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Studio critico sulla "Redemptionis Sacramentum" PDF Stampa E-mail
Scritto da ITALIANO   
mercoledì 09 maggio 2007
dott.ssa Pia Mancini

Par. 4
Non c’è dubbio che la riforma liturgica del Concilio abbia portato grandi vantaggi per una più consapevole, attiva e fruttuosa partecipazione dei fedeli al santo Sacrificio dell’altare... In alcuni luoghi gli abusi commessi in materia liturgica sono all’ordine del giorno, il che ovviamente non può essere ammesso e deve cessare.

Obiezione
Dopo la riforma del Concilio Vaticano II, non si comprende in quale modo i fedeli possano partecipare al Santo Sacrificio, se la S. Messa è stata ridotta a Cena Celebrazione, da cui è sparito ogni riferimento al Calvario.

Par. 7
... Dio, pero, ci concede in Cristo non quella illusoria libertà in base alla quale facciamo tutto ciò che vogliamo, ma la libertà, per mezzo della quale possiamo fare ciò che è degno e giusto...

Obiezione
Cos’è degno e giusto? Quali leggi ha promulgato la Chiesa atte ad eliminare gli abusi, se dal Vaticano II in poi è stata volutamente annullata la Tradizione in nome della rilettura dei suoi dettati dogmatici?

Par. 8
... «iniziative ecumeniche che, pur generose nelle intnezioni, indulgono qua e là a prassi eucaristiche contrarie alla disciplina nella quale la Chiesa esprime la sua fede»...

Obiezione
Non partono forse dalle Autorità Ecclesiali certe “iniziative ecumeniche” generose con l’uomo, ma non con Dio?

Par. 9
... Infine, le strutture e le forme delle sacre celebrazioni, secondo la tradizione di ciascun rito sia d’Oriente sia d’Occidente, sono in sintonia con la Chiesa universale anche per quanto riguarda usi universalmente accolti dalla ininterrotta tradizione apostolica, che è compito proprio della Chiesa trasmettere fedelmente e con cura alle future generazioni...

Obiezione
Chiesa Universale, non Chiesa Cattolica; probabilmente l’attributo Universale è più confrome all’auspicata sinarchia religiosa. Qual è la tradizione apostolica trasmessa fedelmente dalla Chiesa? È quella derivante dalla rilettura “diplomatica” della Sacra Scrittura e del Vangelo?

Par. 10
La stessa Chiesa non ha alcuna potestà rispetto a ciò che è stato stabilito da Cristo e che costituisce parte immutabile della Liturgia. Se fosse, infatti, spezzato il legame che i sacramenti hanno con Cristo stesso, che li ha istituiti, e con gli eventi su cui la Chiesa è fondata...

Obiezione
Se gli uomini di chiesa non hanno potestà rispetto a ciò che è stabilito da Cristo, perché è stata modificata la S. Messa? Quali sono i legami che hanno i sacramenti con gli eventi su cui è fondata la Chiesa di oggi? La liturgia, rapportata al dialogo con ebrei e protestanti, riduce il ruolo di Gesù Cristo nell’economia della salvezza che per i modernisti di oggi è estesa a tutti, perché tutti hanno la fede pur non avendo lo stesso credo e perché tutti, essendo figli di Dio, hanno lo Spiritio Santo: sono questi gli eventi a fondamento della Chiesa ecumenista?

Par. 11
... Chi al contrario, anche se Sacerdote, agisce così, assecondando proprie inclinazioni, lede la sostanziale unità del rito romano, che va tenacemente salvaguardata, e compie azioni in nessun modo consone con la fame e sete del Dio vivente provate oggi dal popoo, né svolge autentica attività pastorale o corretto rinnovamento liturgico, ma priva piuttosto i fedeli del loro patrimonio e della loro eredità. Atti arbitrari, infatti, non giovano a un effettivo rinnovamneto,...

