da waldgaenger » dom ago 30, 2009 11:41 pm
CATTOLICI TRADIZIONALISTI: BERLUSCONI E BOFFO SI DIMETTANO
domenica 30 agosto 2009 00:41
I cattolici tradizionalisti di Verona, Sacrum Imperium, Movimento Legittimista, in un comunicato stampa chiedono le dimissioni di Berlusconi, ma anche quelle del direttore del quotidiano della Cei, Dino Boffo. Ecco il comunicato integrale:
"Fra satiriasi e sodomia: not in my name
Berlusconi e Boffo si dimettano!
Certamente l’attacco portato ieri da Vittorio Feltri e da Il Giornale al direttore del quotidiano Avvenire, Dino Boffo, non muove da intenti encomiabili: a causa di festini a luci rosse, escort e impresentabili candidate imposte ai disgraziati elettori del centro-destra, il Presidente del Consiglio è oggetto di molti attacchi. Ma il fondatore dei canali Mediaset (che hanno eroso la pubblica moralità dell’Italia cattolica come nessun altro in questi anni) non ha trovato di meglio che vantarsi della sua incontenibile satiriasi. Quando la sua situazione è precipitata e si è fatta indifendibile, ecco escogitata la nuova linea difensiva da parte de Il Giornale, sintetizzabile in “muoia Sansone con tutti i filistei”. O, se si preferisce, “porco io? porci tutti”.
Ciò premesso, le censure di Feltri al direttore del quotidiano della Conferenza Episcopale Italiana, se confermate, non attengono a comportamenti privati: sono vicende ormai pubbliche, oggetto addirittura di un procedimento giudiziario conclusosi con patteggiamento e divenuto definitivo, che ha per sfondo (sfondo assolutamente torbido e ripugnante) quello di conclamati comportamenti omosessuali, riportati nei mattinali di Questura. Ed è ipocrita che gli attivisti omosex si lagnino di essere schedati dalla polizia: se lo Stato democratico-giacobino spia e accatasta fascicoli su tutti coloro che svolgono lecita, lecitissima e anzi a volte encomiabile attività politica ― le Digos che ci stanno a fare sennò? ― perché non dovrebbe schedare gli omosessuali, considerato l’enorme numero di delitti che si consumano fra di loro (139 solo in Italia, dal 1975 al 2000)?
Se Dino Boffo era davvero schedato come omosessuale notorio; se le risultanze sono quelle del Tribunale di Terni, e purtroppo questo nessuno l’ha smentito, come può il capo dei Vescovi italiani, Cardinal Angelo Bagnasco, i parati da messa indosso, affermare che «l'attacco che è stato fatto al dott. Boffo direttore di Avvenire è un fatto disgustoso e molto grave. Rinnovo al dott. Boffo direttore di Avvenire tutta la stima e la fiducia mia personale e quella di tutti i Vescovi italiani e delle Comunità cristiane»? Siccome di quelle «Comunità cristiane» facciamo parte anche noi, «not in my name» verrebbe da dire, non a nome nostro. Poiché una sola delle due è vera: o siamo in presenza di un’ignobile bugia, di un verdetto infamante e ingiusto verso un galantuomo oppure Dino Boffo deve dimettersi dalla direzione del giornale dei Vescovi italiani. Esattamente come Berlusconi deve farlo dalla carica di Presidente del Consiglio (e non vi sono perdonanze aquilane o no che tengano, visto che per la validità dell’indulgenza ci si deve prima confessare e comunicare, vale a dire chiedere e ricevere il perdono dei propri peccati).
Saremo antiquati (anzi, in verità ci gloriamo d’esserlo), ma continuiamo a pensare che chi governa o ricopre un ruolo di responsabilità o comunque pubblico (politico, magistrato, giornalista ecc.) dev’essere migliore dei governati o dei sottoposti, di coloro che sono da lui giudicati o che gli fanno fiducia per essere correttamente informati. Tanto più che la distinzione fra comportamenti pubblici e privati sfuma fino a estinguersi in chi svolge un ruolo pubblico. Un tempo l’Europa era governata da Re e Prìncipi santi. Non siamo condannati, né ci si deve rassegnare al peggio, anche se il sordido laicismo di Stato ne è la più triste garanzia.
Nel caso di Avvenire questo dovere di essere migliore quadruplica, considerando che si tratta del giornale dei Vescovi italiani; che gli atti imputati sono contro natura, cioè ricadono in uno dei quattro peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio; che non è in causa qui una semplice tendenza omosessuale disordinata, che in sé ancora non è peccato, bensì comportamenti sodomitici; che tali comportamenti hanno avuto purtroppo pubblico risalto e costituiscono peccato di scandalo, cui solo una pubblica soddisfazione (come dimettersi) può mettere riparo.
Fermo restando che tutti purtroppo cadiamo e che di qualunque peccatore Dio non vuole “la morte, ma che si converta e viva” (Ez. 33, 11), c’è tuttavia peccato e peccato e diverse sono inoltre le modalità del cadere: la Chiesa giustamente impedisce agli omosessuali di accedere a seminario e sacerdozio e ha sempre condannato, con tutta la Sacra Scrittura e la Tradizione, la sodomia quale peccato gravissimo. Se i Vescovi conciliari vogliono restare minimamente credibili, non possono tollerare che l’attuale direttore di Avvenire resti al suo posto. A meno che non si accerti l’assoluta sua innocenza rispetto ai fatti contestati. Diversamente si dovrebbe pensare che dietro le spaventose torsioni progressiste della dottrina, della verità e della morale cattolica intervenute dal concilio vaticano II in avanti, si celino spaventose cadute morali dei ministri consacrati (dall’avidità alla sensualità, dalla sodomia alla pedofilia): una ragione in più per temere il prossimo castigo di Dio.
Il Coordinatore Maurizio-G. Ruggiero
Verona, 29 agosto 2009"