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"Inconciliabilità" tra la Tradizione e il conciliarismo PDF Stampa E-mail
Scritto da Savonarola   
marted́ 05 giugno 2007
lettera M.Williamson 2003 - Motivi dell'impossiblità di unire la Tradizione con la Chiesa conciliare, considerazioni sul "sedevacantismo" e "indultismo" 
R.R. 1, BOX 97 A-1
Winona MINNESOTA 55987
(507) 454-8000
1 febbraio 2003                    
CARA ROMA, NON È SUFFICIENTE
Cari amici e benefattori,
Tra la migliaia di detti di S. Agostino c’è il principio per cui, “Nelle cose certe: unità, nelle cose dubbie: libertà, in tutte le cose: carità”. Se nella Chiesa cattolica odierna ci fosse poca confusione, significherebbe che ci siano molte certezze, quindi dovremmo aspettarci molta unità, ma siccome ci sono invece molti dubbi e molta confusione, certamente dobbiamo acconsentire ad un corrispondente grado di libertà. Per conto mio, sono sicuro che la Fraternità S.Pio X ha la soluzione a lungo termine della presente confusione della Chiesa. La confusione deriva dalla tentazione di mischiare il Cattolicesimo con i principi del mondo moderno. La soluzione sta nel denunciare questi principi e rifiutare anche ogni minima mescolanza. Non possiamo però aspettarci che tutti i cattolici capiscano questo, o lo accettino, in un batter d’occhio, ma è mio compito spiegare pazientemente perché sono così sicuro che la Fraternità S.Pio X abbia ragione. Lasciatemi allora gentilmente rispondere ad un recente editoriale scritto da – sotto tutte le apparenze – onorabile prete in una – sotto tutte le apparenze – onorabile rivista mensile cattolica degli Stati Uniti. Potrei fare il nome di entrambi ma, per focalizzare meglio l’argomento, permettetemi di non nominarli.
“L’unica questione che importi sono le anime”, dice l’editorialista, Don J., e a causa di due recenti fatti in cui vide ferire le anime, fece in quest’editoriale lo stesso appello, sia alle autorità di Roma che al Superiore Generale della Fraternità S.Pio X affinché arrivino ad un accordo. Il primo fatto successe in Roma, dove Don J. vide nella Basilica di S. Pietro proibire ad un giovane prete della Fraternità di S. Pietro di celebrare la Messa Tridentina la mattina presto in occasione di un pellegrinaggio di “Latin Mass?”. Il secondo fatto si verificò a Ridgenfield in Connecticut dove, dopo che un prete della   Fraternità S.Pio X aveva celebrato in un nostro Priorato la Messa funebre per una devota ragazza per la quale aveva officiato anche Don J., Don J. stesso fu invitato dal prete a condurre il rituale della sepoltura al cimitero, che fece con piacere.
Così nel suo editoriale Don J. si appellava a Roma affinché garantisse, ai cattolici inclinati verso la tradizione, una struttura canonica che li proteggesse dalle vessazioni della gente diocesana che si sentiva minacciata da ogni manifestazione di spiritualità preconciliare. E dall’altro lato, si appellava al Superiore Generale della Fraternità S.Pio X, il vescovo Bernard Fellay, affinché considerasse seriamente l’offerta fatta del Papa alla Fraternità di un’“amministrazione apostolica universale”. Don J. presupponeva che Mons. Lefebvre l’avrebbe accettata, perché “le anime non sono una delle tante questioni, ma la sola questione che importi”.
Caro Don J. il suo è, se così posso dire, un nobile appello. Lei è certamente ataccato al primato delle anime, e dei valori della spiritualità preconciliare – Cattolica, s’intende-. Ma ha capito a pieno la guerra di religione – non è altro – che sta imperversando da 40 anni tra il Conciliarismo e il Cattolicesimo? I Romani o i Conciliaristi diocesani sono, è chiaro, perfettamente liberi di presentarle la loro visione della faccenda, e possono persuaderla che la Fraternità S.Pio X e coloro che la pensano allo stesso modo sono orgogliosi, intransigenti, senza carità, che promuovono le divisioni, ecc. Ma mi lasci qui presentarle come la S. Pio X intende la questione. E mi conceda di partire con una parabola, dall’aritmetica.