Obiezione
Si cerca di far apparire i singoli Sacerdoti istrionici, come se certe aberrazioni dipendessero dalla loro iniziativa e non, invece, dalle direttive di certa Gerarchia modernista, dittatoriale e protestantizzata. Gli errori diffusi, grazie anche alla fattiva collaborazione di gruppi eretici imposti alle parrocchie (es. Cammino Neo-catecumenale), sono figli del Concilio Vaticano II e conseguenza dell’abolizione della S. Messa di rito tridentino. È a causa di ciò che i fedeli sono stati derubati del loro patrimonio e della loro eredità. In cosa consiste, inoltre, l’effettivo rinnovamento in materia di fede?

Par. 12
... Allo stesso modo, il popolo cattolico ha il diritto che si celebri per esso in modo integro il sacrificio della santa Messa, in piena conformità con la dottrina del Magistero della Chiesa...

Obiezione
Se il popolo cattolico ha diritto che si celebri in modo integro il sacrificio della Santa Messa, perché si dovrebbe chiedere il permesso per celebrare la S. Messa di S. Pio V, mai abolita, conforme al genuino Magistero e l’unica che con preghiere ed atti ripresenta il S. Sacrificio della Croce? La nuova può chiamarsi Cena, Eucarestia o Celebrazione, non certo S. Messa-Sacrificio; a tutti sono noti i dissidi all’interno della Chiesa proprio sulla nuova forma di culto imposta dal “novus Ordo Missae”, che peraltro non ha mai vietato la S. Messa tradizionale. Occorrerebbe anche specificare quale dottrina il fedele debba seguire: quella fino a Pio XII o quella dal Vaticano II in poi? Ormai la teologia moderna impone princìpi che debbono essere accettati, pena la scomunica. C’è da puntualizzare che dal “novus Ordo Missae”, frutto del rinnovamento liturgico tracciato dal Vescovo Annibale Bugnini e della collaborazione degli anglicani, la parola Sacrificio era stata addirittura eliminata ed è stata reintrodotta solo per le accorate suppliche dei Cardinali Bacci e Ottavini. Il Sacrificio è pertanto ancora menzionato, ma quali preghiere e gesti Lo ricordano al fedele durante la funzione/memoriale, che rende tanto soddisfatti gli ecumenisti dell’ultima ora?

Par. 13
Tutte le norme e i richiami esposti in questa Istruzione si connettono, sia pure in vario modo, cin il compito della Chiesa, a cui spetta di vigliare sulla retta e degna celebrazione di questo grande mistero...

Obiezione
Non si comprende in quale modo la Chiesa intenda vigilare sulla retta e degna celebrazione del “grande mistero” se continua ad ammettere ufficialmente nel suo seno gruppi che predicano e operano contrariamente ai dogmi e se continua a porre l’accento esclusivamente sugli errori formali, senza intaccare i princìpi basilari che ne sono la causa.

Par. 15
... Vicario di Cristo e Pastore qui in terra della Chiesa universale...

Obiezione
Ancora Chiesa Universale, non Cattolica. Anche il Papa, Vicario di Cristo è chiamato ad essere il capo di questa agognata Chiesa sinarchica. Forse ci si vergogna del Cattolicesimo, alla luce della revisione del Depositum fidei operata dal clero modernista?

Par. 16
È di competenza della Sede Apostolica ordinare la sacra Liturgia della Chiesa universale,.. specialmente quelli attraverso i quali è regolata la celebrazione del Santissimo Sacrificio della Messa, siano osservati fedelmente ovunque.

Obiezione
Qual è la sacra, futura Liturgia della nuova Chiesa Universale? E dove, ancora, si celebra il Santissimo Sacrificio della S. Messa? Si fa finta d’ognorare che ormai Esso è stato sostituito dai banchetti ecumenici imposti ai fedeli. Dove sono, infatti, i gesti e le preghiere che ricordano la Croce nei riti celebrati sulle mense, non più altari, da cui è sparito il Crocifisso per far posto non di rado al candelabro ebraico?

Par. 21
... Tuttavia, il Vescovo vigili sempre che non venga meno quella libertà, che è prevista dalle norme dei libri liturgici, di adattare, in modo intelligente, la celebrazione sia all’edificio sacro sia al gruppo dei fedeli sia alle circostanze pastorale, cosicché l’intero rito sacro sia effettivamente rispondente alla sensibilità delle persone.

