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Il dopoguerra e i paesi comunisti
Nel dopoguerra l'aborto viene legalizzato nei paesi comunisti dell'est legati all'URSS: in Ungheria, Polonia, Bulgaria e Romania nel 1956, in Cecoslovacchia nel 1957, in Yugoslavia nel 1970. La Cina popolare comunista autorizza l'aborto e la contraccezione nel 1957, mentre nel 1962 vengono imposti: ritardo obbligatorio dell'età del matrimonio, sterilizzazione, tecniche contraccettive spesso forzate. L'obbligo di un figlio solo a famiglia determina, oltre al precoce invecchiamento della popolazione, una strage delle figlie femmine: i genitori cinesi, potendo avere un solo figlio, spesso uccidono una eventuale figlia femmina, dal momento che non potranno giovarsi del suo aiuto nella lavorazione della terra; oppure è il governo stesso ad eliminarle, tramite aborti selettivi e infanticidi. Avviene addirittura che i medici vengano pagati dalla Stato a seconda delle sterilizzazioni forzate o degli aborti effettuati (che spesso vengono spacciati, alle povere madri, per terapeutici). Nel migliore dei casi alcune famiglie, dopo il primo figlio, decidono di non uccidere le loro bambine e riescono, pagando chi di dovere, a non farle registrare, per evitare che siano gli impiegati statali ad eliminarle: in tal caso però queste bimbe, di fronte alla legge, non esistono, e non hanno quindi accesso all'istruzione, alla sanità ecc. (Trasmissione su Radio Radicale a cura di Amnesty International del 25/12/2003 e Bernardo Cervellara, Missione Cina, viaggio nell'Impero tra mercato e repressione, Ancora, Milano 2003).
Si ha così uno squilibrio all'interno della popolazione, per cui oggi mancano all'appello, in Cina, circa 40 milioni di donne, e vi sono altrettanti uomini che non possono sposarsi.
Ma vediamo uno dei tanti esempi concreti citati sulla stampa italiana. Riferisce Sette, inserto del Corriere della Sera, del 10 agosto 2000: "'Non ci hanno dato nemmeno il tempo di dargli un nome. Me lo hanno strappato dalle braccia e lo hanno scaraventato a terra, si è sentito un tonfo ma il neonato ha continuato a piangere. Non voleva proprio morire. Allora i tre funzionari del governo hanno iniziato a prenderlo a calci. Finchè non ha respirato più'. In Cina lo chiamano controllo demografico o politica del figlio unico….Sono arrivati di notte, il mese scorso, nella sua misera casa nel villaggio di Ding Jia Wang, vicino a Wuhan: 'Siete troppi' hanno sentenziato i tre funzionari e hanno costretto JI, già all'ottavo mese di gravidanza, a seguirli in ospedale. Lì le hanno iniettato una soluzione salina per indurle un aborto. Dopo quindici ore di strazianti dolori la donna però ha partorito un figlio sano e vivo. 'Allora mi hanno guardato freddamente e mi hanno detto 'prendi tuo figlio e annegalo nello scarico del bagno', racconta Huang. 'Mi sono sentito raggelare. Li ho pregati, ho pianto. Senza dire una parola l'hanno gettato al suolo, preso a calci, poi l'hanno affogato in uno stagno?".
"Quello che colpisce è la preferenza del governo per il programma coercitivo di controllo delle nascite. Dal 1995 i coniugi Billings, promotori dell'omonimo metodo naturale di controllo delle nascite, hanno fatto esperimenti in cinque province della Cina e hanno avuto risultati positivi al 99%.. Questo sistema dà responsabilità alle coppie, e non ai burocrati, nel programmare la loro fecondità, e, al di là di qualche corso d'istruzione, è praticamente a spese zero. Eppure il governo non lo valorizza" (B. Cervellara, op.cit.). In questo panorama desolante si inserisce l'appoggio economico per l'incentivazione dell'aborto dato al governo cinese dall' agenzia Unfpa (dell'ONU) e dall'Ippf: quest' ultime, fino al luglio 2002, erano a loro volta finanziate dagli Stati Uniti, che però hanno poi deciso di sospendere i versamenti, non volendo più collaborare a programmi di "aborto forzato o di sterilizzazione non voluta". Prontamente è intervenuta la Commissione Europea, guidata dall'italiano Romano Prodi, che, con una decisione di straordinaria gravità, ha stanziato contributi per ben 32 milioni di euro, facendo così "dell'Europa il motore della diffusione dell'aborto (anche forzato, e tardivo ndr.) nel mondo" (Avvenire, 1/8/2002; Tempi, agosto 2002). Dopo le campagne contro la vita di USA, Banca Mondiale, Onu, UNICEF ecc., anche la UE! (M. Schooyans, Nuovo disordine mondiale, prefazione del card. Ratzinger, Paoline; oppure, dello stesso autore, Bioetica e popolazione, della benemerita editrice Ares).
