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Scritto da LuceRiflessa
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venerdì 25 maggio 2007 |
Sepolcri imbiancati.
Quando anche alle donne occidentali sarà imposto il velo?
La domanda non è poi così assurda, considerata l’accelerazione degli avvenimenti sempre più strumentali alla sola convivenza civile, espressione dietro cui si cela l’intento, da lungo programmato di far confluire ogni uso, credo e cultura in un informe miscuglio, in cui, definitivamente, si annienti la specificità cattolica, bersagli principali degli strali relativisti.
I retaggi cristiani dell’occidente cattolico sono infatti quelli che più urtano i progressisti che li giudicano obsoleti e d’intralcio, in quanto privi della funzionalità diplomatica richiesta dall’intercultura e offensivi di chi non li condivida o non li abbia nel proprio patrimonio genetico.
Impoverita e smembrata, la coscienza collettiva dell’Europa è resa va del determinismo pluralista e se da un lato, socialmente prevalgono menzogna e violenza, dall’altro, in ambito religioso domina oggi la giusta volontà di abbattere del cattolicesimo tutto ciò che mini gli equilibri terreni. Occorre quindi, per volere di tanti che non lo esprimono con le parole, ma con i fatti, eliminare anche il ricordo di Cristo Signore, soprattutto perché nemico del male, che Egli fa discernere, anche quando si traveste da bene.
L’occidente, alla deriva, dopo aver innalzato a valori inalienabili corruzione e materialismo, orgiasticamernte proliferati nei nostri tempi, si compiace di intellettualizzare ogni depravazione, ritenendosi aperto e altruista verso tutti, ma mettendo alla gogna chi osi contrapporsi alla nuova, deleteria etica globale.
Quanto esiste di più lesivo della dignità umana è ormai approvato, diffuso e approfondito dai potenti e dalle masse, psicologicamente inermi e povere dottrinalmente, come conquista democratica. Della situazione approfittano gli avversari della Chiesa Cattolica, della quale gestiscono debolezza e lassismo per accampare presunti diritti sulla modifica dei principi per loro scomodi.
L’apertura indiscriminata alle pretese di chicchessia, in nome dell’integrazione, mostra la noncuranza e l’opportunismo di gran parte del clero e della classe politica che fingono d’ignorare la destabilizzazione della Chiesa di Roma. Essi, in fondo, evidenziano la dipendenza incondizionata dai dettati delle lobby economico-massone, impegnate ad abbattere i regimi d’ispirazione cattolica, ottenendo dalla collettività consensi pienamente ricettivi dei loro interventi corruttori.
I nuovi codici comportamentali sono perciò improntati ad una forma di dialogo che deve svolgersi sia per il Vaticano sia per gli stati laicizzati sul percorso obbligato dall’arrendevolezza agli interlocutori, nemici della civiltà occidentale, e di conseguenza alle loro richieste esose e inaccettabili.
La rabbia musulmana per il discorso del Santo Padre in Germania ci dice, senza ombra di dubbio, che il confronto democratico deve prescindere dalla Verità, anche storica. E deve svolgersi su un piano di perfetta parità, perché, in caso contrario, sorgono problemi e questioni internazionali ricattatorie che costringono addirittura alle scuse ufficiali del Papa e lo mettono in condizioni dio essere ammonito e corretto dagli IMAM, oltre che di essere oltraggiato.
Democrazia, interculturazione, dialogo e accoglienza, dovunque, valgono per tutti, tranne per i cattolici, chiamati ad osservare il silenzio in qualunque occasione. La virtù stessa è ridotta a capacità di vita civile cioè al saper regolare le forze del mondo a scopi umanistici. Il moderno machiavellismo, dunque, impone a tutti nuovi ideali pragmatici che, sublimati dal sistema mediatico, spingono a raggiungere gli obiettivi materiali, stabiliti dagli schemi del potere laico e clericale, nemico irriducibile dell’ascetismo che salvifica, avendo, all’uopo, modificato il concetto di salvezza.
Siamo figli di un tempo che ha reso incapaci di sollevarsi al di sopra di esso per guadagnare posizioni spiritualmente elevate alla sequela del Salvatore. Oggetto di critica costante è, infatti, il pensiero dei pochi che, fermamente, si oppongono alle nuove categorie della riflessione politica e religioso-moralizzante dei teologi riformati, categoria che, segnando inequivocabilmente la rottura con il passato, risultano assolute e prive di sacralità.
Le attuali impostazioni teologiche e dottrinali tendono, sostanzialmente, a defluire l’epilogo dell’universalità cattolica e a lacerare l’unità dei credenti a favore dei Giudei e Musulmani che dominano sull’occidente, dove trovano accettazione, sostegno e passiva rispondenza, fino a permeare di sé l’orientamento comune.