Obiezione
Non è chiaro come possa essere adattato il SS.mo Sacrificio, e oltrettutto in modo intelligente, all’edificio sacro, al gruppo di fedeli e alle circostanze pastorali. La S. Messa di antico rito è unica, perché è rappresentazione incruenta, attuale e reale, della Passione, come può essere adattabile? Al contrario, la celebrazione, intesa come memoriale, commemorazione, festa umana, può essere adeguata alle varie etnìe, anche ricorrendo alle danze tribali. Ciò dimostra come l’Istruzione, subdolamente, pur nominando il S. Sacrificio e la S. Messa, in realtà intende riferirsi alle cene protestanti. Come può la pastorale del Vescovo discostarsi da una fede millenaria al punto di avere l’esigenza di uniformare a se stessa addirittura la S. Messa?

Par. 22
... perché tutti siano condotti ad un’attiva e fruttuosa celebrazione dell’Eucaristia...

Obiezione
Il paragrafo dimostra chiaramente l’orientamento dell’Istruzione, affermando che “tutti siano condotti ad un’attiva e fruttuosa celebrazione dell’Eucaristia”, non della S. Messa/Sacrificio. Ancora una volta si accontentano i protestanti, dimenticando che Lutero ha inteso demolire il concetto Cattolico di Chiesa, avendo abolito nel mondo protestante il continuo rinnovarsi del mistero di salvezza che si compie nella nostra Liturgia e conseguentemente la presenza reale, sacramentale del Signore nei Tabernacoli. Non pensano come Lutero i “nuovi evangelizzatori” laici che operano indefessamente per la demolizione dei dogmi nelle nostre parrocchie, grazie anche all’appoggio incondizionato dei Vescovi che invece dovrebbero vigilare e ai quali i fedeli dovrebbero aderire come la Chiesa a Cristo? (par. 23)

Par. 30
Grande è la responsabilità «che hanno nella celebrazione eucaristica soprattutto i Sacerdoti, ai quali compete di presiederla in persona Christi, assicurando una testimonianza e un servizio di comunione non solo alla comunità che direttamente partecipa alla celebrazione, ma anche alla Chiesa universale, che è sempre chiamata in causa dall’Eucaristia. Occorre purtroppo lamentare che, soprattutto a partire dagli anni della riforma liturgica dopo il Concilio Vaticano II, per un malinteso senso di creatività e di adattamento, non sono mancati abusi, che sono stati motivo di sofferenza per molti».

Obiezione
I sacerdoti presiedono, non officiano “in persona Christi” i sacri misteri; essi inoltre sono inviatati dal documento ad assicurare un servizio di comunione non solo alla comunità (...) ma anche alla Chiesa Universale. Il sacerdote è presidente; la Chiesa è Universale; si celebra l’Eucarestia (non la S. Messa). Quali correzioni apporta il documento in ordine al rinnovamento contra fidem attuato? Pare che tutto resti così com’era: protestanti eravamo e protestanti ci s’impone di essere in stretta obbedienza alla Chiesa Universale, giammai Cattolica! Ecumenismo e sincretismo si coniugano perfettamente con la visione massonica della Chiesa del futuro.

Par. 32
Il parroco faccia in modo che la Santissima Eucaristia sia il centro dell’assemblea parrocchiale dei fedeli, si adoperi perché i fedeli si nutrano mediante la celebrazione devota dei sacramenti e in sepcial modo perché si accostino frequentemente al sacramento della Santissima Eucaristia e della penitenza; si impegni inoltre a fare in modo che i fedeli siano formati alla preghiera, da praticare anche nella famiglia, e partecipino consapevolemente e attivamente alla sacra Liturgia, di cui il parroco deve essere il moderatore nella sua parrocchia, sotto l’autorità del Vescovo diocesano, e sulla quale è tenuto a viglialare perché non si insinuino abusi». Sebbene sia opportuno che nella preparazione efficace delle celebrazioni liturgiche, specialmente della santa Messa, egli sia coadiuvato da vari fedeli, non deve tuttavia in nessun modo cedere loro quelle prerogative in materia che sono proprie del loro ufficio.

