|
|
|
Nascita e definizione di Gnosi |
|
|
|
|
Scritto da ITALIANO
|
|
venerdì 11 maggio 2007 |
|
Autore: Epiphanius
La gnosi nacque in ambiente giudeo-cristiano nutrendosi di un pensiero specificamente ebraico, preso a prestito da tutto un bagaglio letterario dell'Antico Testamento, anche se il suo vocabolario proviene dal greco e dalle formule pseudo-filosofiche dell'Egitto e dell'Iran" E. Couvert "De la gnose a l'oecumenisme"
Recente affermazione fondata sulla scoperta avvenuta in Egitto a Nag Hammadi, vicino a Luxor, negli anni '50, di una biblioteca gnostica in lingua copta. Prima di tale data era corrente invece definire la Gnosi come risultato di un miscuglio sincretistico di pensieri religiosi più antichi di quello cristiano, mutuati dall'India, dall'Egitto, dalla Persia e dalla Grecia.
La Gnosi sviluppò, praticamente all'indomani della morte di Gesù, un insegnamento originale, peculiare, sempre destinato ad una ristretta cerchia di iniziati, mirato a scoprire nell'insegnamento del Signore verità più profonde di quelle semplici, evangeliche, alla portata di chiunque. Serviva cioè distinguere, secondo costoro, fra un insegnamento essoterico ad usum popoli e un insegnamento esoterico, segreto, riservato da Gesù e dagli apostoli ad una ristrettissima cerchia di iniziati superiori. Questo sarebbe il motivo, secondo gli gnostici, la molla segreta dell'esplosiva espansione del cristianesimo e ad esso occorreva rivolgersi per trovare le risposte a problemi esistenziali fondamentali come quello del Male.
Il Male, sentenziavano, non viene dall'uomo, ma dal mondo divino, da un dio cattivo, il Dio degli ebrei-cristiani (i profeti non annunciavano infatti solo sventure?), un dio inferiore, ignorante, che dalla materia eterna increata avrebbe tratto il mondo così come lo conosciamo, con un'opera quindi non di creazione, ma di organizzazione, di trasformazione della materia, da cui l'appellativo conferitogli di Demiurgo (=artigiano). In essa avrebbe imprigionato l'uomo, allora essere puro e spirituale, godendo successivamente delle sofferenze in cui l'uomo si dibatteva nel tentativo di liberarsi dalla materia che lo degradava ad essere inferiore a Dio.
Di converso gli gnostici, nella loro distorta e arbitraria teologia, postulavano l'esistenza di un Dio buono, inaccessibile e indifferente alle cose umane (ma dove sarebbe allora la sua bontà?), che tutto compenetra e avvolge, da essi di volta in volta denominato "Straniero", "Abisso originale", "Pleroma" (=pienezza), "Gran Tutto". Esso si sarebbe espanso fuori di sè per "emanazione" generando una molteplicità di esseri - fra cui gli Angeli e il Demiurgo - denominati a seconda delle epoche "Eoni", "Syzygie", "Arconti", o, nella Cabala ebraica, "Sephirot".
L'espansione di questo Dio-Tutto sarebbe perennemente in corso, da cui il carattere in divenire del mondo, dell'universo. Il mondo, essenza stessa del Dio buono, sarebbe dunque divino, in quanto generato e non creato dal nulla. Il processo di espansione, a causa dell'intervento maldestro e indesiderato del Demiurgo, avrebbe invece subito un rallentamento ostacolando così l'evoluzione verso il ricongiungimento degli spiriti gnostici col proprio Dio-Tutto. Di qui il concetto di caduta originale, causata però non da Adamo, ma dal Dio dei cristiani, Jahvè.