L'Inghilterra
Dopo il mondo comunista è quello anglosassone, inglese e americano, storicamente protestante, liberale e capitalista, ad introdurre l'aborto. La prima è l' Inghilterra, nel 1968. In questo paese il tentativo di controllare e manipolare la vita data dai primi del Novecento. E' significativissima, a questo riguardo, l'opera di Aldous Huxley, figlio di un famosissimo biologo darwiniano, che nel 1932, nel suo romanzo "Il Mondo Nuovo" (Brave New World), descrive la società del futuro, quella che egli crede potrà essere la società del futuro.
Si tratta di un'opera che godrà di fama immensa, un testo capitale della letteratura inglese, accanto e simile a "1984" di Orwell. Ipotizza un mondo i cui abitanti sono rigidamente controllati, manipolati, soggiogati dal potere in ogni aspetto della loro vita. La riproduzione stessa è sottoposta ad un controllo centralizzato, gli ovuli fecondati in vitro vengono conservati artificialmente. La nascita è quindi anonima (non esiste più la famiglia), e può essere plurigemina, con la capacità di ottenere fino a novantasei gemelli identici da un solo uovo (clonazione). Le conoscenze genetiche permettono di studiare la riproduzione a tavolino e di creare caste di uomini superiori, fisicamente e intellettualmente, e, agendo sulla ossigenazione del cervello durante il processo di sviluppo dell'embrione, di uomini inferiori, pronti ad obbedire ed eseguire i lavori più umili. Il numero dei cittadini è fisso. L'intensità demografica viene controllata attraverso: la sterilizzazione forzata di un numero consistente di donne; attraverso le cosiddette "cinture malthusiane", contenenti mezzi contraccettivi, un "centro di aborti" la cui attività appare alacre, visto che la castità è considerata una perversione; una sorta di eutanasia e di altri provvedimenti analoghi. La base ideologica è fornita dalla educazione sessuale nelle scuole, che elimina ogni "tentazione" alla famiglia promuovendo rapporti precoci, occasionali e continui.
Sulla tematica del controllo demografico Huxley ritorna in "Brave New World Revisited" del 1958, dimostrando che la distopia, il mondo da incubo descritto nel precedente romanzo, non gli appare come tale in tutti gli aspetti: "Nel mondo nuovo della mia favola era ben risolto il problema del rapporto fra popolazione umana e risorse naturali. S'era calcolato il numero ideale per la popolazione del mondo e si provvedeva a contenerlo entro quel limite... Ma nel mondo vero contemporaneo non si è risolto il problema della popolazione". Il problema del sovrappopolamento, scrive Huxley, è capitale, la popolazione attuale, due miliardi e ottocentomila persone nel 1958, eccessiva, e non esistono "l'intelligenza e la volontà, che quasi mai ritroviamo nel formicaio di analfabeti che popolano il mondo", per attuare "il controllo delle nascite". "Forse non è impossibile la gestazione in vitro come non è impossibile il controllo centralizzato della riproduzione; ma è chiaro che per molti anni a venire la nostra rimarrà una specie vivipara, che si riproduce a casaccio", laddove invece la dittatura del nuovo mondo sarà forse eccessiva, ma efficace. "Il nostro sregolato capriccio non solo tende a sovrappopolare il pianeta, ma anche, sicuramente, a darci una maggioranza di uomini di qualità biologicamente inferiore". È evidente che l'Huxley sta dalla parte del grande dittatore; è evidente il suo disprezzo per l'umanità "formicaio di analfabeti", che si riproduce "a casaccio", secondo uno "sregolato capriccio"; che abbisognerebbe quindi di un "ordine", di un controllo dall'alto, dell'intelligenza superiore, imposta con la violenza, con l'inganno, con la tecnologia, di uomini "illuminati" come lui. Al fondo vi è la teoria darwiniana della selezione naturale che Aldous eredita dal padre e dal fratello, e che lo porta, pur fra molte ambiguità, a chiedersi, in "Brave New World Revisited", in un capitolo intitolato "Qualità, quantità, moralità", se i "mezzi buoni" dell'igiene e della medicina, portando alla salvezza di persone che altrimenti potrebbero morire, non raggiungano in fondo un "fine cattivo", un male quale è il sovrappopolamento e "la progressiva contaminazione del fondo genetico a cui dovranno attingere i membri della nostra specie... Ogni progresso della medicina- continua- sarà frustrato da un corrispondente aumento del tasso di sopravvivenza degli individui che dalla nascita portano con sé una qualche insufficienza genetica... E che dire degli organismi insufficienti per condizioni congenite, che la medicina e i servizi sociali oggi salvano e lasciano proliferare?"