Obiezione
Il parroco diviene il moderatore dell’assemblea parrocchiale che partecipa alla Sacra Liturgia; egli deve, altresì, ricorrere all’aiuto dei laici (neo-catecumenali? ci sono solo loro nelle parrocchie!) nella preparazione delle celebrazioni liturgiche. Perché è nominata la S. Messa se Essa, intesa nella più alta accezione, è sparita? Pare proprio che il processo di demolizione del Cattolicesimo sia approvato e incoraggiato!

Par. 37
Tutti i fedeli, liberati dai propri peccati e incorporati nella Chiesa con il Battesimo, dal carattere loro impresso sono abilitati al culto della religione cristiana, affinché in virtù del loro regale sacerdozio,.. Pertanto, anche la partecipazione dei fedeli laici alla celebrazione dell’Eucaristia e degli altri riti della Chiesa non può essere ridotta ad una mera presenza, per di più passiva, ma va ritenuta un vero esercizio della fede e della dignità battesimale.

Obiezione
È bello constatare come tutti i fedeli, proprio tutti, liberati dal peccato con il Battesimo possano professare la religione cristiana, religione cristiana, non cattolica, naturalmente! Ancora una volta, in ossequio alla “multiformità”, si accontenta Lutero, non ponendo l’accento sul libero arbitrio, da lui ostinatamente negato. Siccome battezzati, siamo tutti salvi e tutti professiamo il cristianesimo, secondo un credo variegato. A che pro i fedeli debbono manifestarsi come vittime vive, se Cristo, morendo, ha redento tutti, volenti e nolenti, e siamo già salvi per Sua grazia, non per il nostro libero arbitrio?
Ancora la S. Messa è chiamata celebrazione dell’Eucaristia e ritenuta un vero esercizio della Fede e della dignità battesimale. Il S. Sacrificio della Croce è dunque divenuto un esercizio di fede e della dignità battesimale? Dov’è finito il Suo valore espiatorio e propiziatorio? È quindi vero che la celebrazione eucaristica è memoriale della sola Resurrezione e segno di unione dei membri dell’assemblea che, spezzando insieme la Parola, fanno l’Eucaristia. Siamo di fronte ad una Chiesa parallela?

Par. 38

L’ininterrotta dottrina della Chiesa sulla natura non soltanto conviviale, ma anche e soprattutto sacrificale dell’Eucaristia va giustamente considerata tra i principali criteri per una piena partecipazione di tutti i fedeli a un così grande sacramento...

Obiezione
Grazie a Dio, la S. Messa non è solo un convivio! Si è persa l’occasione di ridefinirne in modo chiaro ed inequivocabile l’altissimo, profondo, vero significato. È strano come si affermi la verità attraverso la falsità, servendosi di stratagemmi linguistici al solo scopo di compiacere gli eretici! Non c’è dubbio che la moderna liturgia sia più adatta alle nuove esigenze imposte dall’ecumenismo!

Par. 39
... Ampio spazio si dà, inoltre, ad una appropriata libertà di adattamento fondata sul principio che ogni celebrazione risponda alle necessità, alla capacità, alla preparazione dell’animo e all’indole dei partecipanti, secondo le facoltà stabilite dalle norme liturgiche...

