raccoglie nelle sole zone del Trentino e del Veneto oltre 250.000 firme. Non sono però sufficienti, essendone necessarie 500.000.
Di poco posteriore l'azione di Alleanza per la Vita, nata dall'associazione Alleanza Cattolica, di cui fanno parte, tra gli altri, l'attuale senatore Riccardo Pedrizzi e il sottosegretario agli Interni Alfredo Mantovano. Alleanza Cattolica viene fondata alla Cattolica di Milano nel 1968 da Agostino Sanfratello, originalissimo e coraggiosissimo pensatore, professore universitario e fondatore, tra le altre cose del Comitato di solidarietà Italia-Libano, all'interno di Legio Christiana. In un recente convegno organizzato a Milano da Effedieffe, Forza Nuova, molti altri gruppi internazionali e CL, ha affermato senza tanti giri di parole: "Per questo il dovere di chiamare le cose con il loro nome implica quello di dichiarare pubblicamente a voce alta che le leggi infami di Creonte - che dovranno essere abbattute - già oggi non sono propriamente in vigore. Perché non sono leggi. Così è dell'infame 'legge' 194 del 25 maggio 1978. Non vincola il cittadino. Non è legge. Non costituisce diritto. E le azioni compiute in conformità o in obbedienza alle sue concessioni o prescrizioni omicide o di complicità omicida non sono legittime, ma commesse contro il diritto, e devono essere definite oggettivamente e propriamente reati: omicidio, complicità in omicidio…Ma il cristiano e ogni uomo retto sanno, come lo sa Antigone, che ogni uomo è il custode del suo fratello; e che ci sarà chiesto conto della nostra custodia".
Anche Alleanza per la vita, federata con altri movimenti pro vita europei, propone un referendum abrogativo della 194, scatenando l'allarme tra le forze abortiste: "Una gravissima iniziativa dell'Alleanza per la Vita" (l'Unità, 3/2/'79), "sostenuta dal fior fiore dei cattolici oltranzisti di mezzo mondo" (Lotta Continua dello stesso giorno). Tra questi presunti oltranzisti i celeberrimi medici Jerome Lejeune, e J.John Billings, il filosofo francese Marcel De Corte, i professori Danilo Castellano, Rita Calderini, Michele Vallaro, Marco Tangheroni, Mauro Ronco, i sacerdoti don Dario Composta don Cornelio Fabbro, Padre Tito Centi, padre Antonio Di Monda e padre Stefano Mannelli…La Repubblica (5/2/'80) e L'Avanti si premurano però negli stessi giorni di assicurare il mondo laico abortista che i vescovi non vedono di buon occhio l'iniziativa di Alleanza per la vita, che, infatti, appoggiata solo da singoli cardinali e vescovi, viene criticata da Avvenire, quotidiano della conferenza episcopale, come inopportuna, "di destra" e ispirata dall' arcivescovo francese Marcel Lefebvre. Il Popolo, organo ufficiale della DC, scrive: "La Chiesa italiana non ha scelto la strada delle crociate e dei referendum: ha preferito quella più ardua della educazione alla vita…i vescovi e i cattolici continuano a ripetere che non si rassegneranno mai. Ma non per operare una controffensiva a colpi di referendum. L'episcopato ha scelto altra strada i cui frutti potranno anche farsi attendere, ma una volta maturati…". La storia giudicherà se sia sia trattato di prudenza cristiana o di miopia, di lungimiranza o di complicità vile e di ignavia, cioè di quel vizio per cui, secondo Dante, le anime divengono "a Dio spiacenti e ai nemici suoi". Certo è che non mancarono i discorsi teorici e moralisti, ma difettò la volontà di agire concretamente, per fermare con urgenza i circa 200.000 aborti l'anno. Altrimenti i cattolici italiani, tramite le organizzazioni parrocchiali, avrebbero potuto raccogliere in pochissimi giorni le 500.000 firme necessarie almeno ad aprire nel paese un dibattito volutamente silenziato! E' comunque certo che l'unico "frutto maturo" che ci rimane, oggi, sono i 4 milioni di bambini eliminati in Italia sino ad oggi, e la vecchiaia nelle strade e nei cuori!
Intanto nel 1977 a Milano nasce il Movimento per la vita, grazie a personalità come Francesco Migliori, Piero Pirovano ed altri. Oggi ne è vice presidente nazionale, il trentino Pino Morandini, membro di antica data di quella parte della DC, oggi UDC, che non si è rassegnata a sacrificare ogni valore sull'altare della convenienza e della tranquillità mondana. Morandini, in qualità di consigliere regionale, ha portato avanti nella sua regione una serie di provvedimenti a favore della famiglia e del concepito che hanno fatto del Trentino una provincia all'avanguardia. Nonostante questo, o forse proprio per questo, viene periodicamente sbeffeggiato e deriso dai quotidiani locali, spesso tribuna per alcuni poveri Soloni di provincia, intrisi di dozzinale "saggezza mondana".
Il Movimento per la vita promuove due referendum abrogativi della 194, definiti l'uno minimale l'altro massimale. E' una proposta che vede ancora il mondo cattolico diviso: chi non vuole nessuno dei due, chi non vuole il massimale, ritenuto troppo intransigente, chi non digerisce il minimale, sostenendo che spiegare alla gente che non si può abortire, a parte che in questo e quest'altro caso, è contraddittorio e insostenibile. La raccolta firme parte nell'estate del 1980 e raccoglie 2.300.000 firme, più del quadruplo di quelle necessarie. Ma quando il popolo italiano si reca alle urne è ormai troppo tardi: dopo il tam tam mediatico a favore dell'aborto negli anni Settanta, da parte di tutti i giornali più importanti, il tempo ha contribuito a spegnere il fuoco della polemica e nello stesso tempo ad inoculare nel pensiero comune l'idea che uccidere un bimbo nel grembo materno, essendo legale, essendo un "diritto", sia anche moralmente giusto. Inoltre l'elettorato cattolico, secondo le ricerche di Alfredo Mantovano, è assai disorientato, se è vero come è vero che molti cattolici rimangono a casa, con una percentuale di astenuti molto più alta rispetto a quella delle politiche di soli due anni prima (Cristianità, n.232). Il referendum viene infatti vinto dagli abortisti.




