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		<title>Joomla! powered Site</title>
		<description>Joomla! site syndication</description>
		<link>http://www.tradizione.biz</link>
		<lastBuildDate>Mon, 12 May 2008 22:26:39 +0100</lastBuildDate>
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			<title>Powered by Joomla!</title>
			<link>http://www.tradizione.biz</link>
			<description>Joomla! site syndication</description>
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			<title>L'aborto e la sindrome del sopravvissuto</title>
			<link>http://www.tradizione.biz/politica/aborto/laborto-e-la-sindrome-del-sopravvissuto.html</link>
			<description>Segnalato da Forza Nuova (http://www.forzanuova.org (http://www.forzanuova.org))



 L&amp;rsquo;aborto ha trasformato i figli, i nostri figli, in un esercito di sopravvissuti, &amp;ldquo;survivors&amp;rdquo;, come la psicologia anglosassone chiama chi &amp;egrave; passato attraverso un pericolo mortale. Da qui l&amp;rsquo;insicurezza, la fragilit&amp;agrave; che caratterizza i giovani delle grandi societ&amp;agrave; abortiste d&amp;rsquo;Occidente&amp;hellip;
 
 di Claudio Ris&amp;eacute;
 


  L&amp;rsquo;aborto non &amp;egrave; solo il pi&amp;ugrave; preciso indicatore della vitalit&amp;agrave;, o delle tendenze mortifere, di una societ&amp;agrave;, come abbiamo visto la scorsa settimana. E&amp;rsquo; anche l&amp;rsquo;indicatore della salute mentale dei suoi componenti. 
 La societ&amp;agrave; che legittima ed utilizza l&amp;rsquo;aborto ha due caratteristiche precise. La prima &amp;egrave; l&amp;rsquo;onnipotenza: la fantasia di potere sulla vita e sulla morte. L&amp;rsquo;altra, poich&amp;eacute; l&amp;rsquo;onnipotenza nell&amp;rsquo;uomo non pu&amp;ograve; essere che immaginaria, &amp;egrave; quel profondo senso di insicurezza che si impadronisce di chi si &amp;egrave; illuso di possederla.

 Il terreno su cui si gioca la difficile partita dell&amp;rsquo;equilibrio umano &amp;egrave; quello oggi prediletto dai moderni deliri tecnoscientifici, e dai sistemi totalitari che li hanno coccolati fin dall&amp;rsquo;inizio per i sogni di potere che essi lasciano immaginare: il campo della nascita, e della morte. E&amp;rsquo; l&amp;igrave; che si legittimano, ed utilizzano, appunto le pratiche dell&amp;rsquo;aborto e dell&amp;rsquo;eutanasia, come strumenti di un potere sulla vita, che dischiude fantasie di immortalit&amp;agrave;. Sono i punti estremi di quel &amp;ldquo;biopotere&amp;rdquo;, o potere sulla vita, nel quale il filosofo Michel Foucault aveva individuato una delle caratteristiche della modernit&amp;agrave;. 
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			<category>Politica - Aborto</category>
			<pubDate>Wed, 07 May 2008 13:23:11 +0100</pubDate>
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			<title>Feto: una parola artefatta</title>
			<link>http://www.tradizione.biz/politica/aborto/feto-una-parola-artefatta.html</link>
			<description>Segnalato da: FORZA NUOVA (http://www.forzanuova.org (http://www.forzanuova.org))



La parola  feto  dovrebbe essere bandita dall'uso comune. Nell'epoca delle ecografie a quattro dimensioni e degli studi comportamentali, sappiamo benissimo che non esiste differenza sostanziale tra il bambino prima della nascita e dopo il parto. Gi&amp;agrave;: allora perch&amp;eacute; usare due termini diversi per parlare della stessa cosa? Eppure lo chiamiamo feto un minuto prima e bambino un minuto dopo. Cosa &amp;egrave; cambiato? Sul piano fisico assolutamente nulla. Si &amp;egrave; chiuso (e non sempre) un canale tra aorta e arteria polmonare e poco pi&amp;ugrave;. E' arrivata la luce agli occhi (ma gi&amp;agrave; arrivava attraverso la parete sottile del pancione) ed &amp;egrave; entrata l'aria nei polmoni. Non ci sembrano cambiamenti sostanziali: anche prima di nascere il  feto , si succhiava il pollice, poteva sentire il dolore, aveva memoria, sentiva le voci, gli/le batteva il cuore. Certo: ora l'ossigeno arriva dall'aria e non dal cordone ombelicale... ma non sono le differenze strutturali che determinano le differenze ontologiche.

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			<category>Politica - Aborto</category>
			<pubDate>Fri, 21 Mar 2008 05:05:45 +0100</pubDate>
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			<title>Citazioni sioniste</title>
			<link>http://www.tradizione.biz/politica/sionismo/citazioni-sioniste.html</link>
			<description>DAVID BEN  GURION
PRIMO MINISTRO D'ISRAELE, 1949 - 1954, 1955 -  1963

&amp;laquo;Noi dobbiamo espellere gli arabi e  prenderci i loro posti&amp;raquo;.
David Ben Gurion, 1937, Ben Gurion  and the Palestine Arabs, Oxford University Press, 1985.