Se il Male dunque non proviene dall'uomo, egli non può esserne responsabile: inutile quindi l'ascesi cristiana che non darebbe garanzie di salvezza eterna, inutile ogni lotta alle tentazioni e alle debolezze, inutile ogni sforzo di perfezionamento; la salvezza, la liberazione cui tendere è piuttosto quella dalla materia in cui l'ignobile Demiurgo - il Dio dei cristiani - ha imprigionato l'uomo, onde riaccedere a quello stato di scintilla divina primordiale, emanazione del Dio buono.
Ciò che colpisce in queste dottrine, espresse per di più in termini oscuri e arcani, è la mancanza di logica e collegamento nei vari passaggi. Ad esempio porre la creazione al di fuori del "Dio buono" - quando invece gli dovrebbe appartenere essendo parte di esso - e nello stesso tempo ritenere la materia Caos, Tenebra, Vuoto, rivolta perciò contro di lui, è limitare il concetto stesso di Dio, proprio nei suoi precipui attributi di puro Essere. Parimenti, afermando che la materia è infinita, quindi identificabile con Dio stesso (panteismo = Dio ovunque), non vien detto come essa, che è parte del Pleroma, il Gran-Tutto definito come Dio-Buono, e quindi buona in sé, possa allo stesso tempo incorporare il male.
Ma tralasciamo per un attimo il dominio delle contraddizioni. La via per giungere alla "scintilla primordiale" passa, secondo gli gnostici, attraverso l'insegnamento esoterico del Cristo, il maggiore dei Grandi Iniziati, che procura la salvezza attraverso la Gnosi (=conoscenza). Il mezzo è la magia, che conduce l'uomo al "risveglio", al suo stato primordiale divino, al contatto con le entità primordiali superiori.
Superfluo osservare che le verità del Credo sono qui apertamente negate: Passione, Morte e Risurrezione di N.S. Gesù Cristo sono ridotte a simboli senza fondamento, dal momento che l'uomo non ha più bisogno di essere redento in quanto non peccatore, essendo invece vittima del dispotismo del Demiurgo. Secondo costoro, il Cristo-Lucifero (=Portatore di Luce) gnostico non ha punto indicato una via di redenzione, ma ha bensì svelato a chi non ne era a conoscenza che l'uomo da sempre è Dio, e che il nemico che gli impedisce, tramite la superstizione e l'ignoranza religiosa, di accedervi, è Jahvè, il Dio dei cristiani.
Si postula che nella materia si annidi il male per cui anche il corpo umano è cattivo e si pone nel contempo il problema del rapporto con la "scintilla divina", emanazione del Dio-Tutto, buono; di qui la necessità di individuare la parte buona, secondo questa dottrina, dell'uomo.
A tal fine gli gnostici individuano in esso tre parti: la parte carnale, cattiva, o, secondo il linguaggio gnostico, "soma", una parte psicologica sede di passioni, o "psiche", e la parte che si identifica con la scintilla divina, lo "pneuma". Secondo tale via i conti tornano: la psiche è la forza cattiva che sostiene la materia, mentre lo pneuma, essendo consustanziale al Dio-Pleroma, rimane indifferente e impassibile alle vicende del corpo. L'uomo nella sua essenza non è dunque responsabile delle sue azioni, che sono invece da imputare alle forze di quella psiche materiale di cui, senza volerlo, si è ritrovato dotato.
In nuce troviamo tutto il protestantesimo di Lutero: le opere sono inutili all'uomo, essendo per sua natura di atti buoni, la salvezza può guingere solo attraverso la fede, una fede s'intende iniziatica. Il pensiero gnostico precorre anche la moderna psicanalisi, che intende sollevare l'uomo dal problema del Bene e del Male, rinviando a un non ben definito inconscio situato nella psiche la responsabilità delle azioni intrinsecamente cattive attuate dall' "Io". Per gli psicanalisti l'inconscio, o Es, di cui l'individuo è dunque vittima innocente, sarebbe sede delle pulsioni istintive alle uali, a loro dire, è bene l'uomo dia libero sfogo per non crearsi perniciosi "complessi" di colpa. Di qui l'induzione al peccato attraverso la liberazione sessuale, la droga e ogni altra perversione ben nota.
