GINEVRA, 20 APR -
I rappresentanti degli Stati dell'Unione europea - quelli presenti ai lavori - hanno abbandonato la sala in cui si sta svolgendo la conferenza Onu sul razzismo a Ginevra nel momento in cui il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad, nel suo intervento, si è riferito allo stato di Israele (pur senza mai pronunciarne il nome) come ad un "governo razzista".
Il presidente Ahmadinejad ha criticato la decisione di alcuni Paesi occidentali di non partecipare alla Conferenza dell'Onu sul razzismo. E' un atteggiamento "arrogante e egoista", ha detto il leader iraniano in una conferenza stampa seguita al suo intervento a Durban 2.
Il ministro degli esteri Avigdor Lieberman ha ordinato all'ambasciatore di Israele in Svizzera di rientrare in patria per consultazioni. Fonti del ministero degli esteri hanno spiegato al sito Ynet del quotidiano Yediot Ahronot che il provvedimento rappresenta un gesto di protesta per l'incontro di ieri fra il presidente elvetico Hans Rudolf Merz e il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad, giunto ieri a Ginevra per partecipare alla conferenza sul razzismo Durban 2.
L'Alto commissariato per i diritti umani delle Nazioni Unite ha deplorato le parole del presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad che oggi ha definito Israele un paese "razzista" nel suo intervento alla conferenza Onu sul razzismo in corso a Ginevra. "Deploriamo profondamente il linguaggio adoperato dal presidente iraniano", ha riferito Rupert Colville, portavoce dell'Alto commissario Navi Pillay. Secondo il portavoce il discorso di Ahmadinejad è stato totalmente "fuori luogo" in una conferenza che ha come obiettivo quello di tutelare "le diversità " e stimolare "la tolleranza". I rappresentanti dei 23 stati dell'Unione europea che hanno partecipato alla Conferenza sul razzismo cosiddetta Durban 2 hanno lasciato la sala non appena Ahmadinejad ha pronunciato il suo attacco contro Israele.
MONITO FRANCIA A AHMADINEJAD
PARIGI - La Francia sarà rappresentata alla conferenza sul razzismo dell'Onu, che si apre oggi a Ginevra (Durban 2), da un ambasciatore, ma, come i rappresentanti degli altri paesi europei presenti, questo lascerà la sala se il presidente iraniano Mahmud Ajmadinejad pronuncerà "accuse antisemite" nel suo discorso. Lo ha annunciato il ministro degli esteri francese Bernard Kouchner.
"Bisogna essere molto chiari. Non tollereremo nessuna deviazione. Se il presidente Ahmadinejad vuole riaprire un testo accettato con difficoltà o se pronuncerà accuse razziste o antisemite lasceremo la sala immediatamente", ha detto Kouchner a Radio France info. Ieri il presidente iraniano ha detto che "l'ideologia e il regime sionista sono i portabandiera del razzismo", rafforzando i timori di possibili incidenti nel corso del dibattito al quale parteciperà. "Se è intelligente non ripeterà questo in sala. Se lo ripeterà in sala tutti gli ambasciatori europei presenti si alzeranno e se ne andranno", ha detto Kouchner. Il ministro si é anche rammaricato che i paesi europei non siano riusciti a prendere una posizione comune circa la partecipazione alla conferenza. Germania, Italia, Olanda e Polonia hanno deciso di non partecipare alla conferenza, oltre a Israele, Usa, Canada, Australia e Nuova Zelanda. Per Kouchner il testo che sarà adottato alla conferenza è comunque "accettabile".
CONFERENZA AL VIA TRA POLEMICHE
di Silvana Bassetti
GINEVRA - "Uniti contro il razzismo": sembra oggi quasi una beffa lo slogan scelto per la Conferenza dell'Onu sul razzismo (Durban II) che si aprirà domani a Ginevra all'ombra del boicottaggio di diversi Paesi occidentali e della controversa presenza del presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad. Dopo Israele e Canada, anche gli Stati Uniti, Italia, Olanda ed Australia hanno annunciato che diserteranno la Conferenza, temendo una replica delle manifestazioni antisemite che avevano contrassegnato la precedente riunione delle Nazioni Unite contro il razzismo, nel 2001 a Durban (Sudafrica).
