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Forum - Ultime discussioni aperte |
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Opera blasfema nel veronese |
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Scritto da ITALIANO
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giovedì 17 dicembre 2009 |
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Oramai il vento modernista che soffia dal Concilio Vaticano II, non conosce più tregua e la rivoluzione luciferina assesta i suoi ultimi colpi contro la Madonna, la Piena di Grazia, Colei che schiaccerà la testa al serpente!
Ed è così che gli Stimmatini di Sezano (VR), espongono nella loro Chiesa "un'opera d'arte" che vorrebbe rappresentare la Madonna, ma che altro non è che una statuetta di 40 cm che offende la Sempre Vergine, la Regina del Cielo e della Terra.
La Madonna viene rappresentata, infatti, in un atteggiamento disordinato (scapigliata e protesa in avanti), con un grosso pancione e completamente nuda!
Si può essere più blasfemi? Come possono le gerarchie vaticane tollerare che vengano esposte in una Chiesa tali opere? Dove sono i Vescovi? Dov'è il Papa? Anche questa volta dobbiamo giustificare il non intervento del "povero Papa" con la filastrocca che lui è ostaggio dei modernisti?
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Scritto da ITALIANO
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lunedì 30 novembre 2009 |
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Dichiarazione del ministro australiano Peter Costello sull’immigrazione:
“Non sono contrario all’immigrazione, e non ho niente contro coloro che cercano una vita migliore venendo in Australia.
Tuttavia ci sono questioni che coloro che recentemente sono arrivati nel nostro paese, ed a quanto sembra anche qualcuno dei nostri concittadini nati qui, devono capire.
L’idea che l’Australia deve essere una comunità multiculturale è servita soltanto a dissolvere la nostra sovranità ed il sentimento di identità nazionale.
Come australiani, abbiamo la nostra cultura, la nostra società, la nostra lingua ed il nostro modo di vivere. Questa cultura è nata e cresciuta durante più di due secoli di lotte, processi e vittorie da arte dei milioni di uomini e donne che hanno cercato la libertà di questo paese. Noi parliamo l’inglese, non il libanese, l’arabo, il cinese, il giapponese, il russo o qualsiasi altra lingua. Perciò, se desiderate far parte della nostra società, imparate la lingua!
La maggioranza degli australiani crede in Dio. Non si tratta soltanto di un affare privato di qualche cristiano fondamentalista di destra, ma vi è un dato di fatto certo ed incontrovertibile: uomini e donne cristiani hanno fondato questa nazione su principi cristiani, e questo è chiaramente documentato nella nostra storia. Questo dovrebbe essere scritto sui muri delle nostre scuole. Se il nostro Dio vi offende, allora vi consiglio di prendere in considerazione la decisione di scegliere un’altra parte del mondo per mettere su casa, perché Dio è parte della nostra cultura. Accetteremo le vostre opinioni religiose, e non vi faremo domande, però daremo per scontato che anche voi accettate le nostre e cercherete di vivere in pace ed armonia con noi.
Se la Croce vi offende, o vi molesta, o non vi piace, allora dovrete pensare seriamente di andarvene da qualche altra parte.
Siamo orgogliosi della nostra cultura e non pensiamo minimamente di cambiarla, ed i problemi del vostro paese di origine non devono essere trasferiti sul nostro.
Cercate di capire che potete praticare la vostra cultura, ma non dovete assolutamente obbligare gli altri a farlo. Questo è il nostro paese, la nostra terra, il nostro modo di vivere, e vi offriamo la possibilità di viverci al meglio.
Ma se voi cominciate a lamentarvi, a piagnucolare, e non accettate la nostra bandiera, il nostro giuramento, i nostri impegni, le nostre credenze cristiane, o il nostro modo di vivere, vi dico con la massima franchezza che potete far uso di questa nostra grande libertà di cui godiamo in Australia: il diritto di andarvene. Se non siete felici qui, allora andatevene. Nessuno vi ha obbligato a venire nel nostro paese. Voi avete chiesto di vivere qui: ed allora accettate il paese che avete scelto. Se non lo fate, andatevene! Vi abbiamo accolto ed aperto le porte del nostro paese; se non volete essere cittadini come tutti in questo paese, allora tornate al paese da cui siete partiti! Questo è il dovere di ogni nazione, questo è il dovere di ogni immigrante.” |
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Scritto da Charette
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venerdì 11 settembre 2009 |
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Protesta solennemente contro la legislazione antireligiosa in Francia e conforta il popolo cattolico a resistere con mezzi legali, onde conservare al Paese la sua tradizione cattolica[1]. Ribadisce, inoltre, la ferma condanna della concezione che vuole la separazione tra la Chiesa e lo Stato.
Siamo pieni d'inquietitudine e d'angoscia quando soffermiamo il pensiero su di voi. E come potrebbe essere diversamente, dopo la promulgazione della legge che, spezzando violentemente i legami secolari, con i quali la vostra Nazione era unita alla Sede Apostolica, crea alla Chiesa cattolica in Francia una situazione indegna di lei e quanto mai lamentevole?