Jung afferma, in tal senso: «Ciò che è sorprendente nei sistemi gnostici è che essi sono esclusivamente basati sulle manifestazioni dell'inconscio e che i loro insegnamenti morali non arretrano dinanzi agli aspetti meno chiari della vita (fra parentesi questo inconscio è la psiche degli gnostici, sede delle passioni che agitano il corpo). Non credo di andare troppo lontano dichiarando che l'uomo moderno, contrariamente al suo fratello nel XIX secolo, si rivolge verso la psiche con grandi speranze senza far riferimento ad alcuna credenza tradizionale, ma piuttosto nel senso di un'esperienza religioso-gnostica»
L'avversione al mondo materiale ha suscitato negli gnostici due atteggiamenti solo apparentemente antitetici: l'astinenza da ogni rapporto sessuale e il libertinaggio più sfrenato.
Entrambi, infatti, sono espressione di odio e disprezzo per il corpo, sia negandogli l'uso della sessualità, sia col trascinarlo in ogni rovinoso eccesso.
Regola generale gnostica fu però in ogni epoca il rifiuto della procreazione giacchè il Demiurgo avrebbe esortato gli uomini a crescere e moltiplicarsi solo per perpetuarne l'odio e l'infelicità su questa terra. Di qui la astinenza forzata, l'abolizione del matrimonio, l'uso dei contraccettivi,, l'aborto, la sterilizzazione, la sodomia, la pedofilia, fino all'orgia rituale che collettivamente sostanziava il rifiuto della vita. Tutti atteggiamenti che nel pensiero gnostico tendono ad interrompere la continuazione della specie umana, vista come penosa sventura, liberando invece attraverso la morte il pneuma, l'anima, l'essenza divina prigioniera del corpo. Si spiegano in tal modo anche le motivazioni più profonde dei suicidi dei Catari, degli infanticidi degli Anabattisti e, probabilmente, di tante guerre e rivoluzioni moderne i cui moventi riportati nei libri di Storia sono a dir poco irrealistici.
E quanta attualità del pensiero gnostico dei primi secoli dopo Cristo!
L'uomo moderno, infatti, è iniziato alla gnosi senza che se ne renda conto. L'aspetto più preoccupante, tuttavia, dell'inarrestabile espansione della gnosi nella società moderna, deriva dalla diffusione, effettuata con un'abilità seconda solo alla perfidia, di un opportuno état d'esprit, favorevole all'affermazione e alla glorificazione del Male, della distruzione, della perversione, dell'irrazionale in quanto tale, e ostile ad ogni forma di Bene, di azione costruttiva, di virtù, di razionalità, di buon senso.
Facendo leva sul conformismo, sullo spirito di emulazione e sull'istinto gregario dell'uomo (e del giovane in particolare) questi viene indotto a conformarsi a questo état d'esprit con comportamenti istintuali, autodistruttivi e innaturali.
Il tutto avviene senza che l'uomo ne sia conscio, se ne renda conto, anche se esso avverte quasi sempre un certo disagio del quale non riesce tuttavia a definire e riconoscerne la natura e le cause, e che determina in misura crescente crisi, depressione, follia suicida e omicida. Un utile ruolo depistante è qui giocato dalla psicoanalisi e dalla psicoterapia, che quale antidoto a tale disagio suggeriscono dosi ulteriori degli stessi comportamenti che hanno già causato il disagio medesimo.
Per creare questo état d'esprit gli artefici si basano su consolidate tecniche di manipolazione della coscienza, servendosi dei personaggi che si susseguono sulla ribalta dell'attualità, comparendo e scomparendo sotto la loro sapiente regia e interpretando ciascuno il ruolo loro assegnato.