Le idee di Aldous diverranno importanti grazie al fratello, Sir Julian Huxley, che, come primo direttore generale dell'UNESCO, il cervello dell'ONU, porterà all'interno di questo organismo un'avversione alla vita che rimane tutt'oggi (si vedano gli articoli e i libri di Riccardo Cascioli e Antonio Gaspari, giornalisti di Avvenire, Sì alla vita, Il Timone). La sua filosofia è ben espressa in un suo opuscolo ("UNESCO: its purpose and its philosophy" Ed. M.B. Schnapper, 2153 Florida Avenue, Washington D.C., 1948), in cui si fanno proposte estremamente simili a ciò che succede nel romanzo di Aldous.
Inoltre sir Julian è anche, negli anni Venti del Novecento, uno dei fondatori della Società Eugenetica Britannica. Il 6 settembre 1962, a nome del Comitato per la legalizzazione della sterilizzazione eugenetica, scriveva: " Gli argomenti a favore della sterilizzazione di certe classi di genti anormali o deficienti mi sembrano schiaccianti" ("L'Italia settimanale" 22.3.95).
Gli USA e l'Europa
Negli USA l'aborto viene introdotto nel 1973 dopo il famoso processo "Roe v. Wade": ne è protagonista una donna, Norma Mc Corvey, detta Roe, mezza cajun e mezza indiana, con una infanzia terribile, tra il riformatorio, lavori precari al luna park, mariti che la picchiano, stupri, "l'LSD e i cento deliri a buon mercato per diseredati americani degli anni Sessanta" (Corriere della Sera,family planning, agenzie dell'ONU, quali l'Unfpa, l'Unicef e altre), ma soprattutto nel terzo mondo e in America Latina, fino ad attuare piani di sterilizzazione forzata, in Brasile, per mezzo di avvelenamento dell'acqua. I termini per abortire subiscono progressivi allargamenti. Si giunge a permettere un aborto molto tardivo, fino alla trentaduesima settimana, che viene così descritto da Il Giornale del 18/1/'97: "La tecnica consiste nel far nascere il bambino fino ad un certo punto. L'ostetrico lo fa scendere intatto, fino a quando la testa non esce dal grembo della madre. A questo punto inserisce un paio di forbici da chirurgo nella base del cranio, le apre, allarga il buco e il cervello viene succhiato fuori. In questa maniera la testina si riduce e può essere estratta". Dopo l'America l'aborto viene introdotto in Germania, in Francia (1975) e gradualmente in quasi tutti i paesi d'Europa: rimane fuori l'Irlanda cattolica (EIRE), anche grazie a Niamh Nic Mhathuna, presidente di Youth Defence, vincitrice per sette anni del titolo per la migliore musica tradizionale irlandese, arrestata 5 volte per aver fatto circolare letteratura contro l'aborto 19/6/2003). Grazie a lei, che oggi ha cambiato barricata e si batte per l'abolizione della legge, l'America di James Dean, di Kerouac, della new age e della beat generation, prevede la legalizzazione dell'aborto. Gli USA divengono presto i motori dell'abortismo nel mondo, finanziandolo e promuovendolo in Europa (tramite associazioni di
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