Ai vecchi tempi ognuno pensava due e due facesse quattro, al punto che nessuno mai lo mise in dubbio! Ma poi venne la scienza moderna, l'ingegneria, la tecnologia e i computer, e le persone cominciarono a mettere in dubbio l'aritmetica di vecchio stile. Cominciarono a sentire come molto ristretto, limitativo e repressivo verso la creatività, il fatto che due più due potesse fare solamente quattro! Al contrario, era segno di avere una mente aperta, progressiva, aggiornata e, tutto sommato, più libera pensare che due più due potesse fare cinque, o sei, o, perché no, sessantasette! Così, un bel giorno, tutti i matematici si svegliarono per scoprire di sentire che due più due poteva fare qualsiasi numero che a loro piacesse. E da allora tutti i matematici aderirono a questa Nuova Matematica, allora, per festeggiare insieme questa nuova libertà, organizzarono una grande festa, ed erano estremamente felici per la totale liberazione dal fatto che due più due poteva fare solo ed esclusivamente quattro. Che sensazione di libertà!
Sennonché una spiacevole cominciò a circolare tra loro: c’era (ancora tra i banchi di scuola???) un vecchio insegnante di aritmetica che si chiamava Retrogrado, che non voleva accettare la Nuova Aritmetica. Sembrava che stesse ancora insistendo che due più due potesse fare solo quattro! “Hei!, questo sta cercando di rovinarci il divertimento”, dissero. “Deve venire assolutamente alla festa!” Così mandarono una delegazione a prendere Retrogrado e, quando arrivò, iniziò la seguente conversazione: -
Del: Hei, Retro, cosa ti succede? Unisciti anche tu alla festa! Il mondo intero adesso è aritmeticamente libero, tranne tu! Ci stiamo divertendo un sacco. Perché vuoi rovinarci la festa?  
R: L’aritmetica è una questione di verità, due più due può fare solo quattro.
Del: Ma certamente che è una questione di verità! Lo sappiamo! E tutti noi sappiamo che due più due fa quatto. Ma adesso può fare anche cinque, o quindici come fare proprio quattro! Abbiamo allargato la verità!
R: Ma la verità è ciò che è, indipendentemente da noi tutti matematici. Nessuno di noi può far sì che due più due sia uguale nient’altro di ciò cui è uguale.
Del: Ma certamente che la verità è ciò che è! Ma adesso è più larga di ciò che era in passato. Oggi abbiamo la libertà!
R: Ma la verità non cambia, non può cambiare.
Del: Ma certamente che la vertà non può cambiare! Ma noi non la stiamo cambiando. Semplicemente abbiamo scoperto un’altra dimensione della verità che i tempi moderni ci hanno rivelato. Dopo tutto, non siamo più contadini!
R: Ma due più due può ancora fare solo quattro!!
Del: Ma certamente che due più due fa quattro! Ma non vuoi metterti in testa che, allo stesso tempo, può fare sei o sessanta? I computers al giorno d’oggi possono fare meraviglie!
R: Guardate, se voi dite che due più due possono allo stesso tempo fare quattro o cinque o sei, allora state distruggendo completamente l’aritmetica! No, il numero è quello che è, non può essere nessun altro numero, voi siete nella confusione più totale!
Del: Tu pensi che siamo confusi? Ma noi siamo liberi! Siamo L-I-B-E-R-I!
R: Oh, andate a quel paese!
Del: Adesso non sei gentile. Stai attento. Se non sei gentile, se non ti unisci a noi, allora possiamo farti delle brutte cose!
R: Andatevene. Preferisco pensare dritto per conto mio che pensare storto col mondo intero.
A questo punto la delegazione rinuncia al tentativo di persuadere Retrogrado. Ma erano internamente risoluti a non permettergli di continuare a rovinare il loro trionfo, e già mentre tornavano stavano ragionando sui bastoni (ed eventualmente sulle carote) che si dovevano usare per costringerlo a rinunciare alla sua posizione. E da allora i bastoni e le carote non sono mai mancati fino ai nostri giorni.
Caro Don J., tra il Conciliarismo e il Cattolicesimo c’è la stessa spaccatura che esiste tra due idee di verità completamente diverse. La spaccatura non potrebbe essere più profonda. E quando i conciliatoristi, - come, sicuramente, il nostro attuale Papa – sono convinti di credere nel Cattolicesimo e nel Conciliatorismo allo stesso tempo, dimostrano di non capire veramente ciò che è il Cattolicesimo, analogamente al matematico che crede che due più due possa fare quattro e allo stesso tempo possa fare cinque o qualsiasi altro numero, dimostra che è un disgregatore dell’aritmetica e non capisce niente di tutto ciò che costituisce l’aritmetica.