Obiezione
In cosa può consistere la libertà di adattamento delle celebrazioni “alla necessità, alla capacità e all’indole dei partecipanti”? Forse il Cristo ha affrontato la Croce tenendo conto di come essa sarebbe stata interpretata dalle varie culture? Non ha parlato un linguaggio unico per tutti? Tutto dipende dalla teologia modernista, affannata nel dialogo tra sordi e nell’ecumenismo. I nuovi termini coniati rispondono in pieno agli obiettivi. Celebrazione, Cena, Eucaristia sono infatti sostantivi ecumenici e diplomatici che, addicendosi al moderno orientamento sul “far festa” per la Resurrezione, allontanano dalla mente qualunque riferimento alla sofferenza espiatoria. La parola Celebrazione, infatti, contiene già in sé la possibilità di proporzionarsi alle circostanze e alle pastorali varie, significando cerimonia commemorativa di una ricorrenza ovvero di un fatto del passato che ricorre nella memoria; la parola Messa (dal latino Hostia Missa est - la vittima è stata offerta) esprime, invece, una realtà che si attualizza ad ogni rito, e, pertanto, essendo la ripresentazione incruenta del SS.mo Sacrificio offerto dal Cristo nella persona del sacerdote, ha valore obiettivo che non può essere snaturato per il dialogo. La S. Messa è unica per ogni cultura; è l’uomo che deve conformarsi alla Verità, non viceversa. Se klesis significa chiamata, eccelsia è la comunità dei chiamati; la Chiesa è fondata da Cristo, come possono i rinnegatori del Salvatore, di proposito collocatisi fuori della Chiesa, condizionare la Liturgia Cattolica? Per certa Gerarchia Ecclesiale è più importante il bene umano o la Volontà Divina?

Par. 43
È giusto e lodevole che per il bene della comunità e di tutta la Chiesa di Dio alcuni fedeli laici svolgano secondo la tradizione alcuni compiti attinenti alla celebrazione della sacra Liturgia...

Obiezione
Chi sono i fedeli laici chiamati ai compiti attinenti alle celebrazioni della sacra Liturgia? Non sono forse i neo-catecumenali, le cui catechesi non epurate dai gravi errori dottrinali continuano a fare strage di coscienze in quasi tutte le parrocchie? Perché non vengono indicati con il loro nome?

Par. 44
... facciano sì che la Liturgia della Chiesa si svolga con dignità e decoro.

Obiezione
Dove sono dignità e decoro nelle celebrazioni neo-catecumenali, approvate dai nostri Pastori, ancora officiate separatamente il sabato sera e durante le quali sono sacrilegamente calpestati i frammenti delle Sacre Specie a causa dei loro balli santi intorno alla mensa? (Ben tredici volte si è verificato anche in S. Giovanni in Laterano alla presenza di altissimi prelati).

Par. 46
Il fedele laico chiamato a prestare il suo aiuto nelle celebrazioni liturgiche occorre che sia debitamente preparato e che si distingua per vita cristiana, fede, condotta e fedeltà al Magistero della Chiesa...

Obiezione
La fedeltà dei fedeli laici, alias dei neo-catecumenali, chiamati a prestare aiuto nelle celebrazioni liturgiche, è ampiamente dimostrata dalla loro perfetta aderenza ai princìpi rinnovatori che guidano Roma modernista! Non c’è da preoccuparsi. Essi, poi, non solo destano meraviglia, ma addirittura scandalo in quei fedeli che hanno la sventura di assistere ai loro riti manifestamente eterodossi. Non sono loro che, solo attraverso il cammino di conoscenza ritengono di salvarsi?

Par. 47
... Quando tali associazioni assumono carattere internazionale, spetta alla Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti erigerle o esaminare e approvare i loro statuti. A tale servizio dell’altare si possono ammettere fanciulle o donne a giudizio del Vescovo diocesano e nel rispetto delle norme stabilite.

Obiezione
Le associazioni a carattere internazionale, cui si fa riferimento, sono senza dubbio il Cammino Neo-catecumenale e il Rinnovamento dello Spirito, di provata origine protestante. Visto che spetta alla Congregazione per il culto divino e la disciplina dei Sacramenti esaminare ed approvare i loro statuti, come mai a tutt’oggi le eresie delle catechesi neo-catecumenali, incoraggiate e sollecitate da Vescovi, non sono ancora state eliminate, nonostante l’approvazione “ad experimentum” del loro statuto? L’ammettere le donne sull’altare, naturalmente a giudizio dei Vescovi protestantizzati, non è segno di accondiscendenza verso i luterani?

