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di don Giuseppe Rottoli
Tra poco arriverà l'estate, il periodo delle vacanze: come tutti gli anni dobbiamo mettere in guardia i cattolici contro il pericolo delle spiagge e dei luoghi di villeggiatura dove manca il pudore e la gente si sveste sempre di più; questi luoghi sono infatti la rovina morale di moltissime anime.
Le tenute immodeste oggettivamente provocano sentimenti disonesti, per cui:"// nudismo è assolutamente da rigettarsi, esso nega completamente l'esistenza e gli effetti disastrosi del peccato originale" (Diz. Teologia Morale - Roberti Palazzini - voce: nudismo).
Non dimentichiamo che il male del nostro secolo è il naturalismo, si fa di tutto per il corpo ma si dimentica il soprannaturale e che abbiamo un'anima da salvare. "La dolorosa esperienza dei gravi danni provocati dal vestito immodesto è tale da giustificare pienamente le molteplici insistenze dei pastori d'anime su questo punto. Queste insistenze ritornano in ogni momento della storia: si ricordino le innumerevoli prediche spesso abbastanza crude su questo argomento (S. Giovanni da Capistrano, S. Leonardo da Porto Maurizio, S. Bernardino da Siena)" (Diz. Teol. Mor. - Rob. Pai. voce: vestito).
E' quindi nostro dovere ricordare che è peccato mortale esporsi in tenute indecenti, infatti nessuno può contare quante colpe gravissime tale malcostume può provocare agli altri.
S. Scrittura
L'uomo moderno non conosce più il catechismo e infatti dimentica che si può peccare gravemente anche in pensieri, come Nostro Signore Gesù Cristo ha insegnato:
"Avete udito che fu detto agli antichi: Non commettete adulterio. Io invece dico a voi: Chiunque guarda una donna per desiderarla ha già in cuor suo, commesso adulterio con lei. Ora se il tuo occhio destro ti è occasione di scandalo devi strappartelo e gettarlo lungi da te: è molto meglio per te che perisca un solo tuo membro, piuttosto che l'intero tuo corpo sia gettato nella Geenna" (Mt V.27-29).
San Paolo ci rammenta le verità su questo argomento in diversi passaggi: "Fornicazione poi e qualsiasi impudicizia ... non si nominino neppure tra di voi, come conviene ai santi ...poiché questo dovete tenere a mente, che ogni adultero o impudico ... non ha eredità nel regno di Cristo e di Dio" (Ef V,3-5) e ancora: "Le cattive compagnie corrompono i costumi" (1 Cor XV,33). Anche San Giovanni Apostolo ci assicura che nel regno dei cieli "non entrerà nulla d'impuro" (Apoc. XXI.27).
La Madonna a Fatima
Per sottolineare la gravita del peccato la S. Vergine a Fatima, durante la terza apparizione (13 luglio 1917), fece vedere ai tre pastorelli l'inferno dove cadevano le anime "da tutte le parti - simili al cader delle scintille nei grandi incendi - senza peso né equilibrio, tra grida e gemiti di dolore e di disperazione, che terrorizzavano e facevano tremare di paura. 1 demoni si distinguevano per la forma orribile e ributtante di animali spaventosi e sconosciuti, ma trasparenti come neri carboni di brace". La visione durò soltanto un momento e Lucia nota che. se non fosse stato per la promessa della Madonna di portarli in cielo, i veggenti sarebbero morti per l'emozione e la paura.
Nella quarta apparizione (15 agosto) la Madre di Dio raccomandò la pratica della mortificazione dicendo: "Pregate, pregate molto e fate sacrifici per i peccatori, perché molte anime vanno all'inferno perché non vi è chi si sacrifichi e preghi per loro".
Il 13 ottobre 1917, durante l'ultima apparizione. Lucia chiese alla S. Vergine di guarire alcuni ammalati e di convenire alcuni peccatori, ella rispose: "Alcuni si, altri no. Bisogna che si emendino, che chiedano perdono dei loro peccati. E assumendo un aspetto più triste: "Non offendano più Dio Nostro Signore, che è già molto offeso".
Giacinta, la più piccola dei tre pastorelli ebbe il privilegio di avere altre apparizioni della Madre di Dio, la quale tra l'altro le disse: "Se gli uomini sapessero cos'è l'eternità, farebbero di tutto per cambiare vita...nel mondo ci sono guerre e discordie, le guerre non sono altro che il castigo per i peccati del mondo".
Morale: le occasioni e lo scandalo Le occasioni
L'occasione è una circostanza esterna al soggetto (persona, cosa, spettacolo, ballo, spiaggia ecc.) che incita al peccato rendendone facile l'esecuzione: occasionano è dunque chi si trova nell'occasione di peccare.
L'occasione è detta remota o lontana quando la circostanza porta in sé un lieve pericolo di peccare, tali fatti esistono su tutta la terra
né l'uomo può fuggirli. L'occasione è detta prossima quando la circostanza è tale che uno sempre o quasi sempre pecca, così che per l'avvenire è moralmente certo o molto probabile che egli ricada nella colpa trovandosi nelle stesse situazioni, per es. trovarsi in un bar per un alcolizzato.
