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Simboli - La Croce PDF Stampa E-mail
Scritto da Volontario   
martedì 29 maggio 2007
La Croce

La croce rende esplicito il mistero del centro essa è diffusione, emanazione, ma anche riunione e sintesi. E’ il più completo di tutti i simboli; nessun altro quanto questo sa condensare nel più essenziale dei segni la più vasta delle sintesi. Forse è il simbolo più universale, infatti tutte le civiltà lo hanno compreso nel proprio patrimonio simbologico.

E’ un simbolo spaziale e temporale e questa proprietà privilegiata lo rende adatto ad esprimere il mistero del cosmo animato. Per questo essa si sovrappone sempre – in un modo o nell’altro, e con una sovrapposizione non tanto geometrica quanto immaginaria – al tempio cosmico che è la Chiesa.
La croce del microcosmo–chiesa non è tanto quella costituita dal suo perimetro (la navata che si incrocia con i bracci del transetto, dal momento che questa forma può fare difetto) quanto quello della sua intima espansione nelle quattro direzioni dello spazio. E’ questa relazione psicologica, così imperativa nell’uomo, che gli conferisce misteriosamente la coestensione dei quattro orizzonti, dei quattro venti dello spazio.
E’ ancora essa che iscrive nello spazio il cerchio delle stagioni, scandito dall’alternanza rituale dei solstizi e degli equinozi che sono i quattro punti cardinali del ciclo liturgico (Natale, Pasqua, San Giovanni, San Michele).
E’ ancora essa che salda la croce cardinale terrestre sulla celeste e fonda il simbolismo dei loro rapporti.
Questo rapporto è animazione, e la sua espressione più vivamente percepita dalla psiche umana è quella della rotazione della sfera del mondo attorno al suo asse polare; tale asse è perpendicolare al grande cerchio dell’orizzonte, del luogo sacro e forma con una qualsiasi delle parallele al suolo una croce, questa volta drizzata verticalmente.

Queste due croci, croce orizzontale, d’orientamento cardinale, e croce verticale assiale, in realtà non sono che una sola croce: quella a tre dimensioni e a sei bracci che orna i campanili delle chiese orientali. In occidente, essa assume la forma della girandola in cima ai campanili divisa alla base da una croce orizzontale orientata. Tale è la croce del mondo vivente, la croce che fa della chiesa il centro e la ripetizione del cosmo liturgico. Poiché essa è perfettamente coestensibile ai simboli del cosmo naturale non meno perfettamente misura il microcosmo che è la chiesa. In essa e per essa la vita e il movimento emanati dal polo celeste, simbolo di divinità, si trasmettono al centro sacro terrestre: all’altare, al santuario, alla chiesa, e irraggiando da questo centro, a tutto l’universo.
La croce tridimensionale è la più perfetta immagine sacra del mondo. E’ il segno visibile della trinità nell’unità.

Il sei caratterizza la creazione - emanazione; si ricordino l’opera di sei giorni e tutti i motivi sestuplici che si incontrano nel contesto della creazione, per esempio sui portali romanici ove si potrà incontrare sei volte la maschera della Terra che vomita viticci tra cui giocano alcuni animali.
Il settenario indica la conclusione e la pienezza (il settimo giorno) ottenuti quando si aggiunge al computo dei sei bracci il punto centrale da cui essi emanano o dove vengono assorbiti nell’unità indifferenziata.
Dio sta in questo centro: "Volgendo il suo sguardo verso queste sei estensioni come verso un numero sempre uguale, Egli conclude compiutamente il mondo; Egli è l’inizio e la fine, in Lui si compiono le sei fasi del tempo, e da Lui esse ricevono la loro indefinita estensione; là è il segreto del numero sette" (Clemente d’Alessandria).
La croce tridimensionale può essere rappresentata in modi assai differenti.
Sulla superficie piana la forma più semplice è la stella a sei braccia, più o meno regolari, sia per la loro dimensione che per la loro disposizione; la verticale Zenith Nadir appare spesso distinta dalla croce orizzontale e orientata da una freccia, una fiamma, un cerchio un motivo qualsiasi.
Nella croce tridimensionale si riconosce la forma nota del crisma, simbolo polivalente vecchio come il mondo, che la simbologia cristiana si è compiaciuta di utilizzare, dopo un semplice battesimo mentale che risultava sia dalla lettura della X e della P, le prime due lettere del nome di Cristo in greco, sia dall’incrocio di questa X con la I di Jesus.
Il monogramma di Cristo diventava la formula simbolica della salvezza universale operata dalla croce di Gesù Cristo.
Quest’ultima non appariva sul labaro di Costantino, mentre compariva il crisma; la conversione dell’imperatore consentì la sostituzione con mezzo secolo di ritardo: l’impero divenuto cristiano, abolendo il supplizio della croce, soppresse l’odiosa sensazione connessa allo strumento di tortura finché restò in uso.

