|
Statistiche |
Utenti: 437
Notizie: 313
Collegamenti web: 52
Visitatori: 8759257
|
|
|
Annunci |
E' obbligatorio lasciare almeno un messaggio entro i 7 giorni dalla data d'iscrizione.
E' assai gradito, inoltre, un breve messaggio di presentazione che dovrà essere inserito nella sezione del forum "Presentazione dei nuovi iscritti". |
|
|
|
|
|
|
|
|
Forum - Ultime discussioni aperte |
|
|
|
Scritto da iubanne
|
|
giovedì 31 luglio 2008 |
|
Piccola sintesi
Introduzione
«La Chiesa riconosce il canto gregoriano come canto proprio della liturgia romana»[1] su testo desunto esclusivamente dalla Sacra Scrittura. Arte musicale raffinata, non popolare, il c. g. è monodico, e ripudia gli strumenti[2].Costituisce un repertorio vasto, eterogeneo, per lo più anonimo, di circa 3000 melodie di epoche, forme, luoghi d'origine differenti. La storia del c. g. si può dividere in vari periodi.
Un primo periodo riguarda le origini. I primi cristiani, provenendo da regioni culturalmente differenti, concorrono a formare riti e canti con caratteristiche diverse, e la chiesa di Roma, nei primi secoli, essendo legata alle chiese orientali, soprattutto a quelle greche, ne adotta la lingua e probabilmente anche i canti. Quando. verso la fine del sec. IV, essa si dà un rito proprio in latino, poco alla volta si plasma pure un canto proprio. nuovo, anche se con reminiscenze dei tipi di canto giunti dall'Oriente.
Perciò a Roma, lungo il sec. V si va formando un tipo di canto che subisce influssi dalla musica ebraica, greca e bizantina. Tale canto, detto antico romano, è quello che si trasformerà più tardi nel c. g. Nel sec. VII si parla ancora di canto romano. Verso il 753 gli antifonari romani[3] arrivano in Gallia dove le melodie romane vengono adattate secondo i gusti locali. Sarebbero queste che san Gregorio Magno, secondo una testimonianza di Giovanni Diacono (sec. IX), avrebbe fatto copiare e codificare in un antifonario archetipo, detto Antiphonarium cento.
Il nome di c. g., a ogni modo, è usato per la prima volta solo alla fine del sec. VIII. Il repertorio di questo periodo primitivo è ritenuto il vero, autentico c. g. e viene detto gallico-romano; ad esso appartengono i canti del Proprium Missae (Introito, Graduale, Tractus, qualche Alleluia, Offertorio, Communio) e, probabilmente, le Antifone e i Responsori dell'Ufficio. Ne sec. IX Carlo Magno inizia una politica di espansione del c. g., la quale porta alla lenta eliminazione di altri riti e canti (come il gallicano e il mozarabico). In questo secondo periodo che giunge fino al sec XI, diversi monasteri divengono centri famosi per la diffusione del c. g. (S. Gallo, Einsiedeln, Fulda, Tours, Corbie, Nonantola, Montecassino), si formano i canti dell'Ordinarium Missae (Kyrie, Gloria, Credo, Sanctus e Agnus Dei) e fioriscono i tropi e le sequenze.
Alla fine del sec. IX. con la nascita della scrittura musicale neumatica, le melodie, che fino ad allora si tramandavano oralmente, possono essere ricordate con un po' più di precisione e si possono mantenere esenti dalle infiltrazioni di altre espressioni musicali. Ma dal sec.XI il c. g. non può evitare di subire i condizionamenti recati dalla musica trovadorica e dalla sorgente pratica polifonica, nella quale si instaura l'uso di impiegare le melodie gregoriane per elaborazioni contrappuntistiche.
Dal sec. XVI alla prima metà del XIX si ha un nuovo periodo di decadenza del c. g., le melodie vengono anche mutilate; ne è un esempio l'Editio medicea (1614-15) del Graduale, ossia del libro che contiene i canti della messa per tutto l'anno liturgico. In essa i neumi sono interpretati misuratamente, non con la libertà di valore originaria e i melismi (cioè i lunghi vocalizzi) sono abbreviati. (Una riedizione di tale pubblicazione viene effettuata tra il 1871 e il 1881 ed è nota come Editio ratisbonensis.).
|
|
Leggi tutto...