Bel recente convegno ecclesiale di Verona da qualche Autorità Ecclesiale i cattolici sono stati invitati a non giudicare e a porsi in ascolto di tutti oltre che a maggiore incisività nell’ambiente in cui operano.
Ci si chiede cosa dobbiamo ascoltare e imparare dai negatori di Cristo. Si ha la netta sensazione che la Gerarchia Vaticana viva in un mondo lontano dalla realtà delle parrocchie, di cui volontariamente ignora lo stato di scristianizzazione e di desolazione liturgica e dottrinale.
Di contro, il Santo Padre ha spronato ad un uso razionale del dialogo; ma le sue parole, giuste e sante, che raccomandano la fermezza nella fede non possono essere seguite dal vero Cattolico, perché quando questi osi difendere la Tradizione dei Padri e l’incorruttibilità del suo credo, è accusato di xenofobia, arretratezza, integralismo nonché di non favorire la pace da quegli stessi prelati che intendono includere nel significato di Chiesa oltre credenze e confusioni.
In tal modo, dal magistero ecclesiale si è spinti a ritenere tutte le religioni uguali e tutti gli uomini fratelli, nonostante troppi di loro rifiutino il Battesimo che li renderebbe veramente figli di Dio e pecore di un unico Ovile.
Siamo costretti ad accettare confusione e ambiguità, propinati da opinabili guide spirituali, non in grado di delineare una via retta e decisa, priva dio tortuosità ecumeniste.
In simile contesto, frutto di un’eccellente e occulta orchestrazione, è divenuto materiale per la moltitudine dei fedeli accettare e fare propri la nuova celebrazione di Bugnini che sostituisce la S.Messa, la Comunione sulle mani e amministrata anche dalle donne, gli incontri interreligiosi, il relativismo, la costruzione di moschee, incoraggiate e benedette dai Vescovi cattolici, oltretutto finanziate con denaro pubblico, la riabilitazione del giudaismo anticristico, in funzione del quale si vuole abolire il limbo e si cercano cavilli “legali” nelle Sacre Scritture.
La pastorale modernista odia e disprezza la Santa Tradizione, mentre è disponibile ai compromessi dottrinali e ad abbracciare i negatori di Cristo e della Sua Chiesa, forse per la speranza di non caderne vittima come il cattolicesimo, svenduto per trenta denari all’iniquità, senza vergogna.
Anche il “motu proprio” del Papa sulla liberalizzazione del messale di San Pio V ovvero della sola, vera Santa Messa Cattolica, spuria di giudaismo e protestantesimo, prima ancora di essere ufficialmente pubblicato, ha generato la rabbia e l’ostilità dei novatori riformisti alla scuola di Lutero.
Basta, fra tanti, esaminare le esternazioni del, purtroppo, liturgista Rinaldo Falsino per rendersene conto. Il nostro definisce “inconcepibile”l’equiparazione della S.Messa Tridentina a quella attualmente celebrata. Secondo lui, infatti, il Messale di S.Pio V, benché ratificato dal pronunciamento ex cathedra di un Pontefice canonizzato, corrisponde ad una fase storica superata dal Concilio e volerlo reintrodurre significa mangiare “un cibo ormai avariato”; infatti, sarebbe un hobby sciocco quello di voler usare un vestito che non sta più addosso” (Adista del 21 ottobre del 2006).
L’illuminato liturgista, senza pudore, cita Anmnibale Bugnini che definì abrogato per sempre il Messale di San Pio V, sebbene non sia vero, come dimostra l’indulto concesso da G.Paolo II nel 1984 al riguardo.
Dobbiamo credere al Santo padre, quando afferma che il Concilio non ha rotto con la Tradizione o alle collegiali conclusioni di certo Clero apertamente contrarie?
Il disamore al gregge imperversa incontrastato nella Chiesa di Roma e, nella lotta della Santa Messa Cattolica, nelle profanazioni eucaristiche quotidiane, nelle omelie fredde e teologicamente perverse, si nota l’assenza dello Spirito Santo, Che troppi chiamano a testimone del loro operato “contrafideum”. Poco interessano al “parlamento vaticano” Cristo Signore e il Suo Sacrificio antiecumenico e di ostacolo alla fratellanza universale d’ispirazione giacobina.
Si predica che la Chiesa non è il Regno di Dio e che la Chiesa di Dio è tutta l’umanità, fatta di credenti e non credenti, perché Dio è il Padre di tutti.
Fino a quarant’anni fa, non è stato insegnato che per essere figli di Dio bisogna battezzarsi, nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, proprio nel nome della SS.Trinità, Che i nostri “fratelli” lontani rifiutano e per la Quale i cattolici sono chiamati idolatri?
Siamo sicuri che questa Chiesa così umanitaria ed egualitarista sia gradita a Colui che l’ha fondata con il Sangue?
Gloria all’Eterno Dio, Uno e Trino.
Bojano, li 05.11.06
Pia Mancini
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Frase casuale |
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