Par. 67
... Va da sé che tutte le interpretazioni della Sacra Scrittura debbano essere ricondotte a Cristo come superemo cardine dell’economia della salvezza, ma ciò avvenga tenendo anche conto dello specifico contesto della celebrazione liturgica...

Obiezione
La rilettura della S. Scrittura e la revisione storica dei Vangeli sono veramente ricondotte a Cristo come supremo cardine dell’economia della salvezza? Piuttosto non si sta riducendo anche il ruolo storico del Cristo-Dio-Messia per compiacere i Suoi rinnegatori? In qual modo, poi, il ruolo di Cristo va considerato, tenendo conto dello specifico contesto della celebrazione liturgica: là dove viene rinnegato, bisogna sminuirNe l’importanza?

Par. 70
... Pertanto, il denaro, come pure le altre offerte per i poveri, siano collocati in un luogo adatto, ma fuori della mensa eucaristica...

Obiezione
Non altare, ma Mensa eucaristica, per ricondurre al concetto di Cena, Convivio, non a quello autentico di S. Messa.

Par. 71
... È, invece, l’atto penitenziale da eseguire all’inizio della Messa, in particolare secondo la sua prima forma, ad avere carattere di riconciliazione tra i fratelli.

Obiezione
L’atto penitenziale, da sempre, è inteso come riconciliazione prima con Dio. Kiko e i protestanti lo ritengono mezzo di riconciliazione con i fratelli e di riammissione nella comunità.

Par. 72
Conviene «che ciascuno dia la pace soltanto a coloro che gli stanno più vicino, in modo sobrio»...

Obiezione
Perché non viene eliminato totalmente il segno protestante della pace, motivo di sacrilegio e di “mercato” in concomitanza con l’Agnus Dei?

Par. 73
... Il gesto della frazione del pane, infatti, «compiuto da Cristo nell’ultima Cena, che sin dal tempo apostolico ha dato il nome a tutta l’azione eucaristica, significa che i molti fedeli, nella Comunione derivante dall’unico pane di vita, che è il Cristo morto e risorto per la salvezza del mondo, costituiscono un solo corpo (1 Cor 10, 17)»...

Obiezione
Si ribadisce il concetto modernista della S. Messa quale memoriale della frazione del pane compiuta da Cristo nell’ultima Cena, ponendo l’accento soprattutto sulla Comunione dei fedeli e non sul SS.mo Sacrificio della Croce ripresentato sull’altare, grazie al quale abbiamo il perdono dei peccati e il SS.mo Sacramento. È la solita ambiguità che cerca di accontentare tutti. Si cominci, per correggere gli abusi diffusi, con il vietare i sacrilegi graditi ai luterani e con il riaffermare che solo dall’intima, individuale unione con Dio può scaturire l’amore per gli altri.

Par. 84
Inoltre, se si celebra la santa Messa per una grande folla o, per esempio, nelle grandi città, occorre che si faccia attenzione affinché per mancanza di consapevolezza non accedano alla santa Comunione anche i non cattolici o perfino i non cristiani,..

Obiezione
Si raccomanda, in presenza di folla, di accertarsi se chi si comunica non sia di fede diversa dal cattolicesimo. Se la Comunione è posta sulle mani tese, confuse tra la gente, come fa il Ministro a porre certe domande? Gli autori del documento hanno mai assistito alle Comunioni di massa?

Par. 89
Affinché, anche «per mezzo dei segni, la Comunione appaia meglio come partecipazione al Sacrificio che si celebra», è da preferirsi che i fedeli possano riceverla con ostie consacrate nella stessa Messa.

Obiezione
Ritorna l’intento di non scontentare protestanti e neo-catecumenali che negano la presenza reale di Cristo nei Tabernacoli. Per loro, infatti, il Signore è presente solo simbolicamente e limitatamente alla durata della Celebrazione. In caso contrario, perché si raccomanda che: “affinché, anche per mezzo dei segni la Comunione appaia meglio come partecipazione al Sacrificio che si celebra il fedele possa riceverla con ostie consacrate alla stessa Messa?” In quelle riposte nel Tabernacolo non c’è Gesù in corpo, sangue, anima e divinità? Di quali “segni” ha bisogno il vero credente?