|
|
|
Scritto da Charette
|
|
martedì 22 luglio 2008 |
|
Quanto più insopportabili mali incombono sulla Chiesa Cattolica per gli empi raggiri degli avversari, tanto più determinata è l’opera che, per respingerli, devono impiegare i Romani Pontefici ai quali, posti sulla Cattedra di San Pietro, è demandata da Dio la potestà suprema di pascere, reggere e governare la stessa Chiesa. Ben comprendendo ciò, il Nostro Predecessore Pio VIII di felice memoria, appena seppe, con sommo dolore, le molte cose sfacciatamente tentate, con sforzo coronato da successo, contro la dottrina, la divina autorità e le leggi della stessa Chiesa in codeste regioni della provincia ecclesiastica Renana, con lettere a voi mandate nel 1830, alla fine di giugno, stimolò, se ce ne fosse stato bisogno, la vostra pastorale sollecitudine a sostenere i diritti della Chiesa e a difendere la sana dottrina con ogni zelo, cosicché voi non aveste alcun dubbio nel mostrare nei confronti di coloro verso i quali fosse necessario agire, quanto si oppongano alla ragione e alla giustizia quelle decisioni pericolose che erano state, o che stavano per essere, intraprese, e impiegaste ogni sforzo e impegno nello stornarle al più presto. Sommamente attento tuttavia alle condizioni di codeste Chiese per il forte scandalo prodotto dalle novità, sollecitò da voi al più presto una risposta, sia che fosse conforme ai suoi voti per consolare il suo dolore, sia che fosse, cosa non auspicabile, diversa, per poter predisporre le decisioni che il compito dell’ufficio apostolico comporta. A loro volta queste ammonizioni e questi consigli di tanto Pontefice su un tema così importante, Venerabili Fratelli, avrebbero dovuto spronare e infiammare anche voi, come era del tutto conveniente per coloro cioè che, difensori di una porzione del governo della Chiesa, dovevano vigilare con forza per la sua difesa.
|
|
Leggi tutto...
|
|
|
Tra le principali macchinazioni |
|
Scritto da Charette
|
|
martedì 22 luglio 2008 |
|
Tra le principali macchinazioni, con cui in questa nostra età gli acattolici di vario nome si sforzano di insidiare i seguaci della verità cattolica e di allontanarne gli animi dalla santità della Fede, non tengono l'ultimo luogo le Società Bibliche: le quali dapprima in Inghilterra istituite, poi largamente diffuse in ogni parte, vediamo cospirare tutte a un fine, di dar fuori in grandissimo numero di esemplari le Divine Scritture tradotte nelle diverse lingue volgari, e senza alcuna scelta disseminarle fra i cristiani e gli infedeli, allettando ogni sorta di persone a leggerle senza guida nessuna. Talché fanno, come già nel suo tempo deplorava San Gerolamo, comune a tutti l'arte di intendere senza maestro le Scritture, sian pure donnicciole, o vecchi rimbambiti, o verbosi sofisti, purché sappiano leggere; anzi (che è più assurdo e quasi inaudito) pretendono non essere esclusi da si fatta intelligenza neppure i popoli infedeli.
|
|
Leggi tutto...
|
|
|
Scritto da Iucunda Sane
|
|
giovedì 03 luglio 2008 |
Memoria di san Gregorio Magno e della sua opera restauratrice, ecclesiastica e civile. Richiamo alla formazione del clero. Attenzione alla musica liturgica: nel ricordo e nella rievocazione di San Gregorio Magno, detta norme sulla musica liturgica 1.
Gioconda certo torna la memoria, venerabili fratelli, di quel grande "incomparabile uomo" (Martyrologium Romanum, 3 sept.), il pontefice Gregorio, primo di questo nome, la cui solennità centenaria, al volgere del secolo XIII dalla sua morte, stiamo per celebrare. Da quel Dio, che "mortifica e vivifica, ... che umilia e solleva" (1 Re 2, 6.7), tra le cure quasi innumerabili del ministero Nostro apostolico, tra le tante angosce dell’animo per i molti e gravi doveri che il governo della chiesa universale C’impone, tra le insistenti sollecitudini di soddisfare nel miglior modo possibile voi, venerabili fratelli, chiamati a partecipare del Nostro apostolato, e i fedeli tutti affidati alle Nostre cure, non senza una particolare provvidenza fu disposto, così pensiamo, che il Nostro sguardo negli inizi del Nostro sommo pontificato si rivolga subito su questo santissimo e illustre antecessore Nostro, onore della chiesa e decoro. L’animo infatti si apre a grande fiducia nella sua validissima intercessione presso Dio, e si riconforta nel ricordare sia le massime sublimi che inculcò con l’alto suo magistero, sia le virtù santamente da lui praticate. E se per la forza delle une e per la fecondità delle altre egli impresse nella chiesa di Dio un’orma sì vasta, sì profonda, sì duratura, che giustamente i contemporanei e i posteri gli diedero il nome di "Grande", e oggi ancora dopo tanti secoli si verifica l’elogio della sua iscrizione sepolcrale: "egli vive eterno in ogni luogo per le innumerabili sue buone opere" (Apud IOANNEM DIACONUM, Vita Gregorii, lib. IV, c. 68), non può fare che ai seguaci tutti dei suoi mirabili esempi, col conforto della grazia divina, non sia dato di adempiere i propri doveri per quanto lo consenta l’umana debolezza.
|
|
Leggi tutto...
|
|
|
Luce della cultura medievale |
|
Scritto da ITALIANO
|
|
venerdì 23 maggio 2008 |
|
di Giacomo Samek Lodovici
[Da "il Timone" n. 32, aprile 2004]
Il Medioevo fu un potente diffusore di cultura, inventò l’università, animô un dibattito vivace, conseguendo sia l’unificazione, sia l’autonomia del saperi. Fiducioso nella verità, ha lasciato frutti inestimabili.