È questo un avvenimento gravissimo; e tutte le anime buone devono deplorarlo perché è tanto funesto alla società civile, quanto alla religione; ma non deve aver sorpreso nessuno che abbia seguito con un po' d'attenzione la politica religiosa della Francia in questi ultimi anni. Per voi, Venerabili Fratelli, non sarà stato né una novità, né una sorpresa, dal momento che siete stati testimoni delle ferite così terribili e numerose inflitte a volta a volta dall'autorità pubblica alla religione. Avete visto violare la santità e l'inviolabilità del matrimonio cristiano con disposizioni legislative formalmente in contraddizione con esse; laicizzare le scuole e gli ospedali; strappare i chierici ai loro studi e alla disciplina ecclesiastica per costringerli al servizio militare; disperdere e spogliare le congregazioni religiose e ridurre la maggior parte dei loro membri all'estrema miseria. Poi sono sopravvenute altre misure legali che voi tutti conoscete: fu abrogata la legge che ordinava delle preghiere pubbliche al principio di ogni sessione parlamentare e giudiziaria; furono soppressi i tradizionali segni di lutto a bordo delle navi il Venerdì Santo; eliminato dal giuramento giudiziario ciò che gli dava il carattere religioso; bandito dai tribunali, dalle scuole, dall'armata, dalla marina, infine da tutte le istituzioni pubbliche, ogni atto o simbolo che potesse in qualche modo ricordare la religione. Queste misure ed altre ancora che a poco a poco separavano di fatto la Chiesa dallo Stato non erano niente altro che dei gradini posti allo scopo di arrivare alla separazione completa ed ufficiale: persino coloro che le hanno promosse, non hanno esitato a riconoscere questo, apertamente e frequentemente.
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Per capire facilmente il problema monetario |
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Scritto da ITALIANO
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martedì 14 luglio 2009 |
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Parte prima
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Breve prontuario degli errori conciliari |
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Scritto da hidalgo
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mercoledì 22 aprile 2009 |
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da "Veritas" - don Mauro Tranquillo
Il Concilio Vaticano II si sa, nell'intento di chi lo convocò e di chi lo diresse e chiuse, non doveva godere di infallibilità, non volendo definire dotrine nuove. Sarà certo per questo motivo che ''fallì", poiché troviamo nei suoi testi numerose affermazioni contrarie alla dottrina cattolica. Il Concilio appare quindi come una ''torta avvelenata''; ma a chi lo vuole a tutti i costi assaggiare lo stesso, noi dobbiamo essere in grado di fornire gli elementi che permettono di andare oltre le apparenze e di cogliere il veleno lì dov'è, tra l'impasto e la pasticceria, come farebbe un'analisi chimica. Non basta dire che lo si rigetta, occorre mostrarne i punti fallaci a coloro che lo vogliono presentare in continuità alla sana dottrina cattolica.
Troviamo in modo generale in questi testi un cattivo sapore che ci mette in guardia, ma che di per sé non è ancora il veleno mortale: è questo ''sapore'' lo spirito del modernismo, dell'ambiguità, del linguaggio equivoco quasi onnipresente e troviamo quindi affermazioni difficili da interpretare in senso cattolico, frasi vuote, dottrine sfumate. Ma non è di tutto questo che noi vogliamo parlare qui, bensì degli errori lampanti, inequivocabili che contraddicono il Magistero. Il Concilio ne contiene alcuni ben precisi, gravissimi, che danno la loro triste luce a tutto il resto. Vogliamo qui elencarli senza pretesa di completezza; mettendo l'accento proprio lì dove la decantata continuità è assolutamente impossibile per una mente regolata dal principio di non contraddizione. Vogliamo dare un sunto che ci permetta di regolarci in questi giorni difficili e di continuare a professare la fede.
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Scritto da Card. Lotharius
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lunedì 20 aprile 2009 |
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Tratto da "si si no no" numero 1 anno XVI - gennaio 1990
Una prassi ininterrotta e sempre difesa
E' bene ricordare che per cremazione s'intende l'incenerimento del cadavere per mezzo del fuoco e per inumazione il suo abbandono all'azione delle cause naturali tanto nel seno della terra quanto in un loculo sepolcrale.
Già nel II secolo un pagano, Minucio Felice, indicava il rifiuto della cremazione come un costume proprio dei cristiani: i cristiani, egli scrive, "execrantur rogos et damnant iginium sepulturas": hanno in abominazione il rogo e riprovano i forni crematori; Minuccio Felice ne precisa anche la ragione, essenzialmente religiosa: la fede cristiana nella resurrezione della carne (Octavius cap. II PL 3, 267).
Dunque la Chiesa fin dalle origini condanno la cremazione ed ebbe come modo proprio ed unico di sepoltura l'inumazione, e ciò per motivo religioso.
L'inumazione fu difesa e conservata dalla Chiesa contro i violenti assalti del mondo pagano: anche quando i pagani, in dispregio del costume cristiano dell'inumazione, presero ad incenerire le spoglie dei martiri, come testimoniano alcuni Atti, gli apologisti ed Eusebio (Hist. eccl. V, Capp. 1 e 2, PG 20; 433) e presero ad assalire i cimiteri cristiani e a violarne le tombe, la Chiesa non abbandonò il costume dell'inumazione, ma continuò a diffonderlo ovunque insieme con la Fede cristiana, così tra la fine del IV e l'inizio del V secolo, in una con il cristianesimo, l'inumazione trionfava in tutto l'impero romano. Lo stesso accadde presso i barbari dai cui costumi la cremazione scomparve.
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Frase casuale |
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“I nemici dell’umanità sono quelli che pietrificano il pensiero o, meglio, lo uccidono, come i nostri tempi hanno cercato di fare i marxisti, e come in tutti i tempi hanno cercato di fare gli innumerevoli pazzi e fanatici, dopo la decadenza dell’islam e prima ancora” Ezra Pound |
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