Naturalmente il fatto che due più due faccia ESCLUSIVAMENTE quattro e non possa fare nient’altro è chiaro a chiunque abbia un briciolo di buon senso. Ammettendo anche che sia meno chiaro che il Credo di Nicea esclude il conciliarismo, un chiaro esempio è dato dalla "Mortalium Animos" di Papa Pio XI che esclude l’ecumentismo attuale. Ciononostante gli ecumentisti odierni non la pensano così! Dicono, “la Mortalium Animos era valida nel 1920, ma non più dal 1960 in poi”. In altre parole, la verità cambia col cambiare delle stagioni.
Don J., è un po’ più chiaro il problema? Il COncilio Vaticano II si appoggia su principi opposti alla Fede Cattolica per cui per un cattolico, credere nel Concilio è come per quel matematico credere che due più due può fare sia quattro, cinque o ogni altro numero, sia allo stesso tempo che alternativamente. Ma credere a una tale cosa, anche alternativamente, significa dissolvere l’aritmetica. Come credere nel Concilio, anche solamente un po’, dissolve la Fede Cattolica.
Ora tutti gli odierni romani credono più o meno nel Vaticano II. QUindi essi hanno più o meno dissolto la Fede nelle loro teste e, con tutte le più buone intenzioni, la stanno dissolvendo dalle teste di tutti i cattolici del mondo che stanno seguendo e obbedendo a Roma. Il problema non potrebbe essere più grave, perché questa dissoluzione della Fede, sia a livello soprannaturale sia naturale, marcisce la mente. Chiunque accetti il Vaticano II finirà per perdere l’intelletto, anche se è persuaso di essere cattolico, di seguire il Papa, ecc. ecc. E chi perde la sua mente è sulla strada di perdere la propria anima.   E’ tutto per amore delle anime!
Lei potrebbe chiedere da dove iniziò tutto questo, e come finirà. Iniziò, vediamo, 700 anni fa, nel Medio Evo, quando gli uomini iniziarono a staccare la loro mente dalla realtà per attaccarsi alla fantasia. QUesto processo fece un gigantesco balzo in avanti con la filosofia di Immanuel Kant (1724-1804). S. Pio X disse, “Il Kantismo è l’eresia moderna”. In breve, Kant fece si che la verità non fosse più oggettiva ma soggettiva, dipendente dai soggettivi desideri e percezioni dell’uomo.
E quando finirà? Secondo me, questo processo è arrivato troppo avanti per poter finire in un modo che non sia un gigantesco ritorno alla realtà, umana e/o divina. La terza guerra mondiale è alle porte ma, siccome la prima e la seconda non sono riuscite a far cambiare all’uomo moderno il suo corso, si può dubitare che anche una catastrofica terza guerra mondiale riesca a riportare in ginocchio l’uomo del 21° secolo. Nel qual caso lo Stesso Signore Iddio potrebbe intervenire,  il fatto che il Trionfo del Cuore Immacolato promesso da Nostra Signora a Fatima non è ancora avvenuto, deve ancora avvenire, ci suggerisce che non siamo ancora alla fine del mondo. Ma il Cuore di Maria Santissima non può trionfare in mezzo ai Kantiani. Ecco perché Dio potrebbe intervenire. Quando ai tempi di Noè Egli ripulì l’umanità col diluvio, Promise che non avrebbe più usato l’acqua a questo proposito. Per cui concludo che la Chiesa Cattolica sarà ripulita dal Kantismo con un diluvio di fuoco....
Caro Don J., legga l’allegata lettera di Mons. Fellay. Egli non parla di diluvio di fuoco, ma pone la domanda di base: se Roma vuole fornire alla S. Pio X la più splendida e adatta “amministrazione apostolica”, la vuole trovare dalle sabbie mobili del Vaticano II o sulla Rocca di Pietro? E’ detto tutto, in due parole. La S. Pio X deve aspettare che che i ROmani scalino la Rocca di Pietro. Fino ad allora, dobbiamo pregare e fare penitenza. Pregare specialmente la vera Messa e il S.to Rosario, fare penitenza specialmente nella Quaresima entrante.
Possa Iddio avere pietà di noi tutti!! Cari amici e benefattori, sempre, grazie.
In Cristo
                                                                                                                                            + Richard Williamson
 
 

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