Medioevo nemico della cultura? Falso, come cerchiamo in breve di mostrare.
1. Il Medioevo è stato un potente diffusore di cultura, perché il Concilio Lateranense II (1179) aveva formulato l’obbligo ad ogni chiesa di avere una scuola. A scuola vanno anche i fanciulli e i poveri: Sugero, abate di Saint Denis, che resse Ia Francia quando Luigi II combatté Ia II crociata, era figlio di servi; Maurizio di Sully, arcivescovo parigino che fece costruire Notre Dame, era figlio di un mendicante; S. Pier Damiani, che divenne cardinale ed era consigliere di Gregono VII, era stato un guardiano di porci; l’uomo più colto del suo tempo, Gerberto d’Aurillac, era stato un pastore e divenne papa Silvestro II; papa Urbano VI era figlio di un calzolaio; Gregorio VII. uno del più, grandi pontefici della stona della Chiesa, era figlio di un capraio.
2. Il Medioevo inoltre inventa l’università, che è l’insieme delle persone, docenti e studenti, che collaborano nella ricerca comune, rigorosa e scientifica, della verità, una ricerca che dal 1200 è autonoma dallo Stato e libera da obblighi verso il potere centrale.
|
|
Leggi tutto...
|
|
|
Consacrazione al Sacro Cuore |
|
Scritto da traditional
|
|
mercoledì 21 maggio 2008 |
|
da Annum Sacrum,di Leone XIII, 25.05.1899
O Gesù dolcissimo,o redentore del genere umano,riguardate a noi umilmenteprostrati dinanzi al vostro altare.Noi siamo vostri e vostri vogliamo essere:e per poter vivere a voi più strettamente congiunti,ecco che ognuno di noi oggi si consacra al vostro sacratissimo Cuore.
Molti purtroppo non vi riconobbero mai;molti,disprezzando i vostri comandamenti,vi ripudiarono.O benignissimo Gesù,abbiate misericordia degli uni e degli altri e tutti quanti attirate al vostro Cuore santissimo.O Signore,siate il re non solo dei fedeli che non si allontanarono mai da voi,ma anche di quei figli prodighi che vi abbandonarono;fate che questi quanto prima tornino alla casa paterna,per non morire di miseria e di fame.
Siate il re di coloro che vivono nell' inganno dell' errore o per discordia da voi separati;richiamateli al porto della verita' e all'unita'della fede,affinchè in breve si faccia un solo ovile sotto un solo pastore.Siate il re finalmente di tutti quelli che sono avvolti nelle superstizioni del paganesimo,e non ricusate di trarli dalle tenebre al lume e al regno di Dio.Largite,o Signore,incolumita'e liberta' sicura alla vostra Chiesa. Largite a tutti i popoli la tranquillita' dell'ordine:fate che da un capo all'altro della terra risuoni quest'unica voce:sia lode a quel Cuore divino da cui venne la nostra salute;a lui si canti gloria e onore nei secoli. Amen |
|
|
20 Maggio 2008: Un anno di Tradizione |
|
Scritto da ITALIANO
|
|
lunedì 19 maggio 2008 |
Cari amici,
è passato già un anno da quel 20 Maggio 2007, da quando -cioè- il vecchio forum "Tradizione" chiuse per ripartire da zero nel nuovo portale "Tradizione.biz". Un salto nel buio! Cancellare esattamente un anno di lavoro per iniziare un'avventura nuova che potesse amplificare la voce del tradizionalismo nel web! Ebbene, con l'aiuto di Dio, abbiamo vinto la sfida e a distanza di un anno sono triplicati i messaggi e gli ingressi da tutto il mondo: riceviamo visite anche dai più lontani Paesi del continente indiano o africano!
Non sono certo mancati i momenti di stanchezza fisica, considerato che tutto lo staff gestisce il portale privandosi del suo tempo libero, ma ha sempre vinto la Buona Causa, la volontà di mantenere in piedi quella che a me piace definire la "Minas Tirith" del Web, ovvero la fortezza dove ancora si difendono i principi Cattolici e i valori eterni della Nostra Civilità!
Il nostro essere, il nostro agire, il nostro pensare, fa ridere i più e tutto questo dimostra non solo la giustezza delle nostre idee, ma che oggi il vero anti-conformista è solo e soltanto il Tradizionalista!
|
|
Leggi tutto...
|
|
| << Inizio < Prec. 1 2 Pross. > Fine >>
| | Risultati 1 - 7 di 11 |
|
|
Frase casuale |
|
“Iterum rudit leo” Motto del Battaglione San Marc |
|
Chi e' online |
|
Abbiamo 1 utente online |
Sito ottimizzato per
|
|