Oggi il MpV gestisce, oltre ad una certa opera informativa, concorsi scolastici e musicali, anche i circa 260 CAV, Centri di Aiuto alla Vita, in cui si aiutano concretamente le partorienti o le ragazze-madri che hanno difficoltà economiche o d'altro tipo (nei primi 25 anni di attività i Cav hanno salvato circa 55.000 bambini); il Progetto Gemma per l'adozione a distanza di madri in difficoltà economiche e in attesa di un figlio; un numero verde attivo 24 ore su 24 per aiutare le mamme bisognose (8008 13000) una rivista, "Sì alla vita", che è possibile ricevere gratuitamente in visione, per un certo periodo, scrivendo a "Sì alla vita", via Cattaro 28, 00198 Roma -Tel. 06-86321901, e-mail: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo ).
Segnaliamo inoltre il Movimento con Cristo per la Vita, i cui membri si trovano settimanalmente per pregare davanti ad alcuni ospedali italiani in cui viene praticato l'aborto: si tratta di un gesto di grande coraggio e, al tempo stesso, di profonda umiltà. Il movimento produce anche ottimo materiale informativo, reperibile scrivendo in via Falgare 75, 36015 Schio (tel 0445-529573). Infine si distinguono l'Armata Bianca (Edizioni Pater, cas.post. 135, 671000 L'Aquila), e, per la sua grande attività in Sicilia, l'associazione Società Domani, autrice di un bellissimo libretto e anche di un filmato televisivo (via Conte Federico 235, 90124 Palermo; Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo ). Al prof. Nicolini, infine, è possibile richiedere una celebre videocassetta, "Il grido silenzioso", estremamente interessante perché realizzata dal dottor Nathanson, che fu direttore della più importante clinica per aborti degli USA e che ebbe poi a cambiare idea ( Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo ; tel.338-2892353).
Tra le riviste e le associazioni impegnate sullo stesso fronte troviamo: il trimestrale Controrivoluzione (diretta da Pucci Cipriani), p. Martiri 10, 50032 Borgo San Lorenzo (FI); il mensile Il Timone, via Salvo D'Acquisto 7, 21054 Fagnano Olona (VA)-
www.iltimone.org; il trimestrale Certamen, P.Lega Lombarda 14, 15100 Alessandria; gli opuscoli del centro Culturale San Giorgio, cas. post. 29, succ.10, 44100 Ferrara; quelli di Voglio vivere, P. Matteotti 11, 20063 Cernusco sul Naviglio (Mi), tel. 02/92113153; l'associazione Militia Christi, via Foligno 27/b, 00182 Roma e il Comitato Triveneto per la Civiltà Cristiana (cas.post. 650 - Vicenza). Tra i siti, preceduti dal solito www: amicivita.it; abortiontv.com; geocities.com. In particolare, infine, segnaliamo il magistero del cardinale Giacomo Biffi e dei Vescovi Alessandro Maggiolini e Carlo Caffarra, che sono, a nostra conoscenza, i più sensibili all'argomento. L'ultimo, in particolare, ha anche un interessante sito internet www.caffarra.it (inutile ricordare la completa assenza degli ecclesiastici di moda, sedicenti amici degli oppressi, allora come oggi, da Turoldo a Balducci, da Zanotelli a Della Sala…).
Tra gli autori laici pro life segnaliamo: Maurizio Blondet, Luca Poli, Mario Palmaro, Paolo Gulisano, Riccardo Cascioli, Antonio Gaspari e Carlo Climati. Trattano dell'aborto nei suoi aspetti culturali, filosofici, medici, approfondendo il vero ruolo nella lotta contro la vita di organizzazioni per lo più insospettabili come l'UNICEF, l'Unfpa, il WWF ecc. Associazioni che raccontano di dedicarsi alla pace, all'infanzia nel mondo, alla salute, e invece diffondono la morte, sostenendo l'aborto e la sterilizzazione forzata tramite avvelenamento delle acque o altri espedienti. Si pensi solo che l'OMS, organizzazione onusiana per la sanità mondiale, ha fatto studiare, sulla scia di quelli usati per limitare la proliferazione di ratti e conigli, contraccettivi per l'uomo, la cui "somministrazione forzosa" avverrebbe ad esempio tramite vaccino anti-influenzale (L'Espresso 12/1/'92)

Natale 2003: un bambino ci ha salvato!



 

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