L'occasione prossima è detta necessaria quando non si può evitare senza un grave danno e una grave difficoltà esterna; l'occasione prossima è detta volontaria quando si può evitare facilmente e con lieve difficoltà, per es. due persone che hanno una relazione illegittima facilmente possono evitare di incontrarsi.
La Teologia Morale sancisce che si deve negare l'assoluzione al penitente che si rifiuta di evitare l'occasione prossima volontaria di peccare gravemente, perché esporsi volontariamente a un tale pericolo è già in sé un peccato mortale. E' questo il caso di coloro che frequentano le spiagge perché si espongono all'occasione prossima volontaria, di conseguenza non possono essere assolti.
Lo scandalo
Le spiagge oltre ad essere dei luoghi in cui vi sono occasioni continue di offendere gravemente Dio, permettono purtroppo numerosissimi peccati di scandalo. La dottrina della S. Chiesa ci insegna che lo scandalo è l'atto o il fatto di una persona che può essere la causa o l'occasione della rovina spirituale di altre persone; ciò costituisce un peccato mortale o veniale secondo che si da al prossimo occasione di colpa grave o leggera. Non è necessario che il peccato del prossimo segua, basta che l'atto possa divenire occasione di peccato. Perciò peccano gravemente di scandalo coloro che:
- hanno tenute indecenti in quanto danno cattivo esempio agli altri e provocano cadute contro le virtù di carità e di castità;
- sono genitori ed espongono i figli a peccare gravemente.
"Proprio perché contrario alla virtù di carità, oggetto del comandamento principale del Divin Maestro, lo scandalo sarà severamente punito. Nostro Signore è categorico: "Chi avrà scandalizzato uno di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina da mulino e fosse sommerso nel mare. Guai al mondo per causa degli scandali! E' necessario infatti che avvengano gli scandali, guai però ali 'uomo per causa del quale avviene lo scandalo!...Non basta non fare ciò che è per se stesso peccato, ma bisogna anche evitare ciò che pur non essendo peccato, mette altri in pericolo di peccare tenendo conto del fatto che viviamo insieme con altri, e che tutti siamo propensi al male e abbiamo da lottare contro le nostre cattive passioni. Anche se una persona non vede essa stessa il pericolo di scandalo, perché non ha esperienza della vita e non conosce l'effetto che la sua condotta (il suo modo di comportarsi, di vestirsi ecc. ) ha sulle passioni di persone di altra condizione (per es. dell'altro sesso), può nondimeno essere rea di scandalo, perché non vuole ascoltare le persone da Dio costituite, per istruirsi ed avvisare gli uomini nelle cose spirituali (Diz,. Teol. Mor. Rob. Pai. voce: scandalo)".
I genitori nei confronti dei loro figli hanno quindi delle gravi responsabilità e dovranno renderne conto a Dio, inoltre frequentare spiagge indecenti costituisce una controeducazione per i bambini. Infatti i figli sono un tesoro che il Signore affida alle famiglie perché sono destinati al cielo, ma anch'essi hanno l'anima intaccata dalle conseguenze della macchia originale e per salvarsi hanno bisogno di essere educati, di crescere in un ambiente sano e di ricevere i Sacramenti.
Spiritualità cristiana
II libro dell'Imitazione di Gesù Cristo afferma che: "Si può perdere in un attimo per negligenza ciò che a gran fatica si era finalmente riusciti a guadagnare con la grazia di Dio"(lib. I cap. 22 -6); mentre il profeta Geremia dice che: "Tutta la terra è nella desolazione perché nessuno riflette nel suo cuore"(Ger. XII, 11). Di conseguenza se i cristiani meditassero ogni giorno sulle verità eterne, facilmente saprebbero rinunziare alle cose pericolose e superflue.
Conclusione
Le vacanze sono fatte per ritemprare l'anima e il corpo non per rovinare l'uomo, per cui se qualcuno ha bisogno del mare o di prendere il sole si informi, scelga spiagge isolate dove non ci sono insidie per la vita spirituale (facendo attenzione anche a certi luoghi in montagna dove si trovano le stesse tenute delle spiagge).
Chi giudicasse troppo severa la morale cattolica si ricordi che il mondo non può soddisfare l'uomo, come possiamo constatarlo ogni giorno: quante persone e quanti giovani anche ricchi (che hanno dunque tutti i mezzi materiali) si suicidano! S. Agostino con la famosa frase: "Tu, Signore ci hai fatti per te e il cuore dell'uomo è inquieto finché non riposa in te" sfida i secoli. L'uomo che credeva di emanciparsi col progresso e la scienza, senza Dio, si ritrova sempre infelice e questo è giusto perché Dio ci ha fatti per Lui, per farci partecipare alla sua vita divina, è logico dunque che dobbiamo amarLo, adorarLo e servirLo e che al di fuori del suo piano siamo sempre infelici, mentre coloro che vogliono ubbidirGli godranno una " gioia che nessuno potrà rapire." |