Par. 92
Benché ogni fedele abbia sempre il diritto di ricevere, a sua scelta, la santa Comunione in bocca, se un comunicando, nelle regioni in cui la Conferenza dei Vescovi, con la conferma da parte della Sede Apostolica, lo abbia permesso, vuole ricevere il Sacramento sulla mano, gli sia distribuita la sacra ostia...

Obiezione
Si finge d’ignorare la larga difusione in tutte le parrocchie di tutte le regioni, grazie alla decisione della CEI per aderire alla richiesta dei Vescovi dei paesi protestanti, dell’abominio della Comunione sulle mani. Come può essere usato il piattino, se non viene reintrodotta, come sola maniera di comunicarsi, la comunione sulla lingua?

Par. 100
Al fine di manifestare ai fedeli con maggior chiarezza la pienezza del segno nel convivio eucaristico, sono ammessi alla Comunione sotto le due specie nei casi citati nei libri liturgici anche i fedeli laici, con il presupposto e l’incessante accompagnamento di una debita catechesi circa i principi dogmatici fissati in materia dal Concilio Ecumenico Tridentino.

Obiezione
Finalmente in modo inequivocabile è espresso il vero significato, modernista, della S. Comunione con l’uso delle parole “pienezza del segno nel convivio eucaristico”. Essa è dunque innanzitutto ridotta a “segno nel convivio”. Non si comprende, in simile contesto, l’accenno al vilipeso e ignorato Concilio di Trento, soprattutto ad opera dei promotori di una chiesa parallela a quella di Roma. La raccomandazione della Comunione sotto le due specie, inoltre, contraddice quanto è stato finora addotto a motivo della Sua assunzione con le mani: l’igiene e la paura delle malattie. L’uso della cannuccia o del cucchiaino non sono “escamotages” per uniformarsi ai protestanti che si comunicano, appunto, sotto le due specie?

Par. 106
... Per ricevere il Sangue del Signore non si utilizzino in nessun caso brocche, crateri o altri vasi non intergralmente rispondenti alle norme stabilite.

Obiezione
Si richiama l’attenzione sulla qualità dei sacri vasi, oggi diffusi in varie fogge e nei materiali più disparati, ma si evita di fare il benché minimo accenno alla volontà di eliminare l’abominio della Comunione sulle mani (definito da Madre Teresa di Calcutta il più grave peccato del XX secolo). Non sono forse lorde le mani di chi ha appena scambiato il segno della pace o ha toccato i soldi delle offerte? Non è favorita in tal modo anche la vendita del Corpo di Cristo alle sètte sataniche, che mostrano peraltro, sia pure a modo loro, di possedere una fede che a noi manca? A Dio interessano maggiormente i calici o il sacrilegio codificato da chi ha voluto compiacere gli avversari di Cristo e della Sua Chiesa?

Par. 107
Secondo la normativa stabilita dai canoni, «chi getta via le specie consacrate, oppure le asporta o le conserva a scopo sacrilego, incorre nella scomunica latae sententiae riservata alla Sede Apostolica; il chierico inoltre può essere punito con altra pena, non esclusa la dimissione dallo stato clericale». All’interno di questo caso si deve considerare annoverabile qualunque azione volontariamente e gravemente volta a dispregio delle sacre specie.

Obiezione
In base a quanto disposto dal presente paragrafo, i neo-catecumenali, anziché essere elogiati dal Vaticano e intronizzati dai Vescovi nelle parrocchie, dovrebbero essere soggetti alla scomunica “latae sententiae” proprio per il loro modo di trattare le Sacre Specie, i Dogmi e la Liturgia del Cattolicesimo: calpestano i frammenti con il ballo santo; sconsacrano il “pane azzimo” avanzato dalla Celebrazione; non credono alla reale presenza nel tabernacolo; prendono in giro le processioni eucaristiche ed irridono il Concilio di Trento ovvero il Depositum fidei di Santa Romana Chiesa.