Presente invece il Vaticano che giudica sbagliato disertare la conferenza anche alla luce dell'importanza dei "temi etici" che saranno trattati e dei miglioramenti apportati alla bozza delle conclusioni finali. Anche l'Italia - già ritiratasi dai lavori preparatori - ha oggi confermatO, tramite la Farnesina, che non parteciperà ai lavori di Ginevra, unico Paese europeo insieme all'Olanda a disertare l'appuntamento Onu. Presenti invece Gran Bretagna e Germania che pure aveva espresso perplessità sul testo. Barack Obama, confermando il no degli Stati Uniti, ha oggi spiegato di essere un presidente che "crede nelle Nazioni Unite", ma ha aggiunto che l'America non può accettare un linguaggio "controproducente" come quello che è alla base della conferenza Durban 2 sul razzismo Eppure progressi sono stati compiuti negli ultimi giorni per eliminare dal progetto di documento finale i controversi riferimenti a Israele e alla "diffamazione delle religioni", al centro di un braccio di ferro tra Paesi occidentali e musulmani.
Certamente le defezioni sono state favorite anche dall'annunciata presenza del presidente iraniano, Mahmoud Ahmadinejad, noto per le violente diatribe contro Israele e per aver definito l'Olocausto "un mito". Il ministro olandese degli Esteri ha detto che il suo paese giudica inaccettabile il progetto di dichiarazione finale. Secondo il ministro alcuni paesi cercano di deviare la conferenza per mettere la religione prima dei diritti dell'uomo, negare le discriminazioni contro l'omosessualità e mettere solo Israele sul banco degli imputati. Grande la delusione dell'Alto commissario dell'Onu per i diriti umani, la sudafricana Navy Pillay che aprirà domani la Conferenza insieme al Segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon. "Sono scioccata e profondamente delusa per la decisione degli Usa di non partecipare ad una Conferenza che mira a combattere il razzismo, la xenofobia, la dicriminazione razziale ed altre forme di intolleranza in tutto il mondo", si è rammaricata l'Alto commissario. Il razzismo e l'intolleanza - ha detto - sono realtà quotidiane , nei Paesi sviluppati e in via di sviluppo, sono "questioni globali ed è essenziale che siano discusse a livello globale". Fatto senza precedenti, a poche ore dall'avvio dei lavori della Conferenza, l'Onu non era in grado di fornire il numero di Paesi partecipanti, né la lista degli ospiti di alto livello. Secondo le informazioni disponibili a metà pomeriggio sono attesi a Ginevra, un solo capo di Stato (Iran), un solo primo ministro (Namibia), 34 ministri e circa 20 vice-ministri. Controverso protagonista della Conferenza, Amadinejhad prenderà la parola domani nella sala delle Assemblee del Palazzo delle Nazioni.
Aprirà il segmento di "alto livello" dei dibattiti della riunione, chiamata a fare il punto sui progressi compiuti nel raggiungimento degli obbietivi fissati a Durban nel 2001. In programma fino al 24 aprile, la conferenza dovrà pronunciarsi su un progetto di dichiarazione negoziata fino all'ultimo e ripulita via via dai riferimenti antisemiti, dai toni anti-occidentali su colonionalismo e dalla nozione di "diffamazione delle religioni", difesa dai Paesi musulmani ma invisa ai Paesi occidentali che memori delle vicende di Salman Rushdie e delle vignette danesi vi intravedevano un inaccettabile limite alla libertà di espressione. Alcuni osservatori temono ora che siano rimessi in causa i progressi raggiunti negli ultimi giorni di negoziati e che la Conferenza non riuscirà a lenire le ferite lasciate dal Vertice del 2001, abbandonato da Usa e Israle per protestare contro proposte che associavano razzismo e sionismo, poi escluse dalla dichiarazione finale adottata.
ANSA.
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