&amp;laquo;Dobbiamo  usare il terrore, l'assassinio, l'intimidazione, la confisca delle terre  e l'eliminazione di ogni servizio sociale per liberare la Galilea dalla  sua popolazione araba&amp;raquo;. 
 David Ben-Gurion, Maggio 1948, agli ufficiali dello  Stato Maggiore. Da: Ben-Gurion, A Biography, by Michael Ben-Zohar, Delacorte,  New York 1978.

&amp;laquo;Ci sono stati l'anti-semitismo, i nazisti, Hitler, Auschwitz,  ma loro in questo cosa centravano? Essi vedono una sola cosa: siamo venuti e  abbiamo rubato il loro paese. Perch&amp;eacute; dovrebbero accettarlo?&amp;raquo; 
Riportato  da Nahum Goldmann in Le Paraddoxe Juif (The Jewish Paradox), pp.  121-122.
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			<category>Politica - Sionismo</category>
			<pubDate>Tue, 22 Jan 2008 09:15:21 +0100</pubDate>
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			<title>Pianificare la società multietnica vuol dire pianificare la catastrofe</title>
			<link>http://www.tradizione.biz/politica/immigrazione/pianificare-la-societa-multietnica-vuol-dire-pianificare-la-catastrofe.html</link>
			<description>di Francesco Lamendola


Da anni e anni ci sentiamo ripetere che realizzare la  societ&amp;agrave; multietnica  &amp;egrave; il grande obiettivo del terzo millennio, il luminoso futuro che ci attende al di l&amp;agrave; del post-moderno.

Da anni ci sentiamo ripetere, come un ritornello, quanto sia bella, desiderabile e felice una societ&amp;agrave; multietnica; dove razze, culture e religioni diverse coesistano armoniosamente e dove le barriere dell'incomprensione, del pregiudizio e dell'intolleranza - residuo di un passato vergognoso e da dimenticare - siano abbattute per sempre.

Le autorit&amp;agrave; politiche ci ripetono che tale &amp;egrave; il nostro  destino manifesto ; quelle economiche, che noi abbiamo assoluto bisogno di lavoratori immigrati per tenere alto il nostro tenore di vita e per riempire i vuoti demografici dovuti alla bassa natalit&amp;agrave;; quelle religiose ci ricordano il dovere cristiano dell'accoglienza; quelle culturali ci assicurano che ci&amp;ograve; costituir&amp;agrave; un impagabile arricchimento per il pensiero, l'arte e la scienza. Tutti insieme appassionatamente ci rintronano gli orecchi con lo stesso motivo, una mescolanza di utilitarismo esplicito e di umanitarismo e democraticismo zuccherosi.

Ma &amp;egrave; proprio cos&amp;igrave;?
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			<category>Politica - Immigrazione</category>
			<pubDate>Mon, 21 Jan 2008 07:06:09 +0100</pubDate>
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			<title>La legge sull'aborto è basata su una truffa</title>
			<link>http://www.tradizione.biz/politica/aborto/la-legge-sullaborto-e-basata-su-una-truffa.html</link>
			<description>Segnalato da: Forza Nuova (http://www.forzanuova.org (http://www.forzanuova.org))


I dati forniti negli anni settanta, con cui gli italiani furono convinti a votare a favore, erano gonfiati. Veri invece i 4 milioni e 500 mila bambini morti da allora...

Secondo Marco Pannella erano  un milione o un milione e mezzo  gli aborti clandestini che si facevano prima della legge 194 (tg5, venerd&amp;igrave; sera). Con tante donne vittime. Per questo si &amp;egrave; voluto l'aborto legale e assistito. Premesso che &amp;egrave; un argomento per me insensato perch&amp;eacute; anche gli omicidi sono migliaia, ma nessuno propone di  risolvere  il problema legalizzando l'omicidio, bisogna capire, una volta per tutte, se quel dato &amp;egrave; vero o falso. Intanto le cifre erano visibilmente sparate a caso. Per esempio secondo la proposta di legalizzazione fatta dal Psi al Senato nel 1971 erano ogni anno dai 2 ai 3 milioni gli aborti clandestini con circa 20 mila donne morte (nell'ana logo progetto presentato alla Camera le morti lievitavano inspiegabilmente a 25 mila). Sui giornali le cifre oscillavano in modo abnorme: il  Corriere della sera  del 10 settembre 1976 per esempio dava da 1,5 a 3 milioni di aborti clandestini l'anno. E  Il Giorno  del 7 settembre 1972 da 3 a 4 milioni l'anno. In sostanza si davano i numeri (da 1,5 a 4 milioni), del tutto incontrollati e mai provati. Ma questa ossessiva campagna produsse la sensazione dell'emer genza nazionale e fece passare la legge 194.
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			<category>Politica - Aborto</category>
			<pubDate>Mon, 07 Jan 2008 03:12:20 +0100</pubDate>
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