Par. 114
«Nelle Messe domenicali della parrocchia, in quanto “comunità eucaristica”, è normale poi che si ritrovino i vari gruppi, movimenti, associazioni, le stesse piccole comunità religiose in essa presenti». Benché sia possibile, a norma del diritto, celebrare la Messa per gruppi particolari, ciononostante tali gruppi non sono dispensati dalla fedele osservanza delle norme liturgiche.

Obiezione
Ancora una volta si mimetizzano le comunità neo-catecumenali con i gruppi, le associazioni, usando un linguaggio ambiguo, se pur formalmente corretto.

Par. 117
... È pertanto riprovevole qualunque uso, per il quale ci si serva nella celebrazione della Messa di vasi comuni o piuttosto scadenti quanto alla qualità o privi di qualsiasi valore artistico, ovvero di semplici cestini o altri vasi in vetro, argilla, creta o altro materiale facilmente frangibile. Ciò vale anche per i metalli e altri materiali facili ad alterarsi.

Obiezione
Si insiste sulla qualità dei sacri vasi; ma le mani di chi osa toccare il Santissimo Corpo di Cristo sono purificate? Che fine fanno i frammenti, in cui la presenza reale, alla maniera protestante, oggi è messa in dubbio anche da Kiko Argüello e dalla Gerarchia modernista che lo sostiene nel suo presunto apostolato?

Par. 130
«Secondo la struttura di ciascuna chiesa e le legittime consuetudini locali, il Santissimo Sacramento sia conservato nel tabernacolo in una parte della chiesa di particolare dignità, elevata, ben visibile e decorosamente ornata».

Obiezione
Si dispone che il Santissimo Sacramento sia collocato in una parte della Chiesa di particolare dignità, ma si evita di disporre che sia ricollocato nell’altare centrale (non Mensa); in tal modo si inculca, subdolamente, nel fedele, l’idea della non centralità di Cristo nella Sua Chiesa e nella storia. Non è a questo definitivo capovolgimento che mira l’ecumenismo?

Par. 162
La Chiesa, nel giorno che prende il nome di “domenica”, si raduna insieme fedelmente per commemorare, specialmente con la celebrazione della Messa, la resurrezione del Signore e tutto il mistero pasquale...

Obiezione
Finalmente è detto chiaramente ciò che la prassi ecumenica del Vaticano II ha instaurato in ordine alla S. Messa che si è ridotta a “commemorare, specialmente, la resurrezione del Signore e tutto il mistero pasquale”. La Messa è una festa che celebra la memoria della resurrezione, non è più Sacrificio. Si rallegrino Kiko ed il suo seguito; ormai loro rappresentano la moderna chiesa opposta a quella Santa Apostolica Romana.



Conclusioni
Il documento che, ad un primo superficiale esame, può apparire correttivo dei numerosi disordini in ordine alla dottrina e alla liturgia, in realtà si rivela ingannevole per i fedeli, perché conferma il rinnovamento in atto, essendo Vaticano II e Nuova Messa i punti fermi dell’orientamento di una Chiesa resa protestante, ormai parallela a quella Eterna e Romana.
Pare impossibile cambiare il corso degli eventi: ecumenismo, umanesimo, giacobinismo e dialogo, hanno sepolto la sana Tradizione e hanno collocato al primo posto la convivenza umana con le sue esigenze.
Non c’è salvezza senza Cristo: se non si ripristina ufficialmente la S. Messa di S. Pio V, oggi deliberatamente avversata; se non si elimina l’uso sacrilego della Comunione sulle mani; se si permette la dissacrazione dei luoghi sacri con abbigliamenti indecorosi; se non si ritorna all’esaltazione e al rispetto della Croce e del Sacrificio di Cristo, inutilmente si cercherà la pace.
La liturgia ibrida e la mancanza di santi pastori sono permissioni del Cielo per le nostre iniquità e per la nostra superbia che ancora una volta grida a Dio: “Non serviam”!
 

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L'anima non ha guanciale più dol­ce né più soffice per riposarvisi che una buona coscienza

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