La croce latina compare in seno al crisma stesso ma conserva in alto l’anello che ricorda la P e costringe a rilevare nell’incrocio l’antica X raddrizzata.
All’inizio del V secolo l’anello sparisce, e nasce la nostra tradizionale croce cristiana. Il crisma viene usato ancora, anzi in quest’epoca raggiunge le sue espressioni più perfette e trae dalla croce latina l’alfa e l’omega che spesso e volentieri gli vengono associate per assicurargli una cristianizzazione da ogni equivoco segnico: questo riferimento al Cristo dell’Apocalisse, Pantocreatore e maestro del tempo, conferisce al vecchio simbolo le dimensioni della Rivelazione.
( Spiegazione del mosaico del Battistero di Albenga).
Se la spiritualità cristiana è affascinata dalla croce, ciò non è dovuto in primo luogo alla sua insondabile ricchezza simbolica!
E’ che il Cristo morendo inchiodato ad una traversa fissata ad un palo ne ha fatto il segno storico del compiersi del disegno divino.
Per il credente, la croce primaria è l’ultima che con le sue braccia aperte esprime un amore grande come il mondo non aveva mai conosciuto. Un amore che ha trovato nello strumento del sacrificio il simbolo della sua grandezza.

La passione di Cristo ha trasfigurato il segno della croce; ormai, al di là dell’antica immagine, è l’universale e misteriosa bontà del uso Signore che l’uomo redento percepisce e venera. Attraverso la comunione con il segno sacro, egli penetra nelle vertiginose profondità del disegno di Dio sul mondo, così come diceva san Paolo agli Efesini.
San Cirillo spiega ai suoi catecumeni: "Dio ha steso le mani sulla croce per abbracciare le estremità dell’universo. Anche il monte Golgota è diventato il perno del mondo". Con Firmico Materno, il perno diventa l’asse dinamico che unisce celo e terra: il legno della croce sostiene la volta celeste, e consolida le fondamenta della Terra. Andrea di Creta, riprendendo san Paolo, fa una litania della croce: "Riconciliazione del mondo, determinazione delle frontiere terrestri, altezza del cielo, profondità della Terra, legame che unisce la creazione, lunghezza di tutte le cose visibili e larghezza dell’universo".
"Il segno della croce apparirà nel cielo il giorno del Giudizio finale", canta l’inno della festa dell’Esaltazione della santa Croce nella liturgia latina.
La croce salda il ciclo del tempo del mondo, il grande cerchio creazionale: essa pone su tutte le cose il sigillo ultimo che le giudicherà secondo l’amore incarnato: "O croce piantata nella terra che rechi frutti in cielo! O nome della croce, che racchiudi in te l’universo! Salute a te, o croce, che tieni legato il cerchio del mondo! Salute, o croce, che hai saputo dare alla tua sembianza in forme una forma piena di senso profondo!" (Atti apocrifi di Andrea).
Essa è il polo e il motore immobile di un mondo in movimento; stat crux dum volvitur orbis, la croce sta fissa mentre il mondo ruota: è il motto di tutti i monaci.
La croce è il grande segno cosmico; il segno dell’universo, il segno dell’uomo; il segno di Dio presente e agente in entrambi. E’ allo stesso modo un segno biblico, un segno storico, un segno personale: e di nuovo si verifica il contrasto incredibile tra questo insignificante simbolo con l’incommensurabile e adorabile ricchezza del mistero della croce di Gesù, figlio di Dio che lo fa essere fra tutti i simboli il più evocativo.
Mozzecane, 29 Gennaio 1999
A.M.D.G.E.M


 

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