Divi dello spettacolo, della musica rock, della TV, dello sport, della politica, del mondo scientifico e letterario, si susseguono incessantemente sotto le luci della ribalta, funzionali a questa o quella parte della tragica commedia, siano essi consapevoli o inconsapevoli strumenti.
Gli effetti tremendi dell'immersione totale e costante, per anni, del pubblico in un ambiente artificiale finalizzato alla diffusione di modelli banali, amorali, perversi e negativi, sono rilevati ed apprezzati, ormai, solo da quell'infima minoranza che, bandendo la TV, cinema, concerti rock, discoteche etc. percepiscono il progressivo degrado morale ed intellettuale di coloro che li circondano. Dal carattere totalizzante di questa immersione della massa della società deriva pure l'incapacità dell'uomo comune di realizzare o ricordare modelli comportamentali assai più virtuosi, che fino a poco tempo fa esistevano quasi ovunque e sono stati distrutti. Modelli che gli assicuravano una vita serena e pacifica, della quale è rimasto solo un vago e nostalgico ricordo, che riaffiora però con prepotenza nelle rare pause del suo vivere convulso e artificioso.
Senza tema di smentite si può dunque affermare che l'origine di questa autentica tragedia è da ricondurre all'iniziazione dell'uomo moderno al pensiero gnostico, pensiero che, con i prossimi messaggi, tenterò di tracciare per quanto concerne storia, sviluppo e diffusione.
È importante comunque sottolineare un'ultimo aspetto. Lo gnostico per definizione è antinomista (dal greco anti = contro, nòmos = legge). Cos'è infatti la legge in una società sana se non una regola, un mezzo per disciplinare i comportamenti dei suoi membri e volgerli al Bene colpendo i trasgressori, quindi impedire il Male? E poichè il Bene Sommo è Dio, la legge dovrà coniugarsi con la Sua legge, in tal modo orientando gli uomini a conoscere e amare il Bene su questa terra onde acquisire i meriti indispensabili per accedere alla ricompensa eterna. Non così per lo gnostico. Egli sa, egli è Dio, perchè è riuscito a liberare il "pneuma" dall'involucro della materia cattiva che lo avvolgeva. Egli è convinto di possedere già tutti gli attributi di Dio e di non doversi sottomettere ad alcuno, essendo ormai parte del Gran Tutto in cui si perde e si confonde.
Eloquente in proposito la dichiarazione di un personaggio italiano che, a quanto riferisce La Stampa, ama proclamarsi figlio di Satana, in quanto «Uno che crede nel principio filosofico del satanismo, e cioè che la divinità risiede all'interno dell'uomo e della donna, non in un'entità astratta»
Il vero gnostico in realtà è colui che ha accolto in toto l'eco del non serviam, il grido di Lucifero che, riecheggiato fra gli angeli, fu udito anche da Nostro Signore quando, venuto in terra, raccontò Egli stesso la parabola. «Un uomo di nobile stirpe partì per un paese lontano per ricevere un titolo regale e poi ritornare [...] Ma i suoi cittadini lo odiavano e gli madarono dietro un'ambasciata a dire: «Non vogliamo che costui venga a regnare su di noi»
Lo gnostico è il perpetuatore dello spirito di rivolta che animò l'antico tentatore quando sussurrava ad Adamo ed Eva l'eritis sicut Dei, solo che mangiate dall'Albero della Conoscenza (= Gnosi). Tanto basti, chè gli stessi adepti delle sette gnostiche degli Ofiti o Naasseni (ophis in greco e naas in ebraico significano serpente) ammettevano: «Noi veneriamo il serpente perchè Dio l'ha posto all'origine della Gnosi per l'umanità: egli stesso ha insegnato all'uomo e alla donna la completa conoscenza degli alti misteri» (E. Couvert)
|
|
|
Frase casuale |
|
“La verità per luce, la carità per ragione, l'eternità per fine” Sant'Agostino |
Sito